L’Italia in 10 selfie

10 scatti di un Paese che può ripartire

“Per rilanciare l’economia e affrontare le sfide del mondo dobbiamo guardare ai nostri punti di forza, senza mai dimenticare i nostri mali antichi e i tanti problemi di oggi. Possiamo ripartire da un’Italia che guarda con fiducia al futuro – spiega il presidente di Symbola Ermete Realacci nelle premessa di L’Italia in 10 selfie 2017 della Fondazione Symbola – perché non rinnega la propria anima. Un’Italia competitiva anche grazie alla coesione, alla cura del capitale umano, al rapporto forte con i territori e con le comunità. L’Italia può essere un avamposto di quell’economia più forte e insieme più sostenibile e a misura d’uomo che emerge dall’Accordo di Parigi, confermato alla COP22 di Marrakech, sul clima. Quella che leggiamo negli auspici di Papa Francesco. Un’economia che può dare risposte adeguate alle nuove domande dei consumatori globali del XXI secolo: equità, sostenibilità, bellezza. Sono i temi che l’Italia deve mettere al centro dell’azione di Governo e del G7 che ospiterà a maggio da presidente di turno”.

Questi i dieci “Selfie” per l’Italia:

1. L’ITALIA È UNO DEI CINQUE PAESI CHE VANTA UN SURPLUS MANIFATTURIERO SOPRA I 100 MLD DI DOLLARI. Nel 2015, con un surplus commerciale manifatturiero con l’estero di 103,8 mld di $, ci confermiamo quinti al mondo dopo Cina (1.062,1 mld), Germania (362,3 mld), Corea del Sud (201,8 mld), Giappone (174,7 mld). Si consolida così il ruolo di punta del nostro Paese nell’industria mondiale, e la capacità delle nostre imprese di competere sui mercati globali.

2. LA GREEN ECONOMY Dà FORZA ALLE IMPRESE ITALIANE. Sono oltre 385 mila le aziende italiane (26,5% del totale dell’industria e dei servizi, nella manifattura addirittura il 33%) che durante la crisi hanno scommesso sulla green economy – che vale 190,5 mld di € di valore aggiunto, il 13% dell’economia nazionale. Con vantaggi competitivi in termini di export (il 46% delle imprese manifatturiere eco-investitrici esporta stabilmente, contro il 27,7% delle altre), di innovazione (il 33,1% ha sviluppato nuovi prodotti o nuovi servizi, contro il 18,7%) e di fatturato (il 35,1% delle imprese green lo ha visto crescere nel 2015 contro il 21,8%). La green economy fa bene anche all’occupazione. Nel 2016 le imprese che investono green assumono di più: 330 mila dipendenti, pari al 43,9% del totale delle assunzioni, stagionali e non stagionali, previsti nell’industria e nei servizi.

3. PRIMI NEL MONDO NEL FOTOVOLTAICO. L’Italia è primo paese al mondo per contributo del fotovoltaico nel mix elettrico nazionale (8%, dati relativi al 2015), meglio di Grecia (7,4%) e Germania (7,1%), ma anche di paesi come Giappone (sotto il 4%) e USA (meno dell’1%). È prima tra i grandi paesi Ue per quota di rinnovabili nel consumo interno lordo (17,1%).

4. LEADER IN EUROPA NELL’EFFICIENZA DI ENERGIA ED EMISSIONI. Il modello produttivo italiano si conferma tra i più innovativi ed efficienti in campo ambientale. A partire dai consumi energetici e dalle emissioni inquinanti: con 107 tonnellate di CO2 equivalente per milione di euro prodotto siamo secondi per minore intensità di emissioni atmosferiche, dietro la Francia (93, aiutata in questo caso dal nucleare) e davanti a Spagna (131), Regno Unito (131) e Germania (154). Con 14,3 tonnellate di petrolio equivalente per milione di € prodotto l’Italia è il secondo Paese tra le cinque grandi economie comunitarie per minori input energetici a parità di prodotto.

