Perù, un’economia complementare per il Belpaese

di Marco Sabatini
DA WWW.EXPORTIAMO.IT

Quando si pensa al Perù una delle prime associazioni che vengono istintive (almeno alle buone forchette) è quella relativa all’ottima cucina locale, diffusamente riconosciuta come la miglior destinazione culinaria del Sud America, mentre rimangono il più delle volte sullo sfondo le caratteristiche economiche del Paese.

Nell’arco dell’ultimo triennio Lima è cresciuta ad un ritmo medio superiore al 3% disegnando un trend di miglioramento interessante (2014: +2,4%; 2015: +3,3%; 2016: +3,7%).

Il Perù è considerato da molti esperti d’economia uno dei mercati emergenti dell’America Latina non solo perché vanta una crescita ininterrotta da 87 mesi (ultimo dato disponibile dicembre 2016) ma anche perché, secondo le stime del Fondo Monetario, il Paese continuerà a crescere ad una media del 4,8% fino al 2020.

Anche gli altri indicatori macroeconomici sono positivi con un PIL pro capite in aumento ($ 13.000), un tasso di disoccupazione che rimane inferiore al 6% e una bilancia commerciale che fa segnare un sostanziale equilibrio (nel 2016 export ed import si sono attestati infatti a circa $38 miliardi).

Va sottolineato che la crescita del Perù non rappresenta una novità dal momento che, nell’ultimo decennio, il Paese ha registrato un incremento del PIL superiore al 6% annuo.

Quest’epoca di prolungata espansione ha favorito lo sviluppo di una classe media ed ha aiutato circa 4 milioni di persone ad uscire dalla povertà.

La capitale del Paese, Lima, conta quasi 10 milioni di abitanti ed è una città in fermento, dinamica e ricca di opportunità specialmente per quel che riguarda il settore infrastrutturale, un comparto che offre ottime possibilità di investimento in particolar modo per le commesse pubbliche nei seguenti ambiti: infrastrutture viarie, trasporti e comunicazioni, strutture ospedaliere.

Nel 2016 sono infatti partiti una serie di grandi progetti fra cui citiamo quello relativo alla costruzione di una nuova linea di metropolitana a Lima (in cui è coinvolta l’italiana Salini Impregilo) e la costruzione di un’autostrada di 33 km con lo scopo di creare una via alternativa che permetta di ottimizzare la circolazione dalla zona nord e l’est di Lima con il resto della cittá.

064-065-peru-2I lavori relativi alla metropolitana sono molto importanti perché l’opera collegherà tredici quartieri della città, ridurrà di due ore e mezzo i tempi di viaggio per più di 1,2 milioni di pendolari e dimezzerà il traffico in modo ecosostenibile, contribuendo a ridurre l’inquinamento atmosferico di una delle megacities più trafficate al mondo.

Per quel concerne invece il settore energetico sono stati recentemente lanciati 23 nuovi progetti basati sulle rinnovabili e va inoltre segnalato che nel 2018 partiranno i lavori che prevedono l’ammodernamento dell’aeroporto internazionale Jorge Chàvez sito Lima.

Nella capitale si riscontra anche un ottimo stato di avanzamento di numerosi progetti che prevedono la costruzione di scuole, centri commerciali, hotel e nuovi edifici a fini residenziali.

Fra i principali centri commerciali – che offrono buone opportunità ai prodotti italiani, soprattutto manifatturieri, edili, agroalimentari, arredi e design – è bene citare in particolare il Mall del Sur, il Jockey Plaza ed il Megaplaza.

Opportunità per il Made in Italy. In primo luogo quando si parla di Perù in termini di business occorre ricordare che, in base al report Doing Business della Banca Mondiale, questo è il terzo Paese in America Latina dove è più facile fare affari.

Inoltre Lima ricopre un importante ruolo all’interno dell’Alleanza del Pacifico e presenta così agli investitori internazionali svariate opportunità sia in ambito commerciale sia in ambito finanziario.

