Focus on Cina per FierAvicola

IMG_0250UniCredit e Fiera di Forlì illustrano le opportunità di business per le imprese del territorio

Forlì, 5 aprile 2017 – Tra le economie in crescita la Cina è quella che continua a distinguersi. Nel 2015 il Paese asiatico ha importato beni per 170 miliardi di euro dall’Unione Europea (11% delle importazioni totali dello Stato) e l’Italia si posiziona al quarto posto tra i Paesi UE di riferimento. D’altra parte l’export italiano in Cina si è mantenuto stabile negli ultimi anni e ha trovato in quello del Gigante dell’Oriente il nono mercato principale di esportazione.
I settori in cui si concentrano le esportazioni italiane verso la Cina sono coerenti con il sistema produttivo emiliano romagnolo. Nella top ten dei beni esportati dall’Italia in Cina spiccano infatti i prodotti del settore meccanico ed elettrico e food & beverage.

In particolare, secondo le elaborazioni di UniCredit Retail Marketing Research su dati ISTAT, nel 2016 gli scambi tra l’Emilia Romagna e la Cina hanno riguardato oltre 3,1 miliardi di euro di importazioni e oltre 1,5 miliardi di euro di esportazioni. Nel 2016 il settore trainante delle esportazioni emiliano-romagnole nel mercato cinese è stato il comparto della meccanica, con la vendita di macchinari ed apparecchi per un valore superiore a 687 milioni di euro, in crescita del 7% rispetto all’anno precedente. Le importazioni (circa 542 milioni di euro) sono invece rimaste stabili. Sempre nel 2016, il comparto dell’agro-alimentare, che ha inciso per il 4% sulle esportazioni regionali in Cina, nel complesso ha registrato vendite dall’Emilia-Romagna dirette nel Paese asiatico per poco più di 61 milioni di euro.

Più in dettaglio, i dati relativi al commercio tra l’area di Forlì-Cesena e la Cina, nel 2016 indicano un aumento rilevante (+27%) delle vendite dalla provincia romagnola al colosso dell’Est e una diminuzione del 2% delle importazioni. Lo scorso anno il settore trainante per le esportazioni dalla provincia di Forlì-Cesena nel mercato cinese è stata l’industria dei prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori, per circa 21,4 milioni di euro, con un incremento del 10% rispetto al 2015. Sempre nel 2016, si sono intensificati gli scambi tra la provincia ed il Paese asiatico per quanto riguarda il comparto dell’agro-alimentare, il secondo settore più importante per le esportazioni di Forlì-Cesena in Cina, con un peso sul totale pari al 19%. Nel complesso le esportazioni di prodotti agro-alimentari hanno infatti superato i 16 milioni di euro, con una significativa crescita su base annua (+20%).

Le prospettive di business legate alla Cina sono al centro del Forum organizzato da UniCredit nell’ambito della 50esima FierAvicola in programma a Forlì fino al 7 aprile. L’incontro, previsto per la mattina del 5 aprile, dalle ore 9 presso la Sala Europa, è nato dalla sinergia tra Fiera di Forlì e UniCredit, in collaborazione con CAAA la principale associazione cinese del settore. In primo piano, le potenzialità di sviluppo del mercato.
Ad aprire l’incontro, i saluti a cura del presidente della Fiera di Forlì Gian Luca Bagnara. Tra i relatori Maurizio Brentegani – First Vice President UniCredit International Center. “Portiamo avanti con entusiasmo la realizzazione di eventi come questo Forum Cina – ha sottolineato Brentegani – con l’obiettivo di fornire un sostegno concreto e operativo agli imprenditori che già operano su mercati oltre confine o che vogliono ampliare il proprio business all’estero. Riteniamo fondamentale per gli imprenditori il fatto di poter contare su un Gruppo come il nostro che offre competenze locali nonché una rete internazionale che le permette di essere presente in 14 mercati strategici e in altri 18 Paesi in tutto il mondo, compresa la Cina dove UniCredit dispone di due filiali e un ufficio di rappresentanza. Un Gruppo capace di supportare le aziende su diversi fronti, dal credito alle informazioni su legislazione e norme fiscali, ai contatti diretti con le imprese locali. Capace insomma di aprire una porta d’accesso privilegiata alle realtà produttive del territorio che vogliano avvicinarsi ad un mercato dalle notevoli potenzialità.”