I benefici attesi per la competitività del Paese

Il Ministro Calenda, è intervenuto sul tema dell’Industria 4.0 nella sala delle Colonne del Museo della scienza e della tecnologia Leonardo Da Vinci

Il piano del governo per il programma Industria 4.0 andrà in legge di bilancio e le risorse sono state definite nel dettaglio. Il piano è frutto del lavoro di sei ministeri e della Presidenza del Consiglio. Siamo tutti molto desiderosi di mettere insieme uno sforzo di tutto il Paese, dai sindacati all’università. Credo ci sia la sensazione che questa partita degli investimenti, e soprattutto quelli sull’innovazione, sia la partita del Paese.
Non sarà un piano simile a quello che hanno fatto i tedeschi. Il nostro sistema industriale è completamente diverso e per questo, nel nostro piano potranno trovare spazio anche le Pmi, attraverso dei meccanismi particolari. Non ci saranno più bandi a pioggia su ricerca e sviluppo, ma riorienteremo quegli strumenti che invece hanno funzionato bene. Agli iperammortamenti si affiancherà il credito di imposta per investimenti in ricerca e altri strumenti in grado di attaccare il problema di accesso al capitale. Tutto il piano, è stato costruito sulla base di incentivi fiscali orizzontali, che l’azienda può attivare nel suo bilancio, senza dover fare domande e farsele approvare.

LA CABINA DI REGIA. Il tutto sarà gestito dalla cabina di regia composta dalla presidenza del Consiglio dei ministri, dai dicasteri dell’Economia, dello Sviluppo, dell’Istruzione, del Lavoro, delle Politiche Agricole e dell’Ambiente e da una rappresentanza degli atenei tecnici, dei centri di ricerca, dell’imprenditoria e delle organizzazioni sindacali. Una sorta di consiglio di amministrazione che valuterà a intervalli regolari lo svolgimento dei lavori e il conseguimento degli obiettivi, apportando le eventuali correzioni di rotta. L’Italia è il Paese della non-governance, un piano di questo genere deve invece evitare di generare energie centrifughe e soprattutto rispettare le peculiarità del nostro tessuto imprenditoriale. Non possiamo imporci il modello tedesco, o quello americano o francese, ma cogliere il meglio degli altri approcci e specialmente continuare a utilizzare gli strumenti che hanno già dimostrato di saper funzionare.

GLI INVESTIMENTI. Nel solo 2017 mobiliteremo investimenti privati per 10 miliardi in più. È una sfida culturale, politica oltre che economica e nel piano c’è dentro la fiducia nelle imprese, in nessuna delle slide c’è scritto dove investire, siete voi a scegliere come e dove, noi vi mettiamo a disposizione gli strumenti, l’altro pezzo di strada lo dovete fare voi. In particolare, il piano Industria 4.0 prevede inoltre +11,3 miliardi di spese private aggiuntive in R&S nel periodo 2017 e 2020 e +2,6 miliardi nel volume degli investimenti privati early stage.

LE 5 DIRETTRICI. Ecco le cinque direttrici del piano elencate nelle slide di presentazione: operare in una logica di neutralità tecnologica; intervenire con azioni orizzontali e non verticali o settoriali; operare sui fattori abilitanti, e tra queste, ci sarà una priorità per la banda larga e le aree grigie; orientare su strumenti esistenti per favorire il salto tecnologico e la produttività; coordinare i principali stakeholder senza ricoprire un ruolo dirigista.

INCENTIVI FISCALI. Il piano Industria 4.0 prevede incentivi fiscali per 13 miliardi, che non ricadranno tutti sulla legge di bilancio 2017. Tutto il piano è costruito su incentivi fiscali orizzontali, l’azienda li attiva nel suo bilancio, non deve fare domanda e aspettare che qualcuno timbri.
Gli incentivi a bando su tecnologia e innovazione non li facciamo più perché abbiamo imparato che è il modo di non spendere. Il piano, prevede un incremento dell’aliquota dell’iperammortamento al 250% dall’attuale 140% per i beni legati alla manifattura 4.0. Viene inoltre prorogato il superammortamento con aliquota al 140% ad eccezione di veicoli ed altri mezzi di trasporto che prevedono una maggiorazione ridotta al 120%.


The benefits expected for the country’s competitiveness

According to Minister Calenda, speaking on the topic of Industry 4.0 in the Colonne room of the Leonardo Da Vinci Museum of Science and Technology

The government plan for the Industry 4.0 programme will come under budget law and the resources have been defined in detail. The plan is the result of work carried out by six ministries and by the Presidency of the Council of Ministers. We are all very keen to pull together the efforts of the entire country, from trade unions to universities. I believe that there is a feeling that this challenge regarding investments, especially those in innovation, is the challenge for the country. The plan will not be similar to that fulfilled by the Germans. Our industrial system is completely different and, for this reason, SMEs may also find a space in our plan, by means of special mechanisms. There will not be a shower of notices for research and development, but instead we will redirect those instruments that have functioned well. Alongside the hyper-amortisations, there will be tax credit for investments in research and other instruments capable of tackling the problem of access to capital. The whole plan was created based on horizontal tax incentives that the company can activate in its budget, without having to make applications and get them approved.

THE STEERING COMMITTEE. Everything will be managed by the steering committee, made up of the Presidency of the Council of Ministers, the Ministries of Economy, Development, Education, Labour, and Agricultural and Environmental Policies and by representatives from technical universities, research centres, entrepreneurs and trade union organizations. It is a sort of governing body that will assess the development of the work in progress and achievement of the objectives, at regular intervals, making any adjustments to the direction being undertaken. Italy is the country of non-governance and a plan of this type must, however, avoid generating centrifugal energies and, above all, it must respect the distinctive features of our entrepreneurial fabric. We cannot force the German model upon ourselves, nor the American or French one, but we must pick the best of the other approaches and, above all, continue to use the instruments that already have a proven ability to function.

THE INVESTMENTS. In 2017 alone, we will mobilise private investments amounting to a further 10 billion euro. It is a cultural, political and also economic challenge and the plan involves trust in businesses. None of the slides indicate where to invest. In fact, it is up to you to choose how and where. We will make the tools available to you and you will have to complete the other part of the path. In particular, the Industry 4.0 plan also anticipates +11.3 billion of additional private expenditure in R&D over the 2017-2020 period and +2.6 billion in the volume of early stage private investments.

THE 5 GUIDELINES. Here are the five guidelines for the plan, listed in the presentation slides: work in a logic of technological neutrality; intervene with horizontal and not vertical or sectoral actions; work on enabling factors and, among these, the priority will be for broadband and the grey areas; focus on existing instruments to facilitate the technological leap and productivity; coordinate the main stakeholders without taking on an authoritarian role.

TAX INCENTIVES. The Industry 4.0 plan envisages tax incentives of 13 billion euro, which will not all fall within the 2017 budget law. The whole plan is built on horizontal tax incentives, which the company activates in its budget and without the need to make an application and wait for someone to validate them. The technology and innovation incentive notices will no longer take place because we have learned that this is the way not to spend. The plan envisages an increase in the hyper-amortisation rate to 250% from the current 140% for assets linked to manufacturing 4.0. Furthermore, super-amortisation with a rate of 140% will be prolonged with the exception of vehicles and other means of transport that will call for a smaller increase to 120%.
“I believe that there is a feeling that this issue regarding investments, and especially those in innovation, is the country’s challenge.”