Speciale Roma 60°: Il richiamo del presidente Mattarella

Il richiamo del presidente Mattarella: “Alla Ue servono  critiche severe ma costruttive”
Il capo dello Stato sottolinea ancora il ruolo dell’Europa come “modello di convivenza e crescita unico al mondo”

“L’Unione Europea, l’unione dei popoli europei, dei cittadini dei nostri Paesi, è un progetto di grande valore che va coltivato quotidianamente, anche per rimuoverne le imperfezioni, le contraddizioni, per migliorarlo sulla base di una critica anche severa ma costruttiva, attenta e, soprattutto, di spinte ideali all’altezza dei tempi e della storia”.

Il Capo dello Stato ha sottolineato ancora una volta quanto l’Unione Europea sia “un modello di convivenza e crescita unico al mondo”. Un modello che ha portato al “primato della pace” che “desideriamo fortemente sia irreversibile”. L’Unione Europea, “ha cambiato le regole del gioco”, facendo tacere le armi e parlare i popoli, facendo recedere i nazionalismi e avanzare il dialogo. Facendo sempre più scoprire i tanti aspetti che uniscono, le tante affinità, l’identità di desideri di pace, di serenità, di collaborazione, di progresso per le singole persone e per le comunità. È a questo progetto politico e sociale, prima ancora che economico, che dobbiamo il più lungo periodo di pace che l’Europa abbia mai sperimentato. Troppe volte – nella dialettica interna e internazionale – l’Unione viene criticata, le sue regole trattate come l’esempio di una burocrazia complessa e, a volte, addirittura oppressiva, come un limite rispetto a un passato esclusivamente nazionale che taluno vorrebbe raffigurare come una sorta di “età dell’oro”. Questo giudizio, ha sottolineato il Presidente Mattarella, non rispecchia le straordinarie conquiste di un modello di convivenza e crescita unico al mondo, visto in altri continenti come modello cui ispirarsi, e non riflette la verità più profonda che emerge dalle vicende storiche vissute dal nostro continente.  Le eccessive critiche mosse all’Europa, rischiano di inasprire i toni e allontanare i popoli: “La cronaca di questi mesi” è “contrassegnata dalla insistenza con la quale, altrove, si continuano a mettere in discussione i valori fondanti dell’Unione e non soltanto le sue scelte, evocando velleitariamente la costruzione di nuove barriere”. Ma, ha proseguito, la globalizzazione “ha reso vicini problemi e fenomeni un tempo lontani”. Un esempio di avvicinamento, ha spiegato, è il confine tra Italia e Slovenia che “si è progressivamente smaterializzato a tutto vantaggio di una progressiva osmosi tra due comunità; i gerani che delimitano il confine ci dicono che i confini possono trasformarsi in ponti che uniscono”. Quindi il richiamo alle classi dirigenti europee, che hanno il dovere “di diffondere ai giovani i valori sui quali sono costruite le nostre democrazie”.  


 

President Mattarella reprimands: “The EU needs strict but constructive critique”

The head of State further stresses the role of Europe as a “stand alone model of co-existence and growth in the world”

The European Union, the union of European people, of the citizens of our countries, is a project of great value that must be cultivated on a daily basis, also in order to remove imperfections, contradictions, to improve it on the basis of a severe critique that is at the same time constructive, attentive and above all, an ideal thrust that is at the level of the times and the history”.

The Head of the State again stressed just how much the European Union is “a stand-alone model of co-existence and growth in the world”. A model that has brought “record peace” which “we strongly wish to be irreversible”. The European Union “changed the rules of the game”, silencing weapons and letting people speak, making nationalism recede and advancing dialogue. It is always doing more to discover the many aspects that unite, the many similarities, the identity of the desires for peace, serenity, collaboration, of progress for individuals and for the community. It is to this political and social project, more than economic, that we owe the longest period of peace that Europe has ever experienced. Too often – in the internal and international dialect – the Union is criticised, its rules treated like an example of a complex bureaucracy and at times, even oppressive, like a limitation compared to a past exclusively national that some try to portray as a sort of “golden era”. This judgement – emphasized President Mattarella – does not reflect the outstanding achievements of a stand-alone model of co-existence and growth in the world, seen in other continents from which to be inspired and does not reflect the deepest truth that emerges from the historical events experienced by our continent. The excessive criticisms in Europe”, “risk increasing the tension and alienating the people: “The chronicle of recent months” is “characterized by the insistence with which, elsewhere, there is continued discussion on the base values of the Union and not just their choices, evoking arbitrarily the construction of new barriers”. However, globalization “has made problems and phenomena with neighbours a thing of the past”. One example of this is the border between Italy and Slovenia which “has progressively dematerialized to the benefit of a progressive exchange between two communities; the geraniums that mark the confines say that borders can be transformed into bridges that unite”. Therefore a reminder to European leaders who have a duty “to spread among the youth the values on which our democracies have been built”.