“Il caso Kaufmann” Giovanni Grasso racconta una storia vera con rara finezza


Presentato oggi a Roma, in prossimità del Giorno della Memoria delle vittime dell’olocausto, il Libro di Giovanni Grasso  IL CASO KAUFMANN. Oltre all’intervento dell’autore, si sono susseguiti le riflessioni della dottoressa Elena Loewental, studiosa del mondo ebraico, del dott. Virman Cusenza, direttore del Messaggero, e la emozionante lettura di alcuni brani da parte di Valentina Bellé (indimenticabile interprete di Lucrezia Borgia nella serie televisiva I Medici).

Nell’incontro, moderato da Roberto Fusco, Vicepresidente nazionale delle Camere Civili,  tanti i temi toccati. Dall’emergere ricorrente nella storia dell’odio razziale, all’importanza di preservare i diritti di difesa, costituenti in ogni comunità l’ultimo baluardo di tutela dei diritti umani. “Perché, come ha detto Roberto Fusco nel concludere, si comincia con il sopprimere i diritti di difesa, e si finisce poi con il sopprimere le vite umane”.

 


Il Libro: Ispirato a una storia vera, “Il caso Kaufmann” narra la drammatica storia di un anziano ebreo di Norimberga, Leo Kaufmann, condannato a morte dal Tribunale speciale nazista per “inquinamento razziale”, con l’accusa di aver avuto una relazione con Irene, una giovanissima “ariana” figlia del suo migliore amico. La dolorosa vicenda umana e giudiziaria della coppia, ingiustamente accusata e ingiustamente condannata, permette di ricostruire il clima crescente di pregiudizio, odio e sopraffazione che si insinuò nel cuore dell’Europa civile nella prima metà del secolo scorso, provocando milioni di morti con la Shoah e la Seconda Guerra Mondiale. “Il caso Kaufmann” ha ottenuto, nel corso del 2019, numerosi riconoscimenti: il Premio Agnes, il Premio Cimitile, il Premio Cortina per la narrativa, il Premio Capalbio.  

L’autore: Giovanni Grasso è un giornalista, scrittore e autore televisivo italiano, consigliere per la stampa e la comunicazione del Presidente della Repubblica e direttore dell’ufficio stampa della Presidenza della Repubblica dal 2015.