L’arredo e il complemento d’arredo italiani si propongono al mercato statunitense

Nell’ambito del programma promozionale a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese predisposto da CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa e realizzato grazie al contributo del Ministero dello Sviluppo Economico e la collaborazione dell’ICE-Agenzia, a Ravenna 12 buyer americani appositamente selezionati per incontrare imprese italiane.

Il programma della tre giorni si è aperto con un incontro di benvenuto agli operatori americani presso la sede CNA di Ravenna per proseguire nella giornata del 16 marzo, con una serrata agenda di incontri b2b presso il Grand Hotel Mattei mentre il 17 marzo sarà dedicato a visite dei buyer preso i siti aziendali.

“Il Made in Italy continua e continuerà a reggere la concorrenza perché è un qualcosa che rappresenta qualità ed eccellenza intrinseche e si abbina ad un valore evocativo che non ha altri paragoni”, sostiene CNA. “Proprio sulla base di queste considerazioni in queste occasioni di incoming si realizzano anche momenti di conoscenza dei nostri territori al fine di trasmettere agli operatori internazionali una più ampia rappresentazione dello stile di vita italiano”.

Come ha sottolineato recentemente il Presidente di SACE Beniamino Quinteri, “il commercio internazionale rallenta e a differenza del passato cresce meno velocemente del Pil globale: se infatti tra il 2000 e il 2007 il Pil era cresciuto del 6,9% e il commercio mondiale del 7,3%, tra il 2008 e l’anno scordo il prodotto interno lordo mondiale è aumentato del 4,6%, mentre il commercio internazionale del 2,9%”.

Inoltre siamo di fronte a molte incertezze anche a causa dello scenario politico: Alessandra Lanza di Prometeia ha stimato in circa 2 miliardi il prezzo che le aziende esportatrici italiane dovrebbero pagare in caso di un ritorno ai dazi pre anni ’90 degli Usa di Trump, o per l’assenza di libero scambio dopo una “hard Brexit”.

In questo quadro “le imprese italiane hanno bisogno di crescita e bisogna cercarla nei Paesi dove c’è” ha detto il Presidente di ICE Agenzia Michele Scannavini. Obiettivo sono anche nuovi territori, ad esempio negli USA si devono cogliere opportunità in più aree. La missione incoming va in questa direzione con la presenza di dodici buyer provenienti da otto Stati.

Fonte: aise