Food 2018 News

Ferrero fa shopping negli USA
Il gruppo Ferrero ha annunciato l’accordo definitivo in base al quale acquisirà da Nestlé il suo business dolciario statunitense per 2,8 miliardi di dollari in contanti. Nel 2016 l’attività dolciaria negli Stati Uniti di Nestlé ha generato un fatturato di circa 900 milioni di dollari. L’accordo permetterà a Ferrero di acquisire più di 20 storici brand americani estremamente conosciuti. Il Gruppo, presente negli Stati Uniti dal 1969, che successivamente a questa operazione diventerà la terza più grande azienda dolciaria nel mercato statunitense, dove è meglio conosciuta per i Tic Tac, le praline Ferrero Rocher, Nutella, nonché i marchi di cioccolato Fannie May e Harry London e per Ferrara Candy Company, acquisita recentemente da una società affiliata, con un portafoglio di marchi che comprende le caramelle Trolli, Brach’s e Black Forest.

VPE INVESTE IN “BELLAVITA”: prosegue il piano di sviluppo della new.co di Parma e Verona
VPE, compartecipata da Veronafiere e Fiere di Parma,  entra al 50% nel capitale di “Bellavita Expo”, società inglese operante nel tradeshow per il settore agroalimentare made in Italy in alcuni mercati strategici, consolidati o emergenti, quali Regno Unito, USA, Canada, Messico, Olanda, Polonia e Thailandia. L’acquisto di “Bellavita Expo” è la seconda operazione della neonata VPE, che a dicembre scorso ha presentato il nuovo progetto fieristico WI.BEV, International Wine&Beverage Technologies Event, dedicato al settore delle tecnologie per il wine&beverage. “Bellavita Expo”, opera nel segmento del trade show internazionale dedicato all’agroalimentare italiano ed è in forte crescita. Oltre ad organizzare un evento di proprietà a Londra (Regno Unito), promuove il food italiano verso i buyer del settore ho.re.ca nell’ambito di fiere di primaria rilevanza in Olanda, Polonia Canada, USA, Messico e Thailandia.

Scatta l’obbligo di indicazione dell’origine in etichetta per il riso e la pasta
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che scatta l’obbligo di indicazione dell’origine della materia prima in etichetta per il riso e per la pasta, che consentono ai consumatori di conoscere il luogo di coltivazione del grano e del riso in modo chiaro sulle confezioni. Nel solco di quanto fatto per latte e derivati, la sperimentazione è prevista per due anni. L’etichetta di origine obbligatoria che permette di conoscere l’origine del grano impiegato nella pasta e del riso mette fine all’inganno dei prodotti importati, spacciati per nazionali, in una situazione in cui un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero, come pure un pacco di riso su quattro senza che questo fosse fino ad ora indicato in etichetta.

Il 4 di agosto istituita ‘Notte bianca del Cibo Italiano’
4 agosto sarà la notte bianca del Cibo Italiano con piazze, attività pubbliche e private che “possano dimostrare che il cibo italiano è un’esperienza di tradizione, di continuità e di sviluppo”, dedicata a Pellegrino Artusi storico scrittore, gastronomo e critico letterario italiano nato il 4 agosto del 1820 a Forlimpopoli in provincia di Forlì Cesena. L’iniziativa è stata annunciata dai Ministri dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini e dal ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina in occasione della presentazione di “2018 anno del Cibo italiano”, evento nazionale indetto dai due ministeri Mibact e Mipaaf. Sui social la possibilità di votare il mio piatto preferito #ilmiopiattopreferito.

Nasce il marchio di qualità per i prodotti di montagna.
Si tratta di un logo – con l’indicazione ‘Prodotto di montagna’ – che sarà utilizzato per le materie prime provenienti essenzialmente da zone montane e, nel caso degli alimenti trasformati, quando trasformazione, stagionatura e maturazione hanno luogo in montagna. Il marchio, realizzato dal Mipaaf, potrà essere utilizzato unicamente sui prodotti previsti dal regime di qualità, permette ai consumatori di riconoscere più facilmente dalle etichette le produzioni e supportare queste attività e il loro valore non solo economico, ma sociale e ambientale.

Pomodori, arriva l’etichetta salva pummarola made in Italy
L’obiettivo? Tutelare i consumatori dai prodotti coltivati all’estero ed importati per essere spacciati come italiani. L’iniziativa riguarda  tutti i prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il cinquanta per cento dai derivati del pomodoro. Saranno indicati il nome del paese di coltivazione del pomodoro e quello di trasformazione del prodotto primario. Se queste fasi avvengono nel territorio di più paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE. Se tutte le operazioni avvengono nel nostro Paese si può utilizzare la dicitura “Origine del pomodoro: Italia”. Finora, secondo quanto denuncia la Coldiretti, buona parte dei prodotti proviene dagli Stati Uniti e dalla Cina, “dalle navi sbarcano in fusti da duecento chili di peso di concentrato da rilavorare e confezionare come italiano poichè nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro.”