No a demolizione Villa Nemazee a Teheran

La storica Villa Nemazee, a Teheran, progettata nel 1957, da Giò Ponti Potrebbe essere demolita e sostituita da un albergo a cinque stelle di ben 20 piani.

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La Carta del restauro: patrimonio culturale mondiale
Villa Namazee  a Teheran, che Ponti chiamerà,  il “joie d’y vivre”,  ha un altissimo valore architettonico ed è l’unico palazzo firmato da Giò Ponti in Medio Oriente ancora intatto. Un gioiello della nostra architettura, simbolo delle ottime relazioni diplomatiche, commerciali e culturali che l’Iran e l’Italia hanno avuto da sempre. Per scongiurare questo pericolo della ipotetica notizia della distruzione della villa di Giò Ponti a Teheran, per ora sospesa, lanciamo una provocazione, proponendo alle Istituzioni tutte una nuova collaborazione  tra  Università, i Centri di studio e le Scuole di restauro, la stessa racchiusa nel carta del restaruro di Atene: La Conferenza di Atene del 1931 formula un documento, la Carta del restauro di Atene. L’intento della carta è quello di favorire la conservazione dei beni culturali, fissando i principi generali su cui sia legittimo operare nel campo del restauro. Detti principi si basano sulla necessità di tutela del patrimonio artistico ed archeologico dell’umanità, come valore di interesse comune superiore all’interesse privato.” Massimo Borgia, Università Eduna.

Dove c’è architettura c’è Italia.
Essere conservatori italiani in architettura significa solo conservare l’antica energia italiana di trasformarsi continuamente. Scriveva Gio’ Ponti nel 1957 nel libro “Amate L’architettura”: erano gli anni lo studio Ponti realizzava opere straordinarie come il grattacielo Pirelli a Milano e molte altre, non solo in italia ma in giro per il mondo.  L’eredità culturale di Giò Ponti è un patrimonio straordinario non solo per la qualità delle opere che ha lasciato ma anche per la varietà, capace di spaziare dall’ architettura  al design diventando uno dei maggiori rappresentanti dell’ italian style nel dopoguerra. Per il nostro studio, che nel 2013 è stato premiato dal Consiglio nazionale degli architetti come migliore studio italiano,  l’ opera di Giò Ponti ha sempre rappresentato un modello di come combinare la modernità con la cultura e la storia italiana.Lavorando non solo in Italia ma in tutto il mondo abbiamo sempre tenuto presente l’insegnamento di Ponti che proprio nei suoi progetti realizzati all’ estero sapeva  combinare storia e tradizione italiana con il rispetto della cultura locale. Villa Nemazee a Teheran ha un valore straordinario non solo nell’ ambito della storia dell’ architettura moderna ma costituisce uno degli esempi più significativi dell’architettura italiana realizzati all’ estero. Architetto Francesco Fresa,  Studio Piuarch Milano.

Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro.
Nel 1952 Giò Ponti scriveva: “È il momento del disegno industriale, per il gusto, per l’estetica della produzione, lo è per la cultura per la tecnica; lo è per la civiltà per il costume; lo è soprattutto per la nostra Italia, la cui materia prima, la cui vocazione, è sempre stata (e meravigliosamente, e sempre sarà per grazia divina) quella di cui si perdoni l’espressione vecchio stile -“creare il bello”. Nel 1954 veniva istituito il Premio La Rinascente-Compasso d’oro” su sollecitazione di Giò Ponti. Esiste tuttavia un’altra considerazione più strategica e culturale per opporsi alla cortomiranza della “speculazione immobiliare” tesa alla distruzione non creatrice, ma anticolturale, che impedire ai segni della cultura di continuare ad essere un riferimento concreto, visibile. Platone diceva che conoscere è ricordare”, ma forse in modo più preciso conoscere è ri-accordare”, tessere i fili culturali, estetici, materiali, simbolici che legano le generazioni, le comunità, l’evoluzione antropologica delle persone, dei gruppi, dei luoghi. La saggezza del mondo ci ammonisce, segnalando che: un popolo senza memoria è un popolo senza futuro.
Prof. F Schianchi, Politenico di Milano

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