L’Italia del vino ha bisogno di Cina

Le importazioni complessive di vino in Cina sono cresciute in modo esponenziale nell’ultimo decennio e oggi valgono 2,4 miliardi di euro, in rimonta rispetto a piazze storiche mondiali come la Germania (a quota 2,6 miliardi). Le etichette italiane nel paese del Dragone (al quinto posto per export totale) riescono a spuntare un prezzo al litro molto interessante che si traduce in quasi 4 euro contro gli 1,8 euro ottenuti dalle produzioni tricolori in terra tedesca.

“La piazza asiatica e in particolare quella cinese è sempre più strategica in ottica futura per il nostro prodotto enologico –
commenta Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – Vinitaly è presente su questo mercato da 20 anni e ora stiamo ponendo anche le basi per costituire una piattaforma stabile di promozione fieristica per il vino italiano, con strutture dedicate ed eventi specializzati”.L’Italia del vino ha bisogno di Cina, un mercato cresciuto 89 volte più di quello tedesco. All’International Wine and Spirit Show di Chengdu quest’anno con VinitalyChina abbiamo portato oltre 200 cantine provenienti da tutte le regioni italiane e 60 espositori uniti sotto il marchio di Vinitaly official. La piazza asiatica è sempre più strategica, è necessario quindi fare veramente Sistema. In questa direzione con Veronafiere stiamo ponendo le basi per costituire una piattaforma unica e stabile di promozione fieristica per il vino italiano.