Corrado Passera lancia una nuova banca: “Illimity”

L’ex ministro ed ex politico è tornato, ma non in politica, con il lancio di una nuova banca dal nome suggestivo, “Illimity”, una “banca del nuovo paradigma e che fa le cose difficili”, questo il motto alquanto impegnativo con cui ha lanciato la sua iniziativa. Risultato? 600 milioni raccolti in due settimane.

«I salvataggi pubblici delle banche? Talvolta diventano inevitabili, soprattutto se si tratta di banche sistemiche, ma vanno evitati in ogni modo. L’azionista pubblico non è il miglior azionista di banche né per realizzare le ristrutturazioni, né per selezionare il credito». Per chi conosce Corrado Passera, queste parole non sono una novità. Le dice da tempo, il manager che di banche ne ha fatte parecchie, nella vita.
Due su tutte: il risanamento e il rilancio di Poste Italiane, che con lui ha smesso di essere un carrozzone ottocentesco ed è diventata un’azienda innovativa, concentrata sul business, un vero leader nei servizi finanziari alle famiglie. E la costruzione, attraverso successivi consolidamenti, di Intesa San Paolo, una delle più solide banche europee, di cui è stato Ceo fino al 2011.

Ora, dopo una parentesi istituzionale e politica, Passera è tornato sul suo campo da gioco. Il 1 febbraio dello scorso anno ha lanciato una special purpose acquisition company – più comunemente definibile come Spac – che ha chiamato SPAXS ( «una spac che voleva essere un po’ speciale, cioè una spac di maggioranza e non di minoranza come erano state tutte le altre lanciate in Italia») e ha raccolto 600 milioni di euro – di cui il 65% all’estero – il doppio di quanto si era inizialmente proposto e il più alto importo mai raccolto in Europa da una Spac.
Obbiettivo creare una banca innovativa e digitale dedicata alle medie e piccole imprese con potenziale, ma con difficoltà nel finanziare adeguatamente il loro sviluppo.
A gennaio, quella banca è già una realtà con 170 dipendenti – «ma arriveremo a 500» -, pronta a quotarsi sul mercato principale della borsa di Milano e una sede di quattro piani a pochi passi della Stazione Centrale, nel palazzo che fu di Amazon e prima ancora (un caso?) delle Poste.