Cibus è Italia: Federalimentare ad Expo 2015

èItalia 107 – Expo Milano 2015

Un grande padiglione, dove si troveranno centinaia di aziende e migliaia di marchi, per raccontare al mondo la storia e il futuro dell’alimentare italiano

Un grande padiglione – il più grande tra i corporate – per dare voce a 420 tra aziende e consorzi, ed esprimere così la forza di un settore manifatturiero che è già tornato a livelli occupazionali e di fatturato superiori al periodo pre-crisi, nonché le competenze di Cibus, prima fiera al mondo del settore per numero di espositori italiani. Si presenta così “Cibus è Italia – Federalimentare Expo 2015”, il padiglione sviluppato da Federalimentare e Fiere di Parma in occasione dell’Esposizione Universale milanese.
Cibus è Italia presenta un percorso concepito per stupire sia il pubblico sia gli operatori professionali, per valorizzare storia e peculiarità dei prodotti italiani, per consentire alle aziende di fare business, per comunicare al mondo la “contemporaneità” dello stile alimentare italiano e per federare il sistema Italia in un crescendo di eventi e visibilità dedicato alle nostre eccellenze.
La struttura, pensata dall’architetto Francesco Di Gregorio, è organizzata su 5.000 metri quadri, due piani di esposizione ed una terrazza per incontri, degustazioni, workshop e business matching. I primi due piani compongono un percorso edutainment ipermediale e immersivo di grande fascinazione. All’esterno, una performance artistica “living” che testimonia la relazione tra cibo ed arte, sviluppata su architettura tessile creata ad-hoc, che cambia ripetutamente il look del padiglione, curata dal creativo multisciplinare e digital storyteller Felice Limosani.

IL CIBO ITALIANO È CULTURA, CULTURA DEL FARE E DEL SAPERE. Come ha spiegato Antonio Cellie, CEO di Fiere di Parma, “questo padiglione è il frutto di una operazione di successo che, grazie al decisivo supporto tecnico ed economico del Ministro Maurizio Martina, ha raccolto in pochi mesi sul mercato 15 milioni di euro per investirli fino all’ultimo centesimo nel supporto al Made in Italy alimentare attraverso un programma di iniziative condivise con Federalimentare e le sue principali associazioni come Assolatte, Assocarni e AIIPA e con istituzioni e Consorzi di tutela come Afidop, ANICAV, Prosciutto di Parma, Ente Nazionale Risi e con territori e distretti food oriented come Parma, Novara o la Sardegna, con le Grandi Marche e le PMI”.
Sono 15 le sezioni merceologiche in cui si snoda il percorso conoscitivo che consumatori e buyer avranno l’occasione di percorrere: Latte e Formaggi, Pasta, Riso, Dolci & Snack, Vegetali, Carni e Salumi, Filiera della carne bovina, Olio, Aceti e condimenti, Prodotti ittici, Bere Italiano (Caffè, Bevande, Acque, ecc.), Tecnologie di Produzione Sostenibili, Nutraceutica, Comunicazione, Territori.

SPAZIO DI INCONTRO E DI BUSINESS. Il vero valore aggiunto del Padiglione è il massiccio programma di incoming di operatori commerciali esteri che si sta realizzando con l’Agenzia ICE. Nel corso dei sei mesi della manifestazione, è previsto l’arrivo di migliaia di operatori provenienti da 35 Paesi raggruppati in 12 delegazioni.
Il modello di accoglienza dei delegati prevede una visita di 7 giorni: 3 in Expo e 3 a visitare le aziende e i territori di interesse sul territorio.
“Al momento ospitiamo nel padiglione 420 aziende – ha detto Paolo Zanetti, Vice Presidente di Federalimentare – ma in realtà, contando anche quelle rappresentate da consorzi e territori, arriviamo a oltre mille. Grazie a Cibus è Italia, Expo è diventato per tutte le imprese alimentari italiane una occasione unica per aprirci al mondo e tessere una  fitta rete di relazioni di business”.
La terrazza del padiglione accoglierà oltre 100 iniziative aziendali private e decine di iniziative riservate al pubblico professionale nazionale e internazionale. Cibus è Italia sarà il teatro di Workhop, Talks, convegni organizzati dai diversi soggetti che partecipano al progetto come il Ministero dello Sviluppo Economico, gli istituti come l’Università Cattolica e i leader della consulenza come KPMG. Un programma di eventi che manterrà alta l’attenzione della community sulle specificità del nostro modello produttivo e alimentare, sui macro trends e sulle nicchie emergenti, come i prodotti Bio, Kosher e Halal.
Uno spazio privilegiato sarà dedicato ai giovani e alle loro idee di business: Cibus è Italia ospiterà la settima edizione di “EcoTrophelia”, una competizione tra studenti universitari che premia le proposte di nuovi prodotti alimentari commerciali innovativi e sostenibili.