5. PRIMI IN EUROPA NELL’ECONOMIA CIRCOLARE. Il nostro Paese è leader europeo nel riciclo industriale: in Italia sono stati recuperati per essere avviati a riciclo 47 mln di tonnellate di rifiuti non pericolosi, il valore assoluto più elevato tra tutti i Paesi europei, seguiti da Germania con 43,6, Regno Unito 38,8, Francia 29,5 e Spagna 23,7. Il riciclaggio nei cicli produttivi industriali ci ha permesso di risparmiare energia primaria per oltre 17 mln di tonnellate equivalenti di petrolio, ed emissioni per circa 60 mln di tonnellate di CO2.

6. L’INDUSTRIA ITALIANA È QUARTA PER SURPLUS DEL MACHINERY. Con 59,5 mld di $ di surplus, l’industria italiana del machinery si conferma nel gruppo di testa della graduatoria internazionale per saldo della bilancia commerciale, preceduta dai competitor tedeschi (108 mld), cinesi (84,5 mld) e giapponesi (69,4 mld). Tra i prodotti più esportati le macchine per l’agricoltura e il tabacco, quelle per l’industria alimentare, quelle per lavorare legno, metalli, materie plastiche e minerali non metalliferi (pietre ornamentali e ceramica, ad esempio), macchine per imballaggi e giostre, apprezzate particolarmente per l’attenzione al minor consumo di energia a parità di prestazione.

7. CULTURA, BELLEZZA E CREATIVITÀ PER COMPETERE. PRIMI PER SITI UNESCO. Alla filiera della cultura l’Italia deve 89,7 mld di €, il 6,1% della ricchezza prodotta nel Paese nel 2015. Questi quasi 90 mld ne mettono in moto altri 160,1 nel resto dell’economia: 1,8 € per ogni € prodotto dalla cultura. Si arriva così a 249,8 mld prodotti dall’intera filiera culturale, dal design al made in Italy, dai new media al patrimonio storico culturale fino al turismo: il 17% della ricchezza nazionale. Cultura e creatività danno lavoro al 6,1% del totale degli occupati, 1,5 mln di persone. L’Italia vanta il primato mondiale per numero di siti Unesco: sono ben 51 quelli riconosciuti al nostro Paese.

8. L’INDUSTRIA ITALIANA DEL LEGNO ARREDO È SECONDA PER SURPLUS COMMERCIALE. CAMPIONE DI SOSTENIBILITÀ. Con 9 mld di $ di surplus l’industria italiana del Legno Arredo è seconda al mondo per saldo della bilancia commerciale, preceduta solamente dalla Cina (86,3 mld). Il primo importatore dei prodotti del legno arredo made in Italy è la Francia (1.061 mln €, anno 2015), seguito da Germania (844 mln), UK (719 mln), Svizzera (555 mln), Russia (527 mln), Spagna (407 mln), Emirati Arabi (295 mln), Cina (288 mln, dove siamo il primo fornitore nazionale),. L’industria del Legno Arredo made in Italy è all’avanguardia nella sostenibilità ambientale, dai consumi di energia alle emissioni.

9. LE IMPRESE ITALIANE SONO TRA LE PIÙ COMPETITIVE. Su un totale di 5.117 prodotti – il massimo livello di disaggregazione statistica del commercio mondiale – nel 2014 l’Italia si è piazzata prima, seconda o terza al mondo per attivo commerciale con l’estero in ben 899: quasi uno su cinque. Per un valore totale di 200 mld di $. L’eccellenza del made in Italy sta nell’elevata diversificazione delle sue specializzazioni, che sono imperniate soprattutto nei macrosettori delle ‘4A’ (Alimentari-vini, Abbigliamento-moda, Arredo-casa e Automazione-meccanica-gomma-plastica).

