Le metamorfosi del design

èItalia 109 – Design

Oggi è necessario parlare di design experience

di Francesco Schianchi, consulente manageriale, Docente Politecnico di Milano

Ogni settore, ogni disciplina è chiamata a confrontarsi con le profonde trasformazioni dei paesaggi antropologici, tecnologici, sociali ed economici nei quali le persone e le imprese sono “condannate” ad operare. Questo “obbligo alla contemporaneità” riguarda anche il design. Anche l’ICSID il Consiglio Internazionale delle Società di Industrial design si è recentemente posto il problema, che non è solo nominale, ma concettuale/culturale, se la definizione di Industrial Design fosse ancora adeguata a connotare il design contemporaneo o invece se tale definizione fosse l’eredità di un passato nel quale il design si identificava quasi totalmente con la produzione industriale. Per l’ICSID il design è un’attività creativa il cui scopo è quello di stabilire le caratteristiche molteplici di oggetti, processi, servizi e dei loro sistemi in tutto il ciclo di vita. Pertanto il design è il fattore centrale di umanizzazione delle tecnologie innovative e il fattore cruciale di scambi culturali ed economici. Le declinazioni settoriali del design si sono moltiplicate in questi anni: product design (settore degli oggetti d’uso); exibit design (settore degli allestimenti espositivi); interior design (settore degli interni); food design (settore dei prodotti alimentari); graphic design (settore della grafica); fashion design (settore della moda); car design (settore automobilistico), light design (settore dei sistemi di illuminazione), service design, settore dei servizi). Una costante “rincorsa” ad essere in sintonia con una realtà che sta cambiando linguaggi, stili, valori, comportamenti,unendo aspetti materiali e aspetti immateriali, nella quale le connessioni, la co-progettazione, la co-produzione, la condivisione, le comunità sono alcune parole-chiave imprescindibili.
Dato che in sintesi design è cultura del progetto, ne consegue che sia necessario oggi adottare un nuovo sguardo progettuale, un approccio sistemico che sia in grado di supportare, favorire, facilitare le relazioni tra le persone e di esse con gli oggetti, con i servizi, in un processo di interdipendenza, di apprendimento e di uso, in grado di migliorare la qualità della vita delle persone. Per questo oggi è necessario parlare di design experience, di “produzione di esperienze uniche, indimenticabili”: questo passaggio dagli atomi di materia ai bit di comunicazione, per realizzare relazioni/connessioni felici è la nuova sfida per i designer.


 

The Metamorphosis of Design

Today we need to talk about ‘design experience’

Every sector, every discipline is forced to face the profound transformation of anthropological, technological, social and economic landscapes, where people and companies are ‘condemned’ to operate. This ‘tyranny of the contemporary world’, also pertains to design. Even the International Council of Industrial Design Companies (ICSID) recently posed the question, which is not just academic, but also conceptual/cultural, of whether the definition of industrial design was adequate for characterising contemporary design; or instead, whether such a definition was the legacy of a past where design was almost exclusively identified with industrial production. For ICSID, design is a creative activity aimed at establishing the multiple characteristics of objects, processes, services and their systems, throughout their entire lifecycle. Therefore, design is the central factor of the ‘humanisation’ of innovative technologies and the crucial factor in cultural and economic exchange. The sectorial variations of design are multiplied these days: product design (the consumer goods sector); exhibit design (the exhibition model sector); interior design (the interiors sector); food design (the food sector); graphic design (the graphics sector); fashion design (the fashion sector); car design (the automobile sector), lighting design (the lighting systems sector), and service design (the services sector). A constant ‘race’ to be in sync with a reality which is changing its language, style, values and behaviour, bringing together tangible and intangible aspects and where connections, co-design, co-production, sharing and community are some of the fundamental keywords.
Inasmuch as design is basically the culture of planning, there is no option but to adopt a new outlook on planning these days; a systematic approach capable of supporting, promoting and facilitating relationships between people and between people and objects, with services, in a process of interdependence, learning and usage, capable of improving people’s quality of life. Today, for this reason, we have to talk about a ‘design experience’, or “the production of a unique, unforgettable experience”: this transition from particles of matter to communication bits, forming harmonious relationships/connections is the new challenge for the designer.