110 anni di storia

Il valore di un Gruppo si basa anche sulla sua storia e le sue origini

L’eccellenza del genio italiano è raccontata da opere epiche come il salvataggio dei templi di Abu Simbel in Egitto; le dighe in Africa, a partire dalla diga di Kariba fino agli impianti idroelettrici in Etiopia; le metropolitane di Parigi, San Francisco, Copenaghen, Riyadh, che stanno ridisegnando il sistema di mobilità sostenibile di alcune delle città più popolate del mondo; l’Autostrada del Sole ed il sistema ferroviario ad alta velocità in Italia, che hanno facilitato l’integrazione economica e sociale tra Nord e Sud del paese.

Nella celebrazione dei 110 anni di Salini Impregilo, il presidente del Consiglio Matteo Renzi lancia la sfida a Pietro Salini sul Ponte sullo Stretto di Messina.
“Dobbiamo rendere la Sicilia più vicina creando centomila posti di lavoro – ha detto il premier intervenendo alla Triennale di Milano – e se voi siete nella condizione di portare le carte e sbloccare quello che è fermo da dieci anni, noi ci siamo”.
La sfida è stata raccolta dall’amministratore delegato di Salini Impregilo nel giorno dell’evento, dal titolo “Presente e futuro delle infrastrutture”, che festeggia i 110 anni del Gruppo e al quale hanno preso parte, oltre al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, l’ambasciatore Usa in Italia, John Phillips, e il professore del dipartimento di Government della Harvard University, Jeffry Frieden.
“Il racconto negativo sul fatto che l’italia non è competitiva – ha detto Renzi – è smentito da donne e uomini dell’impresa e dell’ingegneria”.
Renzi ha poi elogiato le imprese italiane presenti all’estero: “Evviva le aziende che rischiano e chi ci mette del suo e non si accontenta di continuare a guardare al passato. Il recupero della dimensione del sogno è molto legato all’ingegneria, alla progettazione. In Italia è mancata per anni la progettazione del futuro. Durante la crisi abbiamo perso 927mila posti di lavoro nelle costruzioni, più della metà dei quali sull’edilizia. Dobbiamo ripartire tanto dalle piccole realtà quanto dalle grandi opere”.
“Ecco la dimensione del sogno e dell’orizzonte – ha concluso Renzi. – Le storie di aziende che credendo nel futuro hanno costruito pezzi di questo paese ci rendono orgogliosi ma non basta. È bello guardare al passato ma ancora più bello guardare al futuro”.
A lui ha risposto Pietro Salini, richiamando la necessità di progettare il futuro e pianificare interventi per la crescita del Paese.
“Non possiamo più aspettare – ha dichiarato l’AD del Gruppo – siamo un paese che vive in un mondo globale. Non possiamo sempre dire no, alle olimpiadi, al Paese, al futuro, ai ragazzi, perché quello che seminiamo oggi è quello che avremo domani. Per i nostri figli, ai quali non possiamo rubare il futuro”.
“Le infrastrutture non sono belle di per sé – ha proseguito Pietro Salini – ma servono per riempire le necessità, per immaginare il futuro di un paese. Allora significa che è necessario pianificare le infrastrutture. Questo mi piacerebbe che ci fosse in un Paese come il nostro. Un piano che preveda cosa farà la generazione del futuro”.
A salutare i 110 anni di una grande industria italiana, erano presenti alcuni dei protagonisti del panorama imprenditoriale italiano. Tra gli atri l’amministratore delle Ferrovie dello Stato, Renato Mazzoncini, il presidente dell’Anas, Gianni Vittorio Armani, il presidente della Cassa Depositi e Prestiti, Claudio Costamagna, il vice presidente di UniCredit, Fabrizio Palenzona, l’AD di Mediobanca, Alberto Nagel, l’AD di Leonardo, Mauro Moretti, il presidente di Rcs MediaGroup, Urbano Cairo, il direttore generale di Banca Intesa SanPaolo, Gaetano Miccichè, il presidente di Bnl, Luigi Abete, il presidente di Tod’s, Diego Della Valle, l’AD di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, l’amministratore unico di Mapei, Giorgio Squinzi.

I NUMERI DEL GRUPPO. Salini Impregilo opera in 50 Paesi con 35mila dipendenti di 100 nazionalità. Il Gruppo chiuderà il 2016 con ricavi per 6,1 miliardi di euro che – secondo il Piano Industriale 2016-2019 – dovrebbero raggiungere i 9 miliardi entro il 2019. Alla stessa data il portafoglio ordini è previsto a 39 miliardi di euro (attualmente è pari a 38,4 miliardi).

