Get It Fair: una via italiana al Responsible Labelling per informazioni affidabili sulle filiere di fornitura globali

A Milano il 5 Luglio 2019, in un seminario promosso da AICE e Assocamerestero, in collaborazione con ICMQ India, si discute a 360° intorno al tema del responsible labelling e le sue implicazioni sul commercio internazionale, coinvolgendo un alto numero di relatori prestigiosi.

Il convegno sarà l’occasione, per coloro che parteciperanno, di acquisire una visione completa sul tema e assistere alla consegna del primo certificato Get It Fair.
L’avvento della globalizzazione, le spinte provenienti dai consumatori e il proliferare di nuove politiche internazionali ed europee richiede informazioni sempre più affidabili e trasparenti sulla sostenibilità dei prodotti e la responsabilità sociale dei luoghi di produzione.

Il sistema di produzione di abbigliamento, accessori e pelletteria sta diventando sempre più frammentato, non tutti sono consapevoli di quale processo si celi dietro la realizzazione di un abito e tanto meno di come l’acquisto di un prodotto rispetto ad un altro influisca sulle vite di migliaia di lavoratori, famiglie, comunità e ambiente nei paesi di produzione.

Il consumatore ha diritto di conoscere quali siano le caratteristiche di sostenibilità del prodotto e se durante il processo di realizzazione siano garantiti la tutela dei diritti umani, la sicurezza dei lavoratori e il rispetto dell’ambiente dei luoghi in cui il prodotto è stato realizzato.

Questa amara realtà è venuta alla luce nel 2013 quando a seguito del crollo del Rana Plaza, una palazzina a Dhaka in cui erano insediati decine di laboratori di produzione di abbigliamento, 1183 persone hanno perso la vita e migliaia sono rimaste ferite.

In quel momento si è presa coscienza delle distorsioni ai flussi di commercio internazionale derivanti dal social dumping ossia il trasferimento di costi sociali e ambientali in paesi in via di sviluppo in cui legislazioni e controlli sono più deboli.

Per contrastare questo fenomeno e ridurre le sue conseguenze cresce l’esigenza di uno schema di responsible labelling gestiti da terze parti indipendenti e in grado di valutare il profilo di rischio di una fabbrica rispetto ai singoli aspetti della responsabilità sociale così da fornire al buyer uno strumento utile a supporto delle strategie di Responsible Sourcing e, soprattutto, offrire un’informazione capace di supportare il consumatore finale nella scelta del prodotto grazie alla presenza di un’adeguata etichetta.

In questa cornice si inserisce Get It Fair (www.getit-fair.com), primo schema di responsible labelling italiano a disposizione delle aziende di abbigliamento e calzature sempre più attente al controllo sui fornitori e alla credibilità e affidabilità della comunicazione al consumatore che fa riferimento a linee guida OCSE e a norme internazionali.

I punti di forza di Geti t Fair :

  1. Coinvolgimento di diversi Stakeholders del sistema moda (Associazioni, imprese, Università, laboratori, media, ONG, etc.)
  2. Modello di riferimento basato sulle linee guida OCSE e sulla norma ISO 26000
  3. Criteri di valutazione che considerano, in modo bilanciato, tutti gli aspetti della responsabilità sociale
  4. Metrica e criteri di valutazione trasparenti con forte orientamento alla valutazione del rischio fabbrica
  5. Schema di terza parte indipendente per assicurare integrità, imparzialità e confidenzialità
  6. Promozione nel mondo da parte della rete delle Camere di Commercio Italiane all’Estero.

Il ruolo delle Camere di Commercio Italiane all’estero, soggetti istituzionali anello di congiunzione tra la business community locale e quella Italiana, diventa fondamentale nella funzione di raccordo sui mercati globali assicurando una maggiore trasparenza e affidabilità riguardo le informazioni sulla sostenibilità e responsabilità sociale lungo le “supply chain” e promuovendo nel mondo le migliori aziende Italiane che competono con successo facendo leva sulla sostenibilità e responsabilità sociale.

Informazioni sull’evento:

Locandina dell’evento