Immigrati: 100.000 imprese in più in 5 anni

Marocco, Cina e Albania le nazioni leader tra gli imprenditori con passaporto straniero Una su tre è artigiana, il 21% è donna

è cresciuto anche negli anni della crisi il numero di immigrati che hanno aperto un’impresa in Italia: nei dodici mesi dello scorso anno, le imprese individuali aperte da cittadini nati fuori dell’Unione Europea sono aumentate di quasi 23mila unità, portando il totale di queste realtà a superare quota 350mila, il 10,9% di tutte le imprese individuali operanti nel nostro Paese. Cinque anni fa, a fine 2010, erano 100.000 in meno. Il dato assume ancora maggior significato considerando che il saldo complessivo delle imprese individuali lo scorso anno è stato pari a -0,1%. Lo rilevano Unioncamere-InfoCamere sulla base dei dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio italiane. La presenza di piccoli imprenditori extra-UE si rivela particolarmente significativa nelle attività artigiane: oggi sono oltre 120mila, un terzo di tutte le micro-aziende di immigrati, con forti specializzazioni in settori economici quali i servizi alle imprese (dove il 23% è extra-UE), il commercio (16,4%) e le costruzioni (15,2%). La mappa della loro presenza sul territorio vede ai primi posti Toscana, Lombardia, Liguria e Lazio (tutte con una rappresentanza di micro-imprese di immigrati superiore al 15% del totale delle imprese individuali regionali), con Prato che, dall’alto del 40,9% di imprese individuali con passaporto extra-UE, si conferma la capitale virtuale dell’imprenditoria immigrata in Italia.
“Per gli stranieri giunti in Italia aprire un’impresa è certamente un modo per integrarsi nel nostro sistema economico e sociale” – commenta il Presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello.
“Gli imponenti flussi migratori con i quali ci confrontiamo richiedono sicuramente politiche di accoglienza mirate. A queste, però, si possono affiancare strumenti e politiche di integrazione a basso costo quali quelle di supporto all’avvio dell’attività imprenditoriale. è questo un ambito nel quale le Camere di Commercio giocano un ruolo importante”.


 

Immigrants: 100,000 enterprises in 5 years

Morocco, China and Albania the leading nations amongst entrepreneurs with foreign passports. One in three is in artisan trade, 21% are female

The number of immigrants opening a business in Italy grew even during the years of crisis. Over the 12 months of last year, individual enterprises opened by citizens born outside the EU rose by nearly 23,000 entities, bringing the total of these to over 350,000, being 10.9% of all individual businesses operating in the country. Five years ago, at the end of 2010, there were 100,000 less. This figure assumes even greater significance considering that the overall amount of individual enterprises last year was equal to -0.1%. This was revealed by the Unioncamere-InfoCamere, based on data from the Business Register of the Italian Chamber of Commerce. The presence of small business owners from outside the EU is particularly significant in artisan activities: today there are more than 120,000, one-third of all immigrant microenterprises, with strong specialisation in economic sectors such as business services (where 23% is from outside the EU), trade (16.4%) and construction (15.2%). The map of their presence in the territory sees in the top positions Tuscany, Lombardy, Liguria and Lazio (all with an immigrant microenterprise representation of more than 15% of the total regional sole proprietorships), with Prato that, from the 40.9% of individual enterprises with non-EU passports, confirms its place as the virtual capital of business owners who immigrated to Italy.
“For foreigners arriving in Italy to open a business, it is certainly one way to integrate into our economic and social system”, said the President of Unioncamere, Ivan Lo Bello.
“The massive migratory influx we are facing definitely requires focused reception policies. These, however, can be accompanied by instruments and integration policies with low cost, such as support systems for starting up business activities. This is an area in which the Chambers of Commerce play an important role.”