SALINI IMPREGILO NEL MONDO. Dal 1906 ad oggi Salini Impregilo ha realizzato circa 2.000 opere in cinque continenti. Di queste, 1.017 in Europa; 412 in Africa; 222 in Nord America; 213 in Sud America; 66 in Asia e Oceania; 54 in Medio Oriente.
Il Gruppo è leader mondiale nel settore acqua e uno dei principali player nel mercato delle grandi infrastrutture. Negli anni ha realizzato 257 dighe e impianti idroelettrici; 7.230 km di ferrovie e linee metropolitane; 1.450 km di tunnel; 350 km di ponti e viadotti.

LE OPERE COMPLETATE NEL 2016. Nell’anno in corso il Gruppo ha consegnato ai rispettivi committenti alcune delle opere più significative realizzate attualmente su scala mondiale: il nuovo Canale di Panama; la diga di Gibe III in Etiopia; il Centro Culturale Stavros Niarchos di Atene.

PRINCIPALI PROGETTI FUTURI. A luglio 2016 il portafoglio dei nuovi ordini acquisiti dal Gruppo vale 6,8 miliardi di euro, opere complesse da realizzare in Paesi lontani. Tra queste, la diga di Koysha in Etiopia, una commessa del valore di 2,5 miliardi di euro; la ferrovia sotterranea di Perth in Australia (792 milioni di euro); la linea ferroviaria Purple Line nel Maryland, Usa (543 milioni di euro); la diga di Rogun in Tagikistan, che una volta inaugurata sarà la più alta del mondo (1,7 miliardi di euro).

LA STORIA DEL GRUPPO. Nel 1906 a Milano e a Piacenza Vincenzo Lodigiani e Umberto Girola fondano le loro imprese, realizzando i primi lavori a livello locale sui rispettivi territori. Esattamente trent’anni dopo, nel 1936, Pietro Salini avvia la sua attività di costruzione.
È una storia lunga più di un secolo che racconta di grandi famiglie, di infrastrutture che trainano lo sviluppo di paesi in tutto il mondo, di percorsi societari che si intrecciano e che nel 2014 danno vita al Gruppo Salini Impregilo, risultato della fusione per incorporazione di Salini in Impregilo.

GRANDI OPERE: PERCHE’? Secondo il Fondo Monetario Internazionale ogni dollaro investito nelle infrastrutture genera 3 dollari di reddito nazionale. Il loro impatto sull’economia è quindi decisivo. Ogni anno nel mondo vengono spesi 2,5 trilioni di euro per lo sviluppo delle infrastrutture di vario genere, non abbastanza per colmare il gap infrastrutturale che necessiterebbe di un investimento annuale di 3,3 trilioni.
Come dimostrano i risultati delle grandi opere realizzate da Salini Impregilo, si tratta di investimenti destinati a migliorare la vita delle persone.
La diga di Gibe III, inaugurata quest’anno in Etiopia, ha aumentato la produzione energetica del Paese dell’85%.
Il nuovo Canale di Panama, inaugurato il 26 giugno scorso, ha rilanciato il commercio internazionale attraverso lo stato del Centro America, portando il giro d’affari per il Paese dagli attuali 2,5 miliardi di dollari fino a 6 miliardi.
Una volta completata, la diga di Rogun in Tagikistan permetterà di raddoppiare il potenziale energetico del Paese.


110 years of history

The value of a Group lies also in its history and origins

The excellence represented by Italian ingenuity is narrated through epic works, including: the Abu Simbel temples (Egypt), Africa’s dams (from Kariba to Ethiopia’s hydroelectric plants), the metro systems of Paris, San Francisco, Copenhagen and Riyadh (which are redesigning sustainable mobility in some of the world’s most densely-populated cities), Italy’s “Autostrada del Sole” and its high speed railway that has facilitated the economic and social integration between the north and south of the country.

