100 italian Energy stories

èItalia 111 – Made in Italy

Alla vigilia della conferenza sul clima di Parigi – COP 21 – il rapporto realizzato da  Fondazione Symbola ed Enel

di Domenico Sturabotti, Direttore di Symbola Fondazione per le Qualità Italiane

Bene ha fatto Hollande a confermare – in un momento cruciale come questo, subito dopo le stragi del 13 novembre – la Cop21 sui mutamenti climatici di Parigi. La necessità di trovare misure efficaci di contrasto al terrorismo assorbe, giustamente, l’Occidente: eppure, un successo della Cop21 non può che aiutare la lotta al terrorismo. Dimostrando che popoli e nazioni possono affrontare, insieme, questioni molto importanti e complesse, che guardano al futuro comune. Attraverso ad una riduzione dell’uso dei combustibili fossili, renderebbe meno gravi i conflitti intorno al controllo di queste risorse. Renderebbe più forte e libera la politica dell’Europa in materia energetica e nelle relazioni internazionali.
Il tema dei mutamenti  climatici, come afferma Papa Francesco nella Enciclica Laudato Si’, non è infatti solo una questione ambientale: riguarda la geopolitica, l’economia, la finanza, le diseguaglianze sociali.

Abbiamo le condizioni tecnologiche e culturali per affrontare questa sfida? Una prima parziale risposta sulle risorse che è possibile mettere in campo viene dal rapporto realizzato da  Fondazione Symbola ed Enel “100 italian Energy stories”, dedicato alla filiera dell’elettricità.  Cento storie che delineano un modo tutto italiano di produrre e gestire l’energia, un modo che guarda al futuro. Dai centri di ricerca che mettono a punto sistemi per avere energia pulita nelle isole del mediterraneo impiegando un giroscopio, come Wave for Energy, spin-off del Politecnico di Torino, a quelli che ottengono primati mondiali per efficienza dei pannelli fotovoltaici, quelli a perovskite del CHOSE – Università di Tor Vergata. Da chi sfrutta le onde del mare per generare energia, come la 40South Energy, a chi rende più efficienti gli impianti produttivi grazie ad un sistema nervoso fatto di sensori e software, come s.d.i. Automazione Industriale, o i frigoriferi industriali con  ad un sistema che incorpora la tecnologia automobilistica dei turbocompressori, come fa l’Angelantoni Group. Dall’archistar Renzo Piano che presta le sue competenze per dare bellezza ai generatori eolici, all’esperto di impianti di risalita usa il suo know how per migliorarne l’efficienza come fa  LEITWIND. Dalla Start-up Midori che traccia i consumi degli elettrodomestici; al campione italiano nella produzione di cavi per la trasmissione e distribuzione dell’energia, Prysmian,  a quello che realizza tubi per gli impianti solari a concentrazione, come Astroflex. Da chi inventa colonnine più rapide per la ricarica delle auto elettriche, è il caso di Bitron, a chi sviluppa app per sapere dove sono come fa Spin8, fino ai sistemi che garantiscono la sicurezza degli operatori nelle centrali messi a punto da Ubiquicom e alle associazioni che alimentano la domanda di efficienza e sostenibilità trai i cittadini, nelle famiglie, tra le imprese. Non dobbiamo mai dimenticare i mali antichi del nostro paese:  non solo il debito pubblico, ma illegalità e corruzione, una burocrazia inefficiente e spesso soffocante,  un sud che fatica a tenere il passo.  Per combatterli con efficacia, dobbiamo partire proprio dai nostri punti di forza, che esistono anche in campo energetico. Già nel 2012 l’Italia era prima (con il 39%) tra i grandi paesi europei, a pari merito con la Spagna, per quota di energia rinnovabile nella produzione elettrica, davanti a Germania (24%), Francia (17%), Gran Bretagna (15%). Oggi la quota di energia rinnovabile nella nostra produzione elettrica ha superato il 43%. Siamo primi al mondo per la quota di fotovoltaico nel mix elettrico nazionale, con il 7,9%, davanti alla Germania (7%). E oggi possiamo contare anche su una nuova Enel che ha ben capito qual è la strada da percorrere impegnandosi ad investire nel mondo, entro il 2019, undici miliardi di dollari sulle rinnovabili. Mentre in Italia chiude 22 vecchie centrali fossili, le più costose e inquinanti, senza licenziare un solo lavoratore.


 

100 Italian Energy Stories

On the eve of the climate conference in Paris – COP 21 – the report drawn up by the Symbola Foundation and Enel

Holland made the right decision when, in a crucial moment like this, so soon after the massacres of 13 November, he confirmed the COP21 on climate change in Paris. The need to find effective measures for contrasting terrorism is, quite rightly, monopolizing the Western world: yet, the success of COP21 can only help in the fight against terrorism. This would demonstrate how people and nations can face very important and complex issues together, which look to a common future. By reducing the use of fossil fuels, it would make the conflicts surrounding the control of these resources less serious. It would give more strength and greater freedom to European policy on the subject of energy and in international relations. As Pope Francis stated in his Encyclical Laudato Si’ (Praise Be To You), the topic of climatic change is not, in fact, just an environmental issue: it involves geopolitics, the economy, finance and social inequality. Do we have the technological and cultural conditions necessary to tackle this challenge? An initial partial response on the resources that can be deployed comes from the report written up by the Symbola Foundation and Enel, ‘100 Italian Energy stories’, dedicated the electricity industry. One hundred stories outline an all-Italian way of producing and managing energy – a way that looks to the future. There are the research centres that develop systems in order to have clean energy in the Mediterranean islands, using a gyroscope, like Wave for Energy, a spin-off of the Polytechnic of Turin and those that establish world records for the efficiency of their photovoltaic panels, like those of CHOSE that use perovskite – University of Tor Vergata. Some use the waves of the sea to generate energy, like the 40South Energy, and others make production plants more efficient thanks to a nervous system made of sensors and software, like S.D.I. Automazione Industriale, or industrial refrigerators with a system that incorporates the automotive technology of turbochargers, as is done by the Angelantoni Group. There is the starchitect Renzo Piano, who lends his expertise to bringing beauty to wind turbines and the ski lift expert who uses his know-how to improve efficiency, as is done by LEITWIND. There is the start-up company, Midori, that tracks the consumption of household electrical appliances and Prysmian, the Italian champion in the production of cables for the transmission and distribution of energy, as well as companies like Astroflex that create tubes for concentrated solar power plants. There are the inventors of recharging points for electric cars, like Bitron, and developers of apps for finding out where they are, like Spin8, as well as the systems that guarantee the safety of workers in the power stations perfected by Ubiquicom and the associations that feed the demand for efficiency and sustainability of citizens, families and businesses.

We must never forget our country’s age-old downsides: not only the public debt, but illegality and corruption, inefficient and often suffocating bureaucracy and a Southern Italy that struggles to keep up. To fight these things effectively, however, we must start from our strengths, which also exist in the field of energy. Already in 2012, among the major European countries, Italy was in first place (with 39%), on a par with Spain, for its proportion of renewable energy in the production of electricity, ahead of Germany (24%), France (17%) and Great Britain (15%). Today, the proportion of renewable energy in the electricity we produce has exceeded 43%. We are in first place in the world, for the proportion of photovoltaic power in the national mix of electricity, with 7.9%, ahead of Germany (7%). Today we can also count on a new Enel that is well aware of which route needs to be taken, committing to the investment of eleven billion dollars in renewable energy in the world by 2019. In the meantime, it is closing 22 fossil fuel power stations in Italy – the most costly and polluting ones – without firing even a single worker.