Per quel che concerne i rapporti con il Belpaese essi rimangono molto buoni data la sostanziale complementarietà dei due sistemi produttivi: in effetti mentre l’Italia si distingue per essere fra i più importanti esportatori di macchinari e attrezzature nel mondo il Perù ha, dal canto suo, una assoluta necessità di incrementare e migliorare la propria dotazione di macchinari e più in generale di know-how tecnico.

Gli ultimi dati sull’interscambio Italia-Perù disponibili parlano di una cifra complessiva che si aggira intorno ai 1,1 miliardi euro, con un saldo commerciale positivo a favore dell’Italia per circa 100 milioni di euro.

Oltre ai macchinari, che ricoprono più del 40% del totale del nostro export nel Paese, si segnalano altri settori in cui il Made in Italy va forte in Perù fra cui mezzi di trasporto, apparecchi elettrici, prodotti chimici e prodotti in metallo.


 

Peru, a Complementary Economy for Italy

When you think of Peru, one of the first instincts (at least for gourmands) is to associate the country to good cuisine, considering that the country is the best culinary destination of South America; one hardly thinks of the Peruvian economy.

Over the last three years, Lima has grown at an average rate of 3%, yielding an interesting improvement trend (2014: +2.4%; 2015: +3.3%; 2016: +3.7%).

Peru is considered by many economy experts one of the emerging markets of Latin America, not only because it boasts 87 months of uninterrupted growth (according to the latest available data issued December 2016), but also because, according to IMF estimates, the country is poised to grow at an average of 4.8% until 2020.

Other macroeconomic indicators are positive, with an increasing per capita GDP ($ 13,000), unemployment rate remaining below 6% and good trade balance (in 2016, exports and imports stabilized at about $ 38 billion).

It must be emphasized that Peru’s growth is not new since in the last decade, the country recorded an increase in the annual GDP of over 6%.

This period of prolonged expansion promoted the development of the middle class, bringing nearly 4 million people out of poverty.

The country’s capital, Lima, has nearly 10 million inhabitants and is a dynamic and bustling city full of opportunities, especially with regard to the infrastructure sector, which offers excellent investment and public procurement opportunities, particularly in the following areas: road infrastructure, transport and communications, and hospitals.

In 2016, a series of new projects was kicked off, the most significant of which is the construction of a new metro line in Lima (in which the Italian firm Salini Impregilo is involved), and the construction of 33 km of highway intended to create an alternative route, thus optimizing circulation from the north and east of Lima with the rest of the city.

Works for the metro construction are especially important because the line will connect thirteen city districts, reduce travel times by two and a half hours for more than 1.2 million commuters and cut traffic in general in an environmentally friendly way, thus helping reduce air pollution in one of world’s busiest megacities.

As it pertains to the energy sector, 23 new renewable energy projects have recently been launched; it should also be mentioned that, in 2018, works will start for the modernization of the Jorge Chàvez International Airport in Lima.

In addition, numerous projects in progress have advanced considerably, with some of them involving the construction of schools, shopping malls, hotels and new residential buildings.

Among the major shopping centers – which offer good opportunities for Italian products, especially those from the manufacturing, construction, agri-food, furnishings and design sectors – we cite the Mall del Sur, Jockey Plaza and Megaplaza.

Opportunities for Made in Italy Products. First off, when it comes to Peru in terms of business, it should be noted that, according to the Doing Business Report issued by the World Bank, Peru is the third most business-friendly country in Latin America.

In addition, Lima also plays an important role within the Alliance of the Pacific, and, thus, offers many opportunities to international investors both in the trade and finance sectors.

As regards relations with Italy, they remain very good, given the substantial complementarity of the two countries’ production systems: indeed, while Italy stands out as among the most important exporters of machinery and equipment in the world, Peru has, for its part, an absolute necessity to increase and improve its allocation of machinery and more generally its technical know-how.

The last Italian-Peru trade data available point to an overall figure of about 1.1 billion Euro, with a positive trade balance in favor of Italy for about 100 million Euro. In addition to machinery, which covers more than 40% of the total Italian exports, other Made in Italy products exported to Peru include means of transport, electrical appliances, chemical products and metal products.