America Latina

Fra Mercosur e Alleanza del Pacifico si aprono praterie per il Made in Italy

di Marco Sabatini
DA WWW.EXPORTIAMO.IT

L’America Latina è un continente magnifico traboccante di storia, fascino e dotato di bellezze naturali incredibili ma nonostante ciò lo sviluppo dei Paesi appartenenti a quest’area, per una serie di ragioni, ha sempre proceduto a singhiozzi faticando a spiccare il volo.

Quando si parla di Paesi latini non ci si riferisce alla sola connotazione linguistica che li accomuna (in questi Paesi si parlano infatti lingue neolatine: francese, portoghese e spagnolo) ma si tengono in considerazione anche una serie di altre caratteristiche – culturali, etniche, storiche, sociali – che assumono una certa rilevanza.

Questi Paesi costituiscono una potenziale miniera d’oro per le produzioni italiane e per questo la Redazione di Exportiamo.it ha deciso di analizzare le due principali associazioni politico-economiche operanti in quest’area – il Mercosur e l’Alleanza del Pacifico – e di intraprendere un viaggio che ci porterà ad approfondire le caratteristiche dei singoli Stati latinoamericani.

MERCOSUR. Il Mercosur è il mercato comune dell’America meridionale, istituito ormai 25 anni fa (1991) attraverso il Trattato di Asuncion firmato da Argentina, Brasile, Uruguay e Venezuela. Già quattro anni più tardi, nel 1995, furono aboliti i dazi doganali tra i quattro Paesi membri ed istituita una tariffa comune verso Paesi terzi ma, nonostante ciò, esistono ancora oggi forti ostacoli protezionistici tra i vari stati.

I membri effettivi sono cinque: Argentina, Brasile, Uruguay, Paraguay e Venezuela ma ne fanno parte – in qualità di Stati associati – anche Bolivia (il processo di adesione è ancora in corso), Cile, Perù, Colombia, Guyana, Suriname ed Ecuador. Infine si segnala che il Messico e la Nuova Zelanda figurano al momento come Stati osservatori.

Malgrado un mercato che conta quasi 300 milioni di persone , il peso economico e demografico dei Paesi membri è largamente sbilanciato in favore di Brasile (205 milioni di abitanti – oltre il 70% del PIL complessivo) ed Argentina (44 milioni – circa il 20% del PIL totale).

Per quanto sia nata come organizzazione economico-commerciale, il Mercosur può essere considerato a tutti gli effetti l’espressione di un blocco politico che si colloca, nello scenario mondiale, come un interlocutore importantissimo dell’area, ponendosi come obiettivo la crescita dei mercati nazionali dei Paesi aderenti favorendo la nascita di un mercato unico che sostenga e stimoli lo sviluppo economico e la giustizia sociale.

Le iniziative intraprese per integrare le economie dei Paesi fondatori riguardano: l’approvazione della libera circolazione dei beni, dei servizi e dei fattori di produzione, l’adozione di una tariffa doganale esterna unica (Aec) e di una politica commerciale comune, il coordinamento delle politiche macroeconomiche e settoriali, l’armonizzazione delle legislazioni statali su questioni di interesse generale e l’accrescimento del potere negoziale del blocco Mercosur nei confronti di attori esterni.

ALLEANZA DEL PACIFICO. Ma la vera svolta per tutta l’area sudamericana può nascere solo da un accordo fra Mercosur ed Alleanza del Pacifico – l’accordo che dal 2012 lega quattro Paesi (Perù, Cile, Colombia e Messico) e circa 220 milioni di abitanti – che ha l’obiettivo di creare un mercato comune simile a quello dell’UE, garantendo la libera circolazione di beni, servizi, capitali e persone per favorire la crescita, lo sviluppo e la competitività dei suoi membri.

Un accordo fra le due organizzazioni aprirebbe di fatto all’opportunità di poter creare un’area di libero scambio che unisca finalmente costa atlantica e costa pacifica dell’America meridionale.Il blocco unito riunirebbe oltre mezzo miliardo di consumatori, rappresenterebbe circa il 90% del PIL latinoamericano e si proporrebbe come un indiscusso protagonista sullo scacchiere internazionale.

LE OPPORTUNITÀ PER IL MADE IN ITALY. Agli sviluppi di questa situazione guardano, con occhio interessato, diversi Paesi fra cui l’Italia, che attualmente figura fra gli oltre 40 Stati osservatori dell’Alleanza.

066-067-sud-america-2L’America Latina è infatti un’area in rapida crescita e per questa ragione ha bisogno di sviluppare numerose partnership che supportino, ad esempio, la costruzione di grandi infrastrutture. Processi in cui le imprese italiane potrebbero essere certamente coinvolte come è già avvenuto in occasione dell’ampliamento del Canale di Panama.

