Francia, un mercato alla ricerca di prodotti “unici”

L’Italia secondo partner commerciale dietro la Germania

di Marco Sabatini
DA WWW.EXPORTIAMO.IT

La Francia è il secondo mercato di destinazione dell’export Made in Italy e riveste dunque una fondamentale importanza per il commercio internazionale del Belpaese. Ne abbiamo parlato con Laura La Corte, Direttore ICE di Parigi, che ci ha descritto, fra le altre cose, il consumatore francese. Questo, pur apprezzando i prodotti italiani, rimane assai esigente e dunque è bene che le aziende italiane facciano molta attenzione ad esaudire una serie di richieste accessorie (servizi pre e post vendita, rapidità nella consegna, ecc.) se vogliono conquistarsi la sua fiducia.

Quali sono le condizioni attuali e le prospettive di sviluppo dell’economia francese?
Parlando di Francia dobbiamo ricordare che il Paese rappresenta la sesta economia mondiale in termini di PIL, il sesto esportatore mondiale di merci – con una quota del 3,1% – ed il sesto importatore di merci – con una quota del 3,6%. Nel caso dei servizi, la Francia si situa al terzo posto per export e al sesto per import con rispettivamente il 5% e il 4,1% delle quote. Nel 2015, il PIL francese ha registrato una crescita dell’1,2% che in termini assoluti equivale a 2,18 miliardi di euro (secondo, in Europa, solo alla Germania). Le previsioni di crescita economica per il 2016 sono leggermente più rosee e oscillano dal +1,3% dell’Insee (Istituto Nazionale di Statistica francese), condiviso dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Commissione Europea al +1,4% dell’OCSE fino al +1,5% dell’EIU. Certamente, queste previsioni confermano un consolidamento della ripresa ed un ritrovato dinamismo. Tuttavia, non possiamo trascurare i molteplici fattori interni ed internazionali che pesano sullo scenario economico. La critica situazione interna legata ai problemi di sicurezza, immigrazione e disoccupazione, le scadenze elettorali francesi e tedesche del 2017 e, last but not the least, le possibili conseguenze dell’esito delle recenti elezioni americane, potrebbero generare profonda incertezza fra gli operatori economici. Inoltre, le incertezze relative alle conseguenze concrete del Brexit, pur se ormai ridotte, potrebbero riaccendersi con l’attivazione del processo di uscita del Regno Unito dalla UE.

A quanto ammonta l’interscambio commerciale Italia-Francia?
Nella classifica dei principali partner commerciali della Francia l’Italia si situa al secondo posto dietro la Germania in termini di interscambio con 69,48 miliardi di euro (+2,5% rispetto 2014). Per fare una comparazione con il nostro principale concorrente si tenga presente che Berlino intrattiene un interscambio commerciale con Parigi pari a più del doppio rispetto a quello italiano (158,13 miliardi). Nel 2015 l’Italia è risalita al 3° posto fra i Paesi fornitori con 37,6 miliardi di euro, dietro Germania e Cina e davanti al Belgio. Sul lato acquisti l’Italia, con 31,9 miliardi di euro, risulta invece al 4° posto fra i Paesi clienti, dietro Germania, Stati Uniti e Spagna e davanti a Regno Unito e Belgio. Il saldo della bilancia commerciale, pur rimanendo fortemente negativo per la Francia, segna un leggero miglioramento, passando da -5,79 miliardi di euro del 2014 a -5.74 milioni di euro del 2015 (-0,8%).

Quali sono le categorie merceologiche Made in Italy maggiormente apprezzate dalla popolazione locale?
L’Italia in territorio francese risulta più competitiva nei settori cosiddetti tradizionali: si affermano in particolare meccanica, moda (intesa come total look dall’occhialeria, alle calzature, all’abbigliamento), agroalimentare, arredamento ed automotive.

