Cooperazione tra Farnesina e Arma dei Carabinieri

Valorizzare la collaborazione tra Ministero degli Esteri e Arma dei Carabinieri attraverso una serie di interventi sull’evoluzione, da un lato, dell’impiego all’estero dell’Arma nell’ambito delle iniziative di Nazioni Unite, Unione Europea e NATO e, dall’altro, sulla sicurezza del MAECI e delle sedi diplomatiche italiane. Questo l’obiettivo della conferenza “La collaborazione tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e l’Arma dei Carabinieri per rafforzare la sicurezza dei cittadini e promuovere gli interessi italiani all’estero” ospitata oggi alla Farnesina.

Ad aprire i lavori i Ministri degli Esteri Angelino Alfano e della Difesa Roberta Pinotti.

“La cooperazione tra Farnesina e Arma dei Carabinieri rappresenta un felice esempio di come diverse Amministrazioni dello Stato possano lavorare in sinergia e complementarietà nell’interesse della Nazione e dei suoi cittadini”, ha detto Alfano. “È un modello già ammirato dai nostri partner internazionali, che è nostra intenzione affinare ulteriormente per continuare a essere al passo con le sfide internazionali più urgenti”, ha aggiunto il Ministro degli Esteri, secondo cui i carabinieri “fiore all’occhiello di pace e stabilità nel mondo, in prima fila in tanti teatri nella lotta contro il terrorismo” sono “indispensabili per garantire la sicurezza della Farnesina e della rete diplomatico-consolare all’estero”.

Italia e Arma dei Carabinieri sono fortemente impegnati per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. I recenti terribili attentati a Manchester, a Jakarta, in Kenya, nelle Filippine, in Egitto, dei quali si è trattato anche al G7 di Taormina pongono ancora una volta in risalto i fatto che il terrorismo è la prima delle minacce, per tutto il mondo e per tutti i popoli che aspirano alla pace.

Questo, in sintesi, quanto affermato dal Ministro Pinotti.

Lo scenario attuale impone di “guardare al problema della nostra sicurezza, e in particolare alla sicurezza delle nostre collettività, con un approccio a 360 gradi” ha aggiunto la titolare del Dicastero che ha ribadito l’esigenza di affiancare all’intervento militare nei luoghi di conflitto “perché laddove il terrorismo diventa tanto forte da conquistare territori e città, solo la forza legittima delle armi può contenerlo e combatterlo”.

In tal senso risulta basilare l’intervento che il nostro Paese sta svolgendo ad esempio in Iraq, dove gli istruttori italiani hanno formato il 25 per cento delle forze di sicurezza locali con l’obiettivo di costruire una pace duratura nelle città liberate dai terroristi.

In Iraq sono presenti anche Ufficiali donne dei Carabinieri che addestrano la polizia femminile irachena.

Alla conferenza hanno partecipato anche l’Ambasciatore Brett McGurk, inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti per la lotta a Daesh, Kenneth Deane, Direttore della Civilian Planning and Conduct Capability del SEAE (Servizio Europeo di Azione Esterna), Aderemi Adeoye, Peace Support Operations Division, Peace and Security Department della Commissione dell’Unione Africana, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano e il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale Tullio Del Sette, il Segretario Generale del MAECI, Elisabetta Belloni, e il sottosegretario agli esteri Enzo Amendola.

Fonte: Aise