La riduzione o il totale azzeramento dei dazi (in parte già avvenuto grazie alla stipula di accordi bilaterali tra Unione Europea e alcuni Paesi membri dei due blocchi dell’America latina) rappresenterebbe dunque la definitiva apertura di un nuovo ed enorme mercato per l’espansione commerciale del Made in Italy. Secondo ICE-Agenzia, nel 2017 le esportazioni italiane in America Latina cresceranno a livelli più alti rispetto alla media mondiale ad un ritmo pari al +8% rispetto al 2016. Il Brasile si confermerà il destinatario del 50% dell’export tricolore nell’area per un valore complessivo che dovrebbe superare i 10 miliardi di euro. A livello settoriale buone performance dovrebbero registrarsi nei beni di investimento (chimica, meccanica, metallurgia, comparto energetico e trasporti) e nei beni di consumo (su tutti agroalimentare, tessile e abbigliamento).

Nel suo complesso l’area mostra ad oggi segnali positivi di ripresa nonostante permangano una serie di elementi di criticità come debolezza delle infrastrutture, l’eccessiva burocrazia politica, l’alto tasso di disoccupazione e la bassa produttività.


Latin America

Between Mercosur and the Pacific Alliance, the Field is Wide Open for Made in Italy Products

Latin America is a beautiful continent overflowing with history and charm, and features incredibly natural beauty. However, economic development here, for one reason or another, has always proceeded in fits and starts and continues to struggle to get off the ground.

The word Latin in reference to these countries hardly refers to the linguistic connotation that unites them (indeed, Romance languages are spoken in these countries: French, Portuguese and Spanish); it also takes into account a number of other common relevant features – cultural, ethnic, historical and social.

These countries are a potential gold mine for Italian productions and, for this reason, the Editorial Board of Exportiamo.it decided to analyze the two main political-economic associations operating in this area – Mercosur and the Pacific Alliance – and embark on a journey that will allow learning in depth the distinctive traits of individual Latin American countries.

MERCOSUR. Mercosur is South America’s common market established more than 25 years ago (in 1991) through the Treaty of Asuncion signed by Argentina, Brazil, Uruguay and Venezuela. Four years later, in 1995, customs duties were abolished between the four member countries and a common tariff was established for other countries. Nevertheless, strong protectionist barriers between states still exit to this day.

Mercosur has five members: Argentina, Brazil, Uruguay, Paraguay and Venezuela, though countries like Bolivia (whose application to join is still under review), Chile, Peru, Colombia, Guyana, Suriname and Ecuador are allowed to be part of the organization in the capacity of Associate States. Finally, it should be noted that Mexico and New Zealand participate in Mercosur as Observer States.

Despite a market of nearly 300 million people, the economic and demographic weight of the member countries is greatly tilted in favor of Brazil (205 million inhabitants – more than 70% of the total GDP) and Argentina (44 million – about 20% of the total GDP). Though it was born as an economic-commercial organization, Mercosur can be considered in all respects the expression of a political bloc that, on the world stage, stands as a very important area partner, pursuing the growth of domestic markets of member countries by encouraging the establishment of a single market to support and stimulate economic development and social justice. Among the steps taken to integrate the economies of the founding countries are: approval of the free movement of goods, as well as production services and factors; adoption of a single external tariff (AEC) and a common commercial policy; coordination of macroeconomic and sectoral policies; harmonization of state laws on matters of general interest; and, strengthening of Mercosur’s negotiating power vis-a vis external actors.

PACIFIC ALLIANCE. But the real turning point for the entire South American area could only come from an agreement between Mercosur and the Pacific Alliance – the agreement that since 2012 ties four countries (Peru, Chile, Colombia and Mexico) and about 220 million people – whose aim is to create a common market similar to the EU, ensuring free movement of goods, services, capital and people for the purpose of promoting the growth, development and competitiveness of its members.

An agreement between the two organizations would permit the creation of a free trade area that will eventually join South America’s Atlantic and Pacific coasts. The united bloc would bring together more than half a billion consumers, represent about 90% of Latin American GDP and stand on the world stage as an undisputed leader.

OPPORTUNITIES FOR MADE IN ITALY PRODUCTS. Several countries, including Italy, which is currently one of the Alliance’s 40 Observers States, are looking at these developments with great interest.

Indeed, Latin America is an area in rapid growth and, for this reason, needs to develop numerous partnerships that support, for example, the construction of large infrastructure. Italian companies could certainly be involved in these processes, as it already happened on the occasion of the enlargement of the Panama Canal.

The reduction or total elimination of customs duties (in part already achieved thanks to the signing of bilateral agreements between the European Union and some Latin American countries members of the two blocs), would thus represent the ultimate opening of a huge new market for the commercial expansion of Made in Italy products.

According to ICE-Agency, in 2017, Italian exports in Latin America will grow at higher levels than the global average, at a rate of + 8% compared to 2016. Brazil is poised to be the recipient of 50% of Italian exports, with a total value that is expected to exceed 10 billion euro.

The best-performing sectors promise to be: investment (chemical, mechanical, metallurgy, energy industry and transport) and consumer goods (food processing, textiles and clothing).

As a whole, this area shows positive signs of recovery, although one cannot dismiss the persistence of a number of critical elements such as weak infrastructure, excessive political bureaucracy, high unemployment rate and low productivity.