076-077-francia-2Ci descriverebbe brevemente il consumatore tipo francese: da quali elementi sono influenzate le sue decisioni d’acquisto?
Il consumatore francese è accorto ed esigente, analizza attentamente la concorrenza e dà importanza alla qualità. Nonostante l’apprezzamento dei francesi per i prodotti italiani e per il “Made in Italy” in generale essi verificano sempre che le attese siano confermate all’atto dell’effettivo consumo. Il mercato francese è un mercato maturo che presenta un’offerta ampia e variegata, i nuovi prodotti proposti devono quindi essere “unici” ed offrire un “plus” non ancora esistente o rispondere ad un bisogno non ancora completamente soddisfatto. Le novità devono inoltre sapersi differenziare ed essere distribuite attraverso canali adeguati. A tale proposito, come in altri Paesi d’Europa, le vendite on line sono state caratterizzate una vera e propria esplosione negli ultimi anni, ma anch’esse devono rispondere ad una serie di esigenze (servizi al consumatore pre e post vendita, rapidità, affidabilità). Sottolineo ancora che per proporre un prodotto in Francia è bene cercare di conoscere preventivamente il settore di destinazione considerato e, come già accennato, il mercato francese è differente da quello italiano e può presentare specificità proprie. La comunicazione è un altro aspetto da non sottovalutare, soprattutto quando l’introduzione di un prodotto sul mercato viene fatta in partenariato con un’impresa francese. Gli accordi verbali non sono considerati impegnativi (a differenza del mercato anglosassone) e solo gli accordi scritti fanno fede. Infine anche il rispetto delle regole e del quadro legislativo rivestono un’importanza notevole.


France, a market looking for “unique” products

Italy is France’s second trading partner behind Germany

France is the second destination market of Made in Italy exports, and, consequently, of critical importance for Italy’s international trade. We spoke with Laura La Corte, ICE Director in Paris, who defined for us the traits of the typical French consumer. While appreciating Italian products, French consumers are very demanding and, therefore, Italian companies should pay close attention in order to satisfy a number of additional requests (pre- and post-sales services, fast delivery, etc.), if they aspire to win consumers’ trust.

What are the current conditions and forecast for the French economy?
Speaking of France, we must remember that the country is the world’s sixth largest economy in terms of GDP, the world’s sixth largest exporter of goods – with a 3.1% share – and the sixth largest importer of goods – with a 3.6% share. In the case of services, France is in third place for exports and sixth for import, with 5% and 4.1% of shares, respectively. In 2015, France’s GDP registered a 1.2% growth, which in absolute terms is equivalent to 2.18 billion Euro (second in Europe only to Germany). The economic growth forecasts for 2016 are slightly more optimistic and range from +1.3%, as reported by the INSEE (French National Institute of Statistics), a number shared by the International Monetary Fund and the European Commission, to + 1.4% declared by the OCSE, and + 1.5% according to the EIU. For sure, these forecasts confirm consolidation of recovery and renewed dynamism. However, we cannot overlook the many internal and international factors that weigh on the economic outlook. The critical internal situation linked to security issues, immigration and unemployment, French and German upcoming elections in 2017 and, last but not least, the possible consequences of the outcome of the recent US elections, could generate deep uncertainty among economic operators. In addition, uncertainties related to the concrete consequences of Brexit, although now reduced, could re-ignite with the activation of the UK exit process from the EU.

What are the numbers relating to the commercial trade between Italy and France?
In the ranking of France’s major trading partners, Italy stands at second place behind Germany, with 69.48 billion euro (+ 2.5% compared to 2014). To make a comparison with our main competitor, it should be kept in mind that Berlin maintains a trade volume with Paris which was more than twice that with Italy’s (158,13 billion). In 2015, Italy has risen to 3rd place among the supplier countries, with € 37.6 billion, behind Germany and China and ahead of Belgium. In terms of purchases, Italy, with 31.9 billion euro, ranks 4th among customer countries, behind Germany, the US and Spain and ahead of the UK and Belgium. The balance of trade, while remaining strongly negative for France, marks a slight improvement, rising from -5.79 billion euro in 2014 to -5.74 million euro in 2015 (-0.8%).

What are the Made in Italy categories of goods most appreciated by French consumers?
Italy in France is more competitive in the so-called traditional sectors: mechanical, fashion (in overall terms, to include eyewear, footwear, clothing), food, furniture and automotive.

Would you briefly describe the typical French consumer: which elements influence his/her purchasing decisions?
The French consumer is aware and demanding, carefully analyzes competition and gives importance to quality. Despite the appreciation of French consumers for Italian products and “Made in Italy” in general, they always ensure that their expectations are met when products are consumed. The French market is a mature market presenting wide and varied offers; the new products must therefore be “unique” and offer innovative elements or responding to needs that are yet to be fulfilled. Novelties must also differentiate and be distributed through appropriate channels. In this regard, as in other countries of Europe, online sales surged in recent years, though they too must meet a series of requirements (pre- and post-sales consumer services, speed and reliability). I emphasize again that in order to propose a product in France, it would be good to learn about the concerned target sector in advance, and, as already mentioned, the French market is different from its Italian counterpart and presents specific discrete features. Communication is another aspect not to be underestimated, especially when a product is released to the market in partnership with a French company. Verbal agreements are not considered binding (unlike the UK market) and only written agreements are authentic. Finally, compliance with legislative provisions and the law are of significant importance.