CETA, Calenda: con l’entrata in vigore dell’accordo vantaggi per le Pmi e per i cittadini europei

“L’entrata in vigore, oggi, anche se solo a titolo provvisorio, del CETA è una buona notizia: è una tappa importante di un percorso iniziato nel 2009 con l’adozione delle prime direttive negoziali. A distanza di otto anni l’Accordo potrà finalmente produrre i suoi benefici per le nostre aziende, soprattutto piccole e medie, e per i nostri cittadini.

Con il CETA verrà abolito il 99% delle tariffe doganali canadesi con picchi in alcuni dei settori di punta del nostro export, verranno rimosse alcune importanti barriere non tariffarie, garantita l’apertura del mercato degli appalti pubblici alle aziende europee così come l’accesso al mercato dei servizi, assicurata la tutela della proprietà intellettuale secondo gli standard più avanzati e, per la prima volta in un sistema anglosassone, avremo il riconoscimento di 171 indicazioni geografiche europee (di cui 41 italiane).
L’Italia beneficerà immediatamente dell’abbattimento di dazi su beni molto importanti per il nostro export come macchinari industriali (1 miliardo di export e dazi fino al 9,5%), mobili (128 milioni di export gravati dal 9,5% di dazi), calzature (dazi al 20%), ma anche vino (300 milioni di export e dazi fino ai 7 centesimi al litro), pasta (fino all’8,5%), cioccolata (fino al 6%), pomodori (fino all’11,5%), acque minerali (esportazioni 39 milioni di euro, dazi 11%), prodotti in pelle, di cui il nostro Paese è il principale esportatore Ue verso il Canada (50 milioni di export, dazi fino a 13%).

Si tratta di vantaggi significativi per le nostre aziende, soprattutto per quelle piccole e medie.
Il nostro Paese ha raggiunto, lo scorso anno, la cifra record 417 miliardi di euro di export, con un saldo positivo di più di 51 miliardi ed un contributo alla formazione del PIL intorno al 30%. Per rafforzare ulteriormente la crescita abbiamo bisogno di agganciare in maniera strutturata la domanda globale, che continua ad essere in espansione. Per questo dobbiamo portare più PMI a esportare e possiamo riuscirci solo se apriamo per loro i mercati esteri negoziando nuovi accordi commerciali. Non dobbiamo dimenticare che le multinazionali possono affrontare facilmente ostacoli burocratici mentre le piccole imprese non hanno queste possibilità. Per questa ragione gli accordi di libero scambio sono importanti soprattutto per le nostre pmi: per aiutarle a diventare stabilmente esportatrici favorendo la loro proiezione internazionale. L’Accordo con il Canada, paese al quale siamo legati da profondi vincoli di amicizia e di affinità culturale, nonché dalla condivisione di principi e valori, non mette in alcun modo in pericolo gli alti standard sanitari, ambientali e sociali la cui tutela è una nostra priorità a difesa dei cittadini europei. Diverso, invece, è invocare questi standard come un alibi per nascondere ingiustificate spinte protezionistiche, pericolose per un paese come l’Italia che vive di esportazioni.”
È quanto dichiara il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda in merito all’entrata in vigore provvisoria dell’Accordo di Libero Scambio UE-Canada

Cosa è il CETA

Il Ceta è l’Accordo economico e commerciale tra l’UE e il Canada. Approvato dal Parlamento Europeo il 15 febbraio 2017, entrerà pienamente in vigore soltanto a seguito della ratifica di tutti gli Stati Membri dell’UE.

Il Parlamento italiano è attualmente impegnato alla Camera nella discussione della legge di ratifica, dopo aver sentito, in un ampio ciclo di audizioni, produttori, imprese, agricoltori, sindacati, e associazioni dei consumatori e della società civile.

L’accordo commerciale comprende disposizioni vincolanti sul mantenimento di elevati standard ambientali e sociali, la più ampia liberalizzazione di linee tariffarie nella storia dei negoziati commerciali dell’UE, oltre alla liberalizzazione di importanti settori dell’economia tra cui i servizi, gli investimenti e gli appalti pubblici, nonché l’abbattimento delle barriere non tariffarie e la tutela della proprietà intellettuale.

Stimolando gli scambi, il CETA creerà posti di lavoro e nuove opportunità per le imprese. Contribuirà inoltre ad apportare benefici per i consumatori, mantenendo bassi i prezzi e offrendo una scelta più ampia di prodotti di qualità. Il Canada è un grande mercato per le esportazioni italiane e un paese ricco di risorse naturali di cui abbiamo bisogno.

Il CETA, inoltre, è innovativo. Non si limita ad eliminare i dazi doganali, ma tiene pienamente conto delle persone e dell’ambiente. Così facendo crea un nuovo modello di riferimento globale per i futuri accordi commerciali: la garanzia che crescita economica, sviluppo sociale e protezione dell’ambiente vadano di pari passo.