FARE SISTEMA, PER SOSTENERE L’EXPORT. “Sono convinto che la creazione del padiglione Cibus è Italia a Expo 2015 sia molto importante”, ha commentato Carlo Calenda, Vice Ministro dello Sviluppo Economico. “L’Esposizione Universale di Milano è infatti un evento che non solo sarà il foro di discussione delle strategie alimentari globali, ma che dovrà anche dare un ulteriore slancio all’export del nostro settore agri-food, il migliore del mondo per qualità e varietà dei prodotti. Questa grande area espositiva, predisposta da Federalimentare, darà ai visitatori la giusta prospettiva dell’industria alimentare italiana, del suo valore complessivo e delle sue specificità, così come dell’unicità del territorio nazionale e dell’enorme assortimento di eccellenze che viene dalla nostra tradizione. Cibus è Italia ben si affianca alle iniziative del governo nel quadro del nuovo Piano straordinario Made in Italy”.
Per aumentare l’export italiano è necessario fare sistema, imprese e Governo, ridurre la polverizzazione ed il nanismo delle imprese, sviluppare piattaforme distributive all’estero e contrastare barriere non tariffarie pretestuose e la contraffazione, come ha spiegato Luigi Scordamaglia, Presidente di Federalimentare: “L’industria alimentare italiana è la più grande creatrice al mondo di valore aggiunto nella trasformazione dei prodotti alimentari. Le enormi potenzialità per l’export stanno tutte in questo semplice principio, sta a noi saperle cogliere. Non possiamo accontentarci del +3,5% dell’export registrato nel 2014 e neanche del +5/6% previsto per l’anno in corso. Dobbiamo essere più ambiziosi sfruttando il fatto che per la prima volta l’intero sistema Paese (reti diplomatiche, organizzazioni di supporto all’export, ministeri competenti, etc.) ha deciso di considerare l’aumento dell’export agroalimentare un obiettivo strategico da perseguire”.


 

Cibus è Italia: Federalimentare at Expo 2015

A large pavilion hosting hundreds of companies and thousands of brands tells the world about the history and future of Italian food

A large pavilion – the largest of the corporate pavilions – gives voice to 420 companies and consortia, and expresses the strength of a manufacturing sector that is already back to pre-crisis period levels of employment with an even greater turnover, as well as the skills of Cibus, the world’s largest fair in the industry in terms of the number of Italian exhibitors. This is the profile of ‘Cibus è Italia – Federalimentare Expo 2015,’ the pavilion developed by Federalimentare and Fiere di Parma for the World Expo in Milan.
‘Cibus è Italia’ presents a path designed to impress both the public and professionals, to enhance the history and peculiarities of Italian products, to enable companies to do business, to inform the world of the ‘contemporary’ style of Italian food and to federate the Italian system in a crescendo of events and visibility dedicated to our excellence. The structure, designed by architect Francesco Di Gregorio, is arranged across 5,000 square metres, with two floors of exhibition space and a terrace for meetings, tastings, workshops and business matching. The first two floors comprise a highly interesting hypermedia and immersive edutainment route. Outside, a ‘living’ artistic performance shows the relationship between food and art, developed on textile architecture created ad-hoc and repeatedly changing the look of the pavilion, curated by the multidisciplinary creative and digital storyteller Felice Limosani.