10. PER 68 PRODOTTI IL NOSTRO PAESE È LEADER DELL’AGROALIMENTARE DI QUALITÀ. LA NOSTRA AGRICOLTURA PIÙ SOSTENIBILE E SICURA. Tra i prodotti dell’agroalimentare italiano, 16 sono primi sui mercati internazionali. Dalla pasta ai pomodori e altri ortaggi, da aceto e olio ai fagioli: tutti campioni assoluti nelle quote di mercato mondiale. E ce ne sono altri 52 per i quali siamo secondi o terzi: siamo sul podio nel commercio mondiale, insomma, per ben 68 prodotti. Il nostro è il Paese più forte al mondo per prodotti ‘distintivi’: primi nel food, con 292 tra Dop/Igp/Stg, e nel vino, con 523 Doc/Docg/Igt. L’Italia è seconda in Europa per superficie agricola biologica. E prima per numero di imprese del settore.

Ufficio stampa Symbola
info@symbola.net – tel. 06.45430941


Italy in 10 Selfies

10 Shots of a country that can start afresh

“In order to relaunch the economy and face the challenges of the world we need to look at our strengths, without ever forgetting our past pains and the many problems of today. We can start again from an Italy that looks to the future with confidence – explains the President of Symbola, Ermete Realacci, in the premise of the Symbola Foundation’s Italy in 10 Selfies 2017 – as this will not deny our core spirit. Also a competitive Italy, thanks to cohesiveness, care of the human capital, a strong relationship with the territories and the communities. Italy can be an outpost of that stronger economy that, together, is more sustainable and manageable as came about from the Paris Agreement, verified at the COP22 of Marrakech, on the climate. That which we read in Papa Francesco’s wishes. An economy that can give responses adapted to the new questions of global consumers of the XXI century: equality, sustainability, beauty. These are the themes that Italy must place at the centre of its government action and of the G7 that will be hosted in May by the president in office”.

These are the ten “Selfies” for Italy:

1. ITALY IS ONE OF THE FIVE COUNTRIES THAT BOASTS A MANUFACTURING SURPLUS ABOVE 100 BILLION DOLLARS. In 2015, with a manufacturing trade surplus with other countries of $103.8 billion, we are confirmed to be fifth in the world after China (1,062 billion), Germany (362.3 billion), South Korea (201.8 billion), Japan (174.7 billion). This consolidates the leading role of our country in the manufacturing world, and the ability of our companies to compete in global markets.

2. THE GREEN ECONOMY STRENGTHENS ITALIAN COMPANIES. There are more than 385,000 Italian companies (26.5% of the total in industry and services, and manufacturing is 33%) that during the crisis had wagered on the green economy – worth 190.5 billion euro of added value, 13% of the national economy. With competitive advantages in terms of export (46% of eco-investing manufacturing companies export steadily, as opposed to 27.7% of other companies), innovation (33.1% have developed new products or new services, against 18.7%) and in turnover (35.1% of green companies saw growth in 2015 against 21.8%). The green economy is also good for employment. In 2016 companies that invest in green employed more people: 330,000 employees, equal to 43.9% of the total employed, seasonal and non-seasonal, expected in industry and services.

3. FIRST IN THE WORLD IN PHOTOVOLTAICS. Italy is the first in the world in regards to their contribution of photovoltaics to the national electrical mix (8%, data for 2015), better than Greece (7.4%) and Germany (7.1%), but even countries like Japan (under 4%) and the USA (less than 1%). It is first among the larger countries of the EU by percentage of renewables within gross national consumption (17.1%).

4. EUROPEAN LEADER IN ENERGY AND EMISSIONS EFFICIENCY. The Italian production model has proven itself among the most innovative and efficient in the environmental field. Starting from energy consumption and pollution emissions: with 107 tons of CO2 equivalent per million euro produced, we have the second lowest intensity of atmospheric emissions, behind France (93, assisted in this case by nuclear energy) and ahead of Spain (131), United Kingdom (131) and Germany (154). With 14.3 tons of oil equivalent per million euro produced it is the second country among the five larger economic communities for lesser energetic input with products being equal.

