Mattarella in Sud America: la dichiarazione di Fabio Porta

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Il viaggio del Presidente Mattarella in Sudamerica avviene a pochi giorni dall’incontro al Quirinale con tutti gli ambasciatori latino-americani in occasione della presentazione del nuovo vertice dell’Istituto Italo-Latinoamericano; un viaggio che si collega idealmente con quello realizzato lo scorso anno in Messico e che non soltanto conferma le buone relazioni del nostro Paese con il continente, ma proietta l’Italia verso un ruolo sempre più attivo e incisivo sia nei rapporti bilaterali e nell’ambito dell’Unione Europea che nell’ottica di una rinnovata e aggiornata valorizzazione dell’asset strategico costituito dalla grande presenza delle collettività italiane in questi Paesi.
Nei suoi discorsi a Buenos Aires e Montevideo, rivolgendosi ai Parlamenti riuniti in sessione congiunta e straordinaria e parlando alla nostra collettività, accorsa numerosa ed entusiasta all’incontro con il suo Presidente, il Presidente della Repubblica ha voluto toccare tutti i temi della cooperazione bilaterale, non tralasciando di riferirsi agli anni bui della dittatura e al ruolo che ancora oggi l’Italia ha nella ricerca della giustizia su quei crimini imprescrittibili.
Alla comunità italiana Mattarella ha voluto rendere un dovuto e riconoscente omaggio per il grandissimo apporto dato alla costruzione di questi Paesi e per come hanno tenuto alto il nome e l’immagine dell’Italia; un riconoscimento privo di contenuti nostalgici, orientato semmai al potenziale che il mondo degli “italici” – come lo stesso Presidente ha voluto definirlo – può esprimere con riferimento ai processi di internazionalizzazione del Paese.
L’italianità, ci ha ricordato il Presidente della Repubblica, viveva nel mondo prima ancora dello Stato unitario, grazie ai nostri emigrati, e ancora oggi la nuova emigrazione costituisce un fenomeno complesso e a volte contraddittorio ma sicuramente indice del dinamismo del nostro Paese e della competenza dei nostri giovani.
La storia dei popoli è storia di migrazioni, e anche per questo il Presidente Mattarella ha voluto ricordarci da Buenos Aires e Montevideo come questa storia sia in primo luogo un fattore di crescita e di sviluppo dei popoli, e come di conseguenza l’integrazione e il rispetto per le culture altrui costituiscano un fondamento della nostra democrazia.
Gli italiani all’estero e i Paesi del Sudamerica hanno colto quella che possiamo sicuramente definire una ripresa dell’attenzione delle nostre istituzioni nei loro confronti; sarà anche compito del Parlamento e del “Comitato italiani nel mondo e Promozione del Sistema Paese” accompagnare e sostenere questa sfida con proposte e orientamenti chiari e concreti, affinchè politiche precise e atti normativi possano dare continuità e spessore a tale lungimirante strategia.
Fabio Porta – Deputato Pd Eletto in Sud America – Presidente del Comitato degli Italiani nel Mondo della Camera

Fonte Aise