On occasion of the 110th anniversary of Salini Impregilo, Italian Prime Minister Matteo Renzi set a challenge for Group Chief Executive Pietro Salini concerning the project to build a bridge over the Strait of Messina.
“We have to bring Sicily closer by creating 100,000 jobs,” Renzi said in a speech at the inaugural event at the Triennale di Milano museum. “If you are in condition to show us that your papers are in order and can unblock what has been halted for 10 years, we’re behind you.”
Salini accepted the challenge at the event “Present and Future of Infrastructure”, which was attended by U.S. Ambassador John Phillips, Lombardy Governor Roberto Maroni and Jeffry Frieden, professor at the Department of Government at Harvard University.
“The negative stories about Italy’s lack of competitiveness are proven wrong by the men and women of business and engineering,” Renzi said.
Renzi then lauded the Italian companies that had ventured abroad. “Long live the companies that risk and give it all they’ve got and are not satisfied with simply looking at the past. Recovering the ability to dream is very much tied to engineering and planning. In Italy, planning for the future has been missing for years.
“During the crisis we lost 927,000 jobs in construction, more than half of that in civil buildings. We have to start again as much with small projects as we do with big ones,” he added.
“That is what I am talking about when I talk of dreams and the horizon,” Renzi concluded. “The stories of companies that believed in the future and built this country make us proud – but that is not enough. It is nice to look at the past but it is even better to look towards the future.” In his reply, Salini spoke of the need to plan for the future and set in motion measures to help the country grow.
“We can no longer wait,” he said. “We are in a country that lives in a globalised world. We cannot always say no – to the Olympics, the country, the future, children… because we will reap tomorrow what we sow today. We cannot rob our children of the future.
“Infrastructure is not beautiful in itself,” he continued. “But it serves to fill a need, to help imagine a future for a country. This means that it is necessary to plan for infrastructure. I would like to see this happen in our country – a plan that foresees the generation of the future will do.”
Attending the event were many representatives of Italy’s public and private sectors, including Renato Mazzoncini of Ferrovie dello Stato, Gianni Vittorio Armani of Anas, Claudio Costamagna of Cassa Depositi e Prestiti, Fabrizio Palenzona of UniCredit, Alberto Nagel of Mediobanca, Mauro Moretti of Leonardo, Urbano Cairo of RCS MediaGroup, Gaetano Miccichè of Intesa Sanpaolo, Luigi Abete of BNL, Diego Della Valle of Tod’s, Marco Tronchetti Provera of Pirelli and Giorgio Squinzi of Mapei.

THE GROUP IN NUMBERS. Salini Impregilo is present in 50 countries with 35,000 employees of 100 nationalities. The Group is expected to reach t 6.1 billion in revenues in 2016 and arrive at t 9 billion in 2019 under a new industrial plan. Its Construction Backlog is expected to reach t 39 billion by 2019.

SALINI IMPREGILO IN THE WORLD. From 1906 to the present day, Salini Impregilo has completed about 2,000 projects on five continents. Of these, 1,017 in Europe, 412 in Africa, 222 in North America, 213 in South America, 66 in Asia and Oceania and 54 in the Middle East. The Group ranks first in the water segment and is one of the leaders in the construction of large, complex infrastructure as a whole. It has done 257 dams and electric plants; 7,230 kilometres of railway and metro lines; 1,450 kilometres of tunnels and 350 kilometres of bridges and viaducts.

COMPLETED WORKS IN 2016. This year the Group has delivered some of the most significant public works in the world, such as the Panama Canal, the Gibe III dam in Ethiopia, and the Stavros Niarchos Foundation Cultural Center in Athens.

FUTURE PROJECTS. By July 2016, Salini Impregilo had won t 6.8 billion in new orders. Among these are the Koysha Dam in Ethiopia worth t 2.5 billlion; the light transit rail in Perth, Australia for t 792 and in Maryland for t 543 million, as well as the Rogun dam in Tajikistan whose first lot is worth $1.7 billion.

HISTORY OF THE GROUP. In 1906, Vincenzo Lodigiani in Milan and Umberto Girola in Piacenza founded their respective companies, building projects close to home. Thirty years later in 1936, Pietro Salini began his own business.
It is a story of more than a century of families and infrastructure that have contributed to the development of countries throughout the world, families whose companies would eventually merge to create the Salini Impregilo Group.

WHY PUBLIC WORKS. The International Monetary Fund estimates that every dollar spent on infrastructure generates three in direct output. So its impact is decisive. As shown by the projects built by Salini Impregilo, they are investments that help improve people’s lives.
The Gibe III dam, opened this year in Ethiopia, has increased the amount of energy produced in the country by 85%.
The new Panama Canal opened in June 26, giving a boost to maritime trade and increasing income for the Central American country from $2.5 billion to up to $6 billion a year. Once completed, the Rogun dam in Tajikistan will allow for the doubling of energy production in the country.