5. FIRST IN EUROPE IN CIRCULAR ECONOMY. Our country is the European leader in industrial recycling: in Italy there has been 47 million tons of non-hazardous refuse recovered for recycling, the value being the absolute highest among all European countries, followed by Germany with 43.6, United Kingdom 38.8, France 29.5 and Spain 23.7. Recycling in industrial production cycles has allowed us to save primary energy for more than 17 million tons of oil equivalent, and emissions for around 60 million tons of CO2.

6. ITALIAN INDUSTRY IS FOURTH FOR SURPLUS OF MACHINERY. With 59.5 billion dollars of surplus, the Italian machinery industry is a leader in international rankings for trade balance, preceded by competitors; German (108 billion), Chinese (84.5 billion) and Japanese (69.4 billion). Among the most exported products; agricultural machinery and tobacco, those for the food industry, for working wood, metal, plastics and non-metal-bearing minerals (ornamental rocks and ceramics, for example), packaging machines and carousels, valued in particular for their attention to minor power consumption, given equal performance.

7. CULTURE, BEAUTY AND CREATIVITY TO COMPETE. FIRST FOR UNESCO SITES. Italy owes 89.7 billion euro, 6.1% of the wealth produced in the country in 2015, to its culture industry. This almost 90 billion sets in motion another 160.1 in the rest of the economy: €1.8 for every € produced from culture. This brings us to 249.8 billion produced by the entire cultural industry, from design to Made in Italy, from new media to the historic cultural heritage, right up to tourism: 17% of the nation’s wealth. Culture and creativity provide work to 6.1% of the total employed, 1.5 million people. Italy boasts the world record for number of UNESCO sites: there are 51 recognized in our country.

8. THE ITALIAN WOODEN FURNITURE INDUSTRY IS SECOND FOR TRADE SURPLUS. CHAMPION OF SUSTAINABILITY. With 9 billion dollars of surplus, the Italian wooden furniture industry is second in the world for trade balance, preceded only by China (86.3 billion). The largest importer of wooden furniture products Made in Italy, is France (1.061 million euro in 2015), followed by Germany (844 million), UK (719 million), Switzerland (555 million), Russia (527 million), Spain (407 million), Arab Emirates (295 million), China (288 million, where we are the leading national supplier). The industry of wooden furniture Made in Italy is avant-garde in environmental sustainability, from energy consumption to emissions.

9. ITALIAN COMPANIES ARE AMONG THE MOST COMPETITIVE. In 2014 for a total of 5,117 products, the maximum level of statistical disaggregation in world trade, Italia was placed first, second or third in the world in trade assets with other countries in 899: almost one in five. A total value of 200 billion dollars. The excellence of Made in Italy is in the high diversification of its specializations, which are centred mainly in the ‘4A’ macro-sectors of: food-wine, clothing-fashion, home furnishings and automation-mechanics-rubber-plastic.

10. FOR 68 PRODUCTS, OUR COUNTRY IS LEADER OF QUALITY AGRI-FOOD. OUR AGRICULTURE IS MORE SUSTAINABLE AND SECURE. Among the Italian agri-food products, 16 are in the first positions on the international markets. From pasta to tomatoes and other vegetables, from vinegar and oil to beans: all absolute winners on the world markets. There are another 52, for which we are second or third: we are on the podium in the commercial world, in short, for 68 products. Ours is the strongest country for ‘distinctive’ products: first in food, with 292 between Dop/Igp/Stg and in wine, with 523 Doc/Docg/Igt. Italy is second in Europe for organic agricultural land and first for the number of companies in the sector.

Press Office Symbola
info@symbola.net – tel. 06 45430941