Dove sta andando l’ICCO?

Intervista a Corrado Paina, Direttore Esecutivo della Camera di Commercio Italiana dell’Ontario

Le Camere hanno oggi un ruolo diverso. Le organizzazioni imprenditoriali si trovano ad affrontare una fase di “esame di coscienza”, devono definire qual è il valore effettivo che possono dare alle imprese. Fare affari oggi significa essere coraggiosi, essere all’avanguardia. Si fanno affari dove non va nessuno, in nuovi Paesi e in nuovi mercati. Ne abbiamo parlato con Corrado Paina, Direttore Esecutivo di ICCO-Camera di Commercio Italiana dell’Ontario.

Qual è lo scopo di una Camera?
L’obiettivo principale per una Camera, oggi,  è far comprendere alle aziende che unite possono vendere i loro prodotti in tutto il mondo. Quindi il ruolo di una Camera deve essere quello di mettere insieme le imprese dello stesso settore, o di settori diversi, e trovare sinergie. A coloro che intendono investire, offriamo un team di professionisti in grado di lavorare con qualsiasi tipo di azienda, anche se tendiamo a concentrarci sulle piccole e medie imprese, perché le grandi aziende hanno meno bisogno dei nostri servizi. Abbiamo aumentato fortemente i servizi per le aziende che vogliono conoscere la legislazione, come possono investire, come avviare la loro attività, quali sono le regole in materia di immigrazione, com’è il mercato immobiliare, e così via. E abbiamo persone in grado di fornire ogni tipo di assistenza.
Qual è oggi il clima di attrazione degli investimenti tra Italia e Canada?
Ciò di cui l’Ontario ha particolarmente bisogno – e sia il sindaco di Toronto John Tory, sia il premier dell’Ontario Kathleen Wynne sono stati molto chiari in questo senso – è una ristrutturazione di tutto il sistema di attrazione degli investimenti. C’è una road map definita da John Tory, che è anche co-presidente della GTMA (Greater Toronto Marketing Alliance), che sottolinea molto chiaramente la necessità di rafforzare l’aspetto regionale nell’attrazione degli investimenti. Ciò significa che, se Toronto è importante, esistono altre aree intorno a Toronto che sono altrettanto importanti. Alcuni potrebbero essere d’accordo, altri no, ma penso che assisteremo presto ad una seria ristrutturazione di tutto il concetto di attrazione degli investimenti nella regione e verso l’Ontario. E che probabilmente sarà frutto di uno sforzo congiunto tra città, regione, comuni e provincia.
E l’Italia, è interessata al Canada?
Sì, lo è sempre stata. Vi è un grande interesse ad investire in Australia e, naturalmente, negli Stati Uniti, che si stanno riprendendo bene. Ma è sicuramente interessata ad investire qui in Canada.
Che cos’è l’“Incubatore” che ICCO ha creato?
“Incubatore” suona quasi come un concetto ambizioso e arrogante. Implica che stiamo sviluppando un settore, ma non è così. Stiamo cercando di far crescere l’interesse, tra le aziende italiane, a venire qui e ad approfittare di prezzi più bassi, minori costi e una rete di contatti legati ai nostri soci e al tradizionale lavoro della Camera. Le aziende che abbiamo – e ne abbiamo un buon numero – affitta i nostri spazi, e ci auguriamo di attirarne sempre di più in futuro. Si tratta di aziende che provengono da ambiti diversi. Il futuro della Camera è davvero quello di ospitare e di “allevare” le aziende che vogliono sviluppare nuovi mercati. Questo è un grande Paese per farlo. La burocrazia è limitata, i rapporti con le istituzioni sono più facili.
Di recente avete creato il “Wine Desk”. Come funziona?
Il Wine Desk è un servizio destinato a coloro che cercano agenti, o mercati. Il Liquor Control Board of Ontario (LCBO) promuove i prodotti, ma, dal momento che è un monopolio sotto il controllo statale, presenta una legislazione che per gli Europei è difficile da capire. Da parte nostra, aiutiamo a far incontrare le cantine con coloro che vogliono promuovere i loro vini qui, e portiamo le persone dal Canada in Italia affinché comprendano meglio il mercato italiano. Il Wine Desk offre anche un servizio agli agenti stessi, avvicinandoli alle migliori cantine con cui lavorare. Inoltre, attraverso i nostri “gruppi d’acquisto” organizzati, siamo in grado di offrire occasioni di business alle nostre agenzie del vino consociate, creando collegamenti tra i vini disponibili in portafoglio e la domanda da parte di membri della nostra rete alla ricerca di vini speciali non disponibili presso i negozi LCBO. Quindi sono molte le informazioni e i vantaggi che si possono ottenere diventando un membro del Wine Desk di ICCO.
ICCO organizza diversi eventi durante il corso dell’anno. Quali sono i prossimi?
Anche quest’anno proporremo a novembre l’evento “Pentola d’Oro”, ideato per premiare le  eccellenze nel settore agroalimentare. Stiamo lavorando alla ristrutturazione dei diversi livelli associativi, fornendo nuovi benefit ai nostri membri, che comprendono biglietti omaggio per i nostri eventi, opportunità di creare presentazioni ed eventi per le aziende associate, e molto altro ancora. Speriamo di organizzare, a gennaio, una fiera che veda protagonisti tutti i nostri soci. Alla fine di febbraio o all’inizio di marzo promuoveremo un evento di carnevale, destinato a diventare un appuntamento annuale, come il BEA (Business Excellence Awards). Il BEA naturalmente resta importante, perché conferma il compito della Camera di mettere in luce le aziende eccellenti.
Abbiamo davanti a noi molto lavoro e molti progetti, e sarà emozionante vedere le cose prendere forma. Noi rappresentiamo diversi regioni qui in Canada – Lazio, Piemonte, Veneto. Lavoriamo anche con la Città di Vaughan, il GTMA e la città di Toronto. Pensiamo che questa sia la strada da percorrere. Possiamo contare su una forte organizzazione, con persone competenti, e su una base associativa veramente in gamba, creativa e consapevole del ruolo che le imprese possono giocare.


