L’America sceglie Trump

Quali conseguenze per il Made in Italy

di Marco Sabatini
DA WWW.EXPORTIAMO.IT

In molti, fra esperti ed analisti politici sostenevano che passare dal primo Presidente nero ad un Presidente intollerante, sessista e che nutre una sincera ammirazione nei confronti di personaggi del calibro di Mussolini, Saddam e Gheddafi sarebbe stato probabilmente troppo anche per quello che è da molti considerato come uno dei Paesi più razzisti ed imprevedibili al mondo. Ma, come si dice, never say never perchè in fondo this is America, il Paese dove tutto è possibile. Non è infatti un segreto che negli States convivano tendenze opposte e contradditorie in cui progressismo e conservatorismo si mescolano in un’eterna lotta in cui è sempre arduo stabilire il (temporaneo) vincitore.

Trump, dopo una lunghissima notte in attesa dei risultati, è dunque ufficialmente il 45esimo Presidente degli Stati Uniti d’America e, nonostante non siano stati conteggiati ancora tutti i voti la vittoria appare netta ed insindacabile. Una vittoria che si trasforma in un’enorme debacle sia per tutti i media occidentali che si erano schierati quasi unanimemente a sostegno della candidata democratica sia per tutti i sondaggisti che fino a solo poche ore fa davano per certo il ritorno di un Clinton alla White House.

LA LUNGA CAMPAGNA ELETTORALE. In realtà ad un certo punto della lunga ed estenuante campagna elettorale, iniziata ufficialmente lo scorso 1 febbraio con i caucus tenutisi in Iowa, tutti i sondaggi davano come favorito l’imprenditore repubblicano che però da quel momento in avanti è incappato in una serie di clamorose gaffe.

E’ pur vero che ad aumentare le possibilità di vittoria di Trump è stata la stessa Hillary Clinton, una candidata identificata da molti cittadini americani come espressione dei poteri forti e che, per questa ragione, si è dovuta scontrare con la diffidenza di una larga fetta di popolazione, un’America profonda che in lei non ha visto alcun segnale di cambiamento o potenziale novità.

Il voto americano è dunque da leggersi anche (ma non solamente) come l’espressione della volontà dei cittadini americani di dare un calcio, di spazzare tutto ciò che è percepito come estabilishment. A nulla è quindi servito il forte sostegno del Presidente uscente Obama, delle star e del mondo dell’informazione incapaci di parlare alla pancia degli elettori a stelle e strisce.

LE REAZIONI DAL MONDO. I mercati, che hanno vissuto questi lunghi mesi di campagna elettorale sulle montagne russe, hanno già iniziato a brontolare, con i maggiori listini che in queste ore stanno segnando cali significativi.

A livello europeo uno dei parametri che sembra soffrire maggiormente è lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi, in crescita oltre i 165 punti base.

E’ interessante rilevare che, per quanto riguarda il Belpaese, gli italiani, se interpellati (secondo un sondaggio condotto da Demos & Pi), avrebbero in larga maggioranza (77%) accordato il loro consenso alla ex First Lady piuttosto che al controverso candidato repubblicano (11%).

072-073-USAok-2QUALI CONSEGUENZE PER IL MADE IN ITALY? La redazione di Exportiamo.it, in questi mesi, ha voluto seguire a modo suo le elezioni negli Stati Uniti compiendo un lungo viaggio di approfondimento fra i 50 Stati a stelle e strisce – dal Texas all’Alaska, dalla California fino a New York – al fine di coglierne le caratteristiche peculiari ed evidenziare le principali opportunità di business che ciascuno di essi offre al mondo delle imprese.

Gli Stati Uniti rappresentano infatti il principale partner commerciale dell’Italia al di fuori dell’Ue ed il terzo Paese di destinazione delle esportazioni italiane: è quindi di assoluta importanza per le nostre imprese guardare allo “stato di salute” dell’economia statunitense.