ITALIAN FOOD IS CULTURE, CULTURE OF DOING AND KNOWING. As explained by Antonio Cellie, CEO of Fiere di Parma, “this pavilion is the result of a successful operation that, thanks to decisive technical and financial support of Minister Maurizio Martina, collected 15 million euros in just a few months on the market  to invest every cent in supporting Made in Italy food through a programme of shared initiatives with Federalimentare and its main associations, such as Assolatte, Assocarni and AIIPA, and with institutions and Consortia such as Afidop, ANICAV, Prosciutto di Parma, Ente Nazionale Risi and food oriented regions and districts such as Parma, Novara or Sardinia, with big brands and SMEs.”
The informative exhibition route followed by consumers and buyers leads through 15 product sections: Milk and Cheese, Pasta, Rice, Sweets & Snacks, Vegetables, Meat and Sausages, the Beef supply chain, Oil, Vinegars and Condiments, Fish Products, Italian Drinking (Coffee, Drinks, Water, etc.), Sustainable Production Technologies, Nutraceuticals, Communication, Regions.

A SPACE FOR MEETINGS AND BUSINESS. The real added value of the Pavilion is the massive program of incoming foreign traders that is being put together with ICE-the Italian Trade Agency. Over the six months of the event, thousands of operators are expected to arrive from 35 countries, grouped into 12 delegations. The model for welcoming the delegates includes a seven-day tour: three in Expo and three visiting companies and regions of interest throughout the country.
“At the moment the pavilion is hosting 420 companies,” said Paolo Zanetti, Vice President of Federalimentare, “but in reality, counting those represented by consortia and regions, it comes to over a thousand. Thanks to ‘Cibus è Italia,’ Expo has become a unique opportunity for all Italian food businesses to open up to the world and weave a dense network of business relationships.”
The terrace of the pavilion will host more than 100 private corporate initiatives  and dozens of initiatives reserved for national and international professional audiences. ‘Cibus è Italia’  will provide a setting for workshops, talks and conferences organised by the various partners involved in the project, such as the Ministry of Economic Development, and institutions such as the Catholic University and the leaders in the field of consultancy like KPMG. This programme of events will keep the attention of the community on the specifics of our production and food model, on the macro trends and the emerging niches, such as organic, Kosher and Halal products. A special area will be dedicated to young people and their business ideas: ‘Cibus è Italia’ will host the seventh edition of ‘EcoTrophelia,’ a competition among university students that rewards proposals for  innovative and sustainable commercial food products.

CREATE A SYSTEM TO SUPPORT EXPORTS. “I am convinced that the creation of the ‘Cibus è Italia’ pavilion at Expo 2015 is very important,” commented Carlo Calenda, Deputy Minister of Economic Development. “Milan’s World Expo is indeed an event that will not only be a forum for the discussion of global food strategies, but will also give a further impetus to exports of our agri-food sector, the best in the world in terms of the quality and variety of the products. This large exhibition area, prepared by Federalimentare, will give visitors the right perspective of the Italian food industry, its overall value and its specificity, as well as the uniqueness of the country and the huge range of excellences that comes from our tradition. ‘Cibus è Italia’ is a fitting accompaniment to the government initiatives in the framework of the new Made in Italy Special Plan.”
To boost Italian exports, it is necessary to create a system with businesses and government, reduce the pulverisation and stunting of businesses, develop distribution platforms abroad and tackle specious non-tariff barriers and counterfeiting, as Luigi Scordamaglia, President of Federalimentare, explained: “The Italian food industry is the world’s largest creator of added value in the processing of food products. The enormous potential for export lies in this simple principle, it is up to us to seize the opportunities. We can not be content with the +3.5% recorded in exports in 2014 or even the +5/6% expected for the current year. We must be more ambitious and take advantage of the fact that for the first time the entire national system (diplomatic networks, organisations supporting export, competent ministries, etc.) has decided to consider increasing food exports as a strategic objective to be pursued.”