Nel territorio produttivo e imprenditoriale del Nordest, le Sedi della Convention: Treviso, Venezia e Padova

Il Veneto ben si presta ad ospitare questo importante evento, essendo la terza regione esportatrice italiana con 63,3 miliardi di export nel 2018 verso oltre 200 Paesi e circa il 50% della produzione industriale destinata all’estero, inoltre è la prima regione italiana per i flussi turistici con 69,2 milioni di presenze nel 2018, 16,5 milioni di passeggeri transitano negli aeroporti (Venezia-Treviso è il quarto polo italiano) e 1,6 milioni nel porto di Venezia.

TREVISO (Provincia)
La provincia di Treviso, chiamata anche Marca Trevigiana, in quanto corrispondente a grandi linee al feudo medievale che portava questo nome. Un tempo veniva definita “Marca zoiosa”, cioè zona di confine, vero e proprio ponte naturale fra Venezia e il mondo germanico, ma anche terra festosa, in quanto luogo prescelto dai nobili veneziani per edificarvi quelle sontuose dimore di villeggiatura, che ancora si possono ammirare lungo il Terraglio, antica strada di collegamento tra Treviso e Mestre.

Economia
L’immagine del Nordest produttivo e imprenditoriale deve molto anche al Trevigiano. In pochissimi anni una zona a economia quasi esclusivamente di tipo agricolo, comparto peraltro ancora molto florido e specializzato (come confermano i vigneti di Conegliano e Valdobbiadene, con il rinomato prosecco, e prodotti di nicchia come il radicchio trevigiano DOP), è divenuta uno dei motori dell’economia italiana, in particolare nei settori meccanico, metalmeccanico, tessile, alimentare e dell’abbigliamento, nei quali è stata capace di imporsi a livello mondiale con alcuni marchi prestigiosi come Benetton.
I principali distretti industriali riguardano il settore del mobile, i prodotti in acciaio inox, le calzature e l’abbigliamento sportivo.

VENEZIA
La città, che costituisce un caso urbanistico unico al mondo, è situata su un arcipelago di piccole isole al margine tra la “laguna viva” e quella “morta” (non soggetta al fluire delle maree), a quattro chilometri dalla terraferma e a due dal mare aperto.
La sua posizione geografica (all’estremità dell’Adriatico, tra il continente, la penisola italiana e quella balcanica) e la grande duttilità politica e mercantile dei suoi abitanti ne fecero per più di un millennio una delle più prospere potenze europee e il principale tramite tra l’Europa e l’Oriente.
Il comune comprende anche le isole o i gruppi insulari di Murano, Burano, Mazzorbo, Torcello, Sant’Erasmo, Vignole, La Certosa, San Servolo, San Clemente, Sacca-Sessola e altre, nella laguna, e le lunghe e strette isole del Litorale di Lido e del Litorale di Pellestrina, che separano la laguna dal mare aperto e ospitano i centri balneari e residenziali di Lido, Malamocco, Alberoni, San Pietro in Volta e Pellestrina; la città si stende ampiamente anche sulla terraferma, dove sorgono i grossi agglomerati urbani di Mestre e di Marghera, altri centri minori e i vasti impianti portuali e industriali di Porto Marghera. Venezia è sede patriarcale e universitaria e dal 1987 è stata dichiarata, con la laguna, patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, di cui ospita una sede.

Economia
Gli anni tra la prima e la seconda guerra mondiale costituirono una tappa di capitale importanza per l’economia veneziana. La costruzione del porto commerciale e l’insediamento della zona industriale di Marghera, infatti, contribuirono a trasformare la struttura economica e sociale veneziana, assegnando a ciascuna area della città una precisa funzione: la pesca a Malamocco e a Burano, dove riprese vigore l’artigianato dei merletti; la lavorazione del vetro a Murano; l’attività balneare al Lido; i commerci e la grande industria a Mestre e a Marghera; il nucleo storico assunse invece caratteristiche sempre più residenziali.
Su questa struttura negli anni si è sviluppata, non senza modifiche, la realtà economica della città. L’economia del centro storico si articola oggi su tre principali tipi di attività: turismo, artigianato e servizi. Il movimento turistico, irresistibilmente attratto dalla peculiarità del patrimonio culturale veneziano, alimenta le attività artigianali e il terziario. Lo sviluppo del turismo costituisce tuttavia anche uno dei motivi alla base del disagio che oggi vive la città, ormai quasi trasformata in museo all’aperto e sempre meno dotata di vita propria.
Anche il rilancio (avvenuto nell’ultimo decennio del Novecento) del porto turistico, dove fanno scalo le navi da crociera e passeggeri per la Grecia, l’Egitto e l’area istriana, comporta notevoli problemi, che si aggiungono a quelli legati al fenomeno dell’acqua alta e ai danni arrecati alla laguna dai complessi chimici di Porto Marghera e dagli scarichi delle imbarcazioni a motore (benché da tempo la circolazione nella laguna sia rigorosamente regolata).
Le industrie, di considerevoli dimensioni, sono ubicate sulla terraferma, particolarmente nell’area industriale-portuale di Marghera. Prevalenti sono le attività legate al settore chimico e alla lavorazione di carbone e petcoke, della plastica e dei derivati del petrolio; l’industria è presente anche nei settori meccanico, tessile, dei materiali da costruzione, del legno, vetrario, cartario, dell’abbigliamento, alimentare e della lavorazione della pelle. In continua crescita sono i settori ottico, delle telecomunicazioni e dello smaltimento dei rifiuti industriali. Al porto e all’aeroporto è legata l’attività logistica. L’area veneziana è dotata di infrastrutture ferroviarie, portuali e aeroportuali, mentre denuncia una grave carenza di reti stradali.

PADOVA (Provincia)
Il territorio della provincia di Padova è interamente pianeggiante, a esclusione del gruppo isolato dei Colli Euganei, ed è ricco di acque termali e minerali, sfruttate a scopi terapeutici.

Economia
La trasformazione economica della provincia di Padova prese l’avvio nel secondo dopoguerra, quando il capoluogo affiancò alla tradizione universitaria un settore industriale particolarmente dinamico nei comparti alimentare, metalmeccanico, calzaturiero, tessile e dell’arredamento; quindi proseguì negli ultimi decenni del sec. XX, concentrandosi soprattutto nell’area di confine con le province di Venezia (calzature) e di Verona (mobile d’arte), dove sono stati identificati i relativi distretti industriali.
Molto sviluppato è anche il settore terziario, sostenuto da un lato dalla valenza culturale dell’Università di Padova e dall’altro dal turismo sia d’arte sia termale (nei Colli Euganei ad Abano Terme, Montegrotto Terme, Battaglia Terme).
Una certa importanza continua a rivestire l’agricoltura, i cui prodotti di punta (cereali, barbabietole da zucchero, uva da vino, ortaggi, frutta) sono legati alla disponibilità di vaste distese pianeggianti.

In questo territorio ricco di opportunità e sviluppo, operano le Camere di Commercio di Treviso – Belluno/Dolomiti, Venezia Rovigo e Padova, le quali in collaborazione con il Nuovo Centro Estero Veneto, supportano le aziende e il territorio, attraverso l’attuazione di azioni di promozione e orientamento internazionale ai mercati.