Da Verona l’appello per il vino made in Italy: “L’Italia del vino ha bisogno di una nuova scossa per l’export”

Il vino italiano, da anni, è tra i leader del commercio in molti mercati strategici del mondo, dagli Usa al Regno Unito, dalla Germania al Canada, per citarne alcuni. Ma in uno scenario globale sempre più competitivo con tanti player storici ed emergenti che si muovono con grande dinamismo, dalla Francia alla Spagna, dagli Stati Uniti all’Australia, e in uno scenario nazionale dove la ripresa non sembra poi così consistente come si sperava, è vietatissimo sedersi sugli allori.
In questo scenario internazionale, il Messaggio lanciato da Vinitaly, il player n. 1 della promozione del vino italiano in Italia e nel mondo, sulla necessità di dare una nuova svolta alle esportazioni del vino made in Italy.

“Siamo sempre più convinti che il vino italiano abbia bisogno di una scossa per incrementare le proprie performance all’estero, specie ora che sul mercato interno si riscontra un nuovo calo dei volumi venduti nella Gdo. Vinitaly farà la sua parte intensificando il proprio ruolo di driver per il settore: pensiamo alla costruzione di eventi solidi negli Stati Uniti e in Cina e a un incremento della promozione e della formazione anche attraverso gli strumenti digitali; ma serve un’azione incisiva e un taglio netto su certe dinamiche sin qui riscontrate. Un upgrade nel modo di fare internazionalizzazione che parta dal governo del settore, e fa piacere constatare la comunanza di pensiero con il Ministro delle Politiche Agricole Centinaio, che in materia di promozione ha le idee chiare”, ha detto oggi Giovanni Mantovani, dg Veronafiere, nella presentazione a Milano, delle prossime iniziative di Vinitaly, a partire da Wine2Wine, il forum che sarà di scena a Verona il 26-27 novembre.

“Il commercio mondiale del vino vive da tempo stagioni felici – ha proseguito Mantovani – e l’Italia è uno dei player che è cresciuto di più nell’ultimo decennio, ma non basta. Il nostro osservatorio ci segnala nei primi 7 mesi di quest’anno una crescita in valore rallentata se confrontata con gli altri top player mondiali. Allo stesso tempo, secondo le dogane, nei primi 8 mesi di quest’anno c’è stata una brusca frenata nelle importazioni dagli Stati Uniti, dove il nostro mercato è di fatto in recessione mentre la Francia nello stesso periodo cresce bene”.

I DATI: Secondo l’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, nel secondo quadrimestre si sono accentuate le difficoltà di crescita negli Usa, con il dato a valore (in euro) delle importazioni di vino italiano fermo a +0,7% per un corrispettivo di 1,11 miliardi di euro. Un indicatore che assume maggior rilevanza se accostato al forte rialzo francese (+8,2%, a 1,18 miliardi di euro), in controtendenza rispetto a un valore globale delle importazioni di vino che vira in negativo (-0,6%). Sul fronte delle tipologie, gli sparkling tengono a galla il vigneto Italia con un ulteriore balzo del 16,3%, con gli champagne transalpini in calo del 5,2%. Discorso inverso invece sul prodotto fermo, che rappresenta oltre i 3/4 delle importazioni statunitensi. Qui il Belpaese perde a valore il 2,9% mentre la Francia vola a +15,1%.
Sul fronte dell’export globale, nei 7 mesi su base Eurostat, l’Italia si conferma secondo player mondiale dopo la Francia e guadagna il 4,1% a valore. Ma sono tutti i top 4 esportatori a crescere, con la Francia a +6,4%, la Spagna a +6,7% e l’Australia a +6,1%. Con il Cile che nonostante una politica dei dazi favorevole perde il 6,6%.

E anche per questo, è fitta l’agenda di Vinitaly all’estero, attraverso Vinitaly International, con gli appuntamenti di Hong Kong prima con i nuovi corsi di certificazione della Vinitaly International Wine Academy (a oggi sono 162 gli ambasciatori di Vinitaly da 29 Paesi), dal 4 all’8 novembre, poi con Vinitaly Hong Kong – International Wine & Spirits Fair (8-10 novembre) cui parteciperà il ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio (9 novembre), mentre in contemporanea, dal 5 all’8, Ottawa, Halifax e St. John saranno le sedi canadesi degli Executive Wine Seminars, mentre la Russia sarà l’ultima tappa del calendario internazionale 2018, con Vinitaly impegnato a Mosca (19 novembre) e San Pietroburgo (20 novembre).

Mentre “Wine2Wine”, il forum professionale firmato da Vinitaly e Veronafiere, il 26-27 novembre, avrà un nuovo format e la novità del “Vinitaly Trade Award”, per celebrare i campioni internazionali della distribuzione nel mercato horeca.
In particolare, il Vinitaly Trade Award, è il nuovo premio che Vinitaly riconosce a quanti in Italia o all’estero si sono distinti nel settore della distribuzione e del posizionamento commerciale del vino, dei liquori e dei distillati, con particolare riguardo ai buyer e ai responsabili degli acquisti per il settore horeca.

“Vinitaly e i suoi asset di sistema vogliono essere sempre più riferimento per la filiera – ha detto il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese – e il nuovo premio che sarà assegnato a Wine2Wine riflette il senso dell’ulteriore accelerazione che vogliamo dare al nostro progetto internazionale a favore dell’intero comparto. Il loro ruolo di congiunzione commerciale nella filiera, fino al consumatore, e di driver sempre più decisivo sui mercati internazionaliha proseguito Danese è alla base di questo nuovo riconoscimento di Veronafiere e di Vinitaly, oggi brand internazionale per la promozione del business e della divulgazione della cultura e della conoscenza del vino come prodotto di qualità”.