I prodotti Made in Italy possono infatti vantare un elevato appeal nei confronti dei consumatori americani, soprattutto quelli di fascia medio-alta, che si dimostrano sempre più esigenti in termini di qualità, gusto ed innovazione, caratteristiche che di certo non mancano alle produzioni nostrane.

La speranza per le nostre produzioni è che il trend di crescita del nostro export verso gli Stati Uniti (+25% nel 2015) prosegua anche durante la Presidenza Trump senza essere influenzato dal (probabile) allontanamento fra Europa e USA che potrebbe materializzarsi nei prossimi anni.

Qualcosa, comunque, sta già cominciando a muoversi nello scacchiere internazionale. A confermarlo è il nuovo corso che potrebbe aprirsi con Vladimir Putin, l’altro grande vincitore di queste elezioni, che si è affrettato ad inviare le proprie congratulazioni al neo Presidente americano.


America chooses Trump 

What consequences will there be for Made in Italy products?

Many, among experts and political analysts, argued that to go from an African-American President to an intolerant and sexist President with a sincere admiration for the likes of Mussolini, Saddam Hussein and Gaddafi would probably have been too much for what’s regarded by many one of the most racist and unpredictable countries in the world.

But, as they say, “never say never” because basically this is America, the country where everything is possible. It is no secret that opposing and contradictory tendencies coexist in the United States, a country in which liberalism and conservatism are mixed in an eternal struggle from which a winner never seem to emerge.

After a long night waiting for the results, Trump is officially the 45th President of the United States of America and, although not all votes have been counted, victory appears clear and unquestionable. A victory that turns into a huge debacle both for Western media, which sided almost unanimously in support of the Democratic candidate, and pollsters, who, just a few hours before the election took it for granted that a Clinton would be returning to the White House.

THE LONG ELECTORAL CAMPAIGN. Indeed, at some point of the long and exhausting election campaign which began officially on February 1 with the Iowa caucuses, polls pointed to the Republican entrepreneur as the favorite, who, however, from that moment on ran into a series of glaring gaffes.

It is true that it was Hillary Clinton herself who increased Trump’s chances to win, since she was a candidate identified by many Americans as the expression of strong powers and, for this reason, was met with distrust by a large population share, and hardly seen by many Americans as the beacon of change and innovation.

The American vote, therefore, must also be read (though not only) as the expression of the will of the American people to sweep away all that was perceived as “estabilishment”. In the end, the support of outgoing President Obama, entertainment stars and many pundits could not reach the belly of many US voters.

REACTION FROM THE WORLD. Stock markets, which experienced the long months of campaigning on a roller coaster, have already started to grumble, with major price shares now in significant decline.

At the European level, one of the parameters that seems to suffer most is the spread between Italian BTPs (government bonds) and German Bunds, up more than 165 basis points.

It is interesting to note that, concerning Italy, the majority of Italians (77%), (according to a survey conducted by Demos & Pi), preferred the former First Lady rather than the controversial Republican candidate (11%).

WHAT CONSEQUENCES WILL THERE BE FOR MADE IN ITALY PRODUCTS? The Editorial Board of Exportiamo.it, in recent months, wanted to follow the elections in the United States in its own way, learning in-depth about the 59 states of the Union – from Texas to Alaska, from California to New York – in order to grasp their discrete features and highlight the main business opportunities offered by each state.

The United States is, indeed, Italy’s main trading partner outside the EU, and the third country of destination of Italian exports: it is, therefore, of utmost importance for our companies to look at the “health” of the US economy.

Made in Italy products are very appealing among American consumers, especially high-end customers, who are proving increasingly demanding in terms of quality, taste and innovation, features that certainly do not lack in Italian products.

We hope that the positive trend of our exports to the United States (+ 25% in 2015) will continue during the Trump presidency without being influenced by the (probable) alienation between Europe and the US that could materialize in the coming years.

Something, however, is already beginning to move in the international arena. It is worthwhile to keep an eye on the new course of action by Vladimir Putin, the other big winner of these elections, who was quick to send his congratulations to the new American President.