 

Where is ICCO Headed?

An interview with Corrado Paina, ICCO Executive Director

Chambers have a different role now. Business organizations are facing a soul-searching moment. They have to define what is the actual value they can give to business. Business today is brave; it’s avant-garde. Business goes where nobody else goes, to new countries and new markets. We interviewed Corrado Paina, ICCO Executive Director.
What is the purpose of a Chamber?
The main thing today for a chamber is to make businesses understand that united they can sell their products around the world. A chamber’s role must be to put together businesses in the same sector, or from different sectors, and find the synergies. If companies come to invest we can offer a team of professionals that can work with any size of business, though we tend to focus on small and medium businesses as the big companies require the services of the Chamber to a lesser extent. We’ve seen a huge increase in services for companies that want to know about legislation, how they can invest, how to start their business, what are the immigration rules, how is the real estate market and so on. And we have people that can provide any kind of assistance.
What is the climate now for attracting investment between Italy and Canada?
What Ontario in particular needs, and both Toronto Mayor John Tory and Ontario Premier Kathleen Wynne have been very vocal about this, is a restructuring of the whole system of attracting investments. There’s a road map designed by John Tory, who is a co-chair of the GTMA, which speaks quite clearly about entrenching the regional aspect in the attraction of investments. This means that while Toronto is important, there are other areas around Toronto that are also important. Some might agree, some may not, but I think we will soon see a serious restructuring of the whole concept of investment attraction to the region and to Ontario. And that will probably be a combined effort between the city, the region, the municipalities and the province.
What about Italy. Is it interested in Canada?  
Yes, it always has been. There is a big interest in investing in Australia and of course the US, which is recovering nicely now. But they are definitely interested in investing here in Canada.
What is the ‘Incubator’ the ICCO has created?  
‘Incubator’ almost sounds ambitious and arrogant. It implies we are developing a sector, but we’re not. We’re developing an interest in Italian companies to come here, and by staying with us, take advantage of lower prices, lower costs and a network of contacts that come from the membership, and from the traditional work of the Chamber. The companies we have, and we have a number of them, rent out our space and we hope to attract more in the future. These are companies that come from different backgrounds. The future of the Chamber is really to host and be the midwife of companies that want to develop new markets. This is a great country to do that. The bureaucracy is limited; relations with institutions are easier.
You’ve recently created a ‘Wine Desk’ initiative. How does that work?
The Wine Desk is a service for people looking for agents, or for markets. The LCBO promotes products, but because it is a monopoly under state control, the legislation is difficult for Europeans to understand. We help match wineries with people that can promote their wines here, and bring people from Canada to Italy to understand that market. The wine desk also offers a service to the agents themselves by introducing them to the best wineries to work with. Furthermore, through our organized ‘purchase groups,’ we are able to give business to our wine agency members by linking the wines available in their portfolios with the demand of people in our network looking for special wines not available at the LCBO stores. So there is a lot of information and advantages that one can gain and utilize by becoming an ICCO Wine Desk member.
You organize multiple events throughout the year. What’s coming up?
We will continue this year with Pentola d’Oro, an event that will take place in November, designed to award excellence in the Food & Beverage Industry. We are focusing on restructuring membership levels with many benefits given to our members, which include complimentary tickets to our events, opportunities to create presentations and events for member companies, and much more. We hope to have a trade show fair for all our members in January. At the end of February, or beginning of March there will be a Carnival event, which will become an annual event like the BEA. The BEA of course remains important because it confirms a mandate of the Chamber to recognize leadership. We have a lot of work and a lot of plans and it will be exciting to see things unfold. We represent several desks here in Canada, from Lazio, Piemonte and Veneto. We also work with the City of Vaughan, the GTMA and the City of Toronto. We think this is the way to go. We’re blessed by a strong organization with dedicated people and a membership that is really enlightened, creative and conscious of the role that business has to play.