Rapporto Ance 2016

Presentato alla Farnesina il Rapporto Ance 2016 sulla presenza delle imprese italiane di costruzione all’estero. Lo studio è realizzato dall’Ance congiuntamente con il Maeci

di Domenico Calabria

La presentazione, seguita anche il egretario generale della Farnesina Elisabetta Belloni – è stata introdotta da Vincenzo De Luca, direttore generale del Maeci per la Promozione del Sistema Paese. “Sono dieci anni che la Farnesina e la nostra rete diplomatica all’estero – ha ricordato De Luca – accompagnano le imprese italiane del settore delle costruzioni, che evidenziano capacità tecnologiche, in uno sforzo importante per il Sistema Paese e per la nostra crescita economica all’estero”.
Il Ministro Gentiloni, nel suo intervento ha sottolineato di essere particolarmente colpito dalla crescita del fatturato del settore estero delle imprese italiane di costruzione negli ultimi tre o quattro anni. “Un risultato positivo che è stato conseguito nonostante la crescente instabilità di alcune aree del mondo e l’andamento del prezzo del petrolio che ha inciso negativamente sul bilancio di vari Paesi dove operano le nostre aziende. A fronte di queste difficoltà – ha affermato il ministro degli Esteri – si evidenzia tuttavia dal mio punto di vista la capacità delle nostre imprese di aumentare in modo consistente contratti e attività all’estero. Inoltre la presenza di queste aziende in 89 Paesi assomiglia parecchio alla mappa delle priorità geopolitiche del nostro paese, stiamo parlando prevalentemente di Europa, Medio Oriente e Africa, non perché manchino investimenti o grandi contratti nelle Americhe e in Asia, ma certamente queste aree sono le grandi priorità italiane.
Gentiloni, dopo aver ricordato che l’Africa con la sua domanda di infrastrutture offre grandi opportunità per le nostre imprese, ha evidenziato come il successo delle aziende italiane sia dovuto alla nostra capacità sia di costruire grandi opere e vie di comunicazione, sia di riconoscere il valore del lavoro dei propri dipendenti in contesti molto diversi da quello italiano ed europeo. “Noi non siamo un paese che va a fare infrastrutture chiavi in mano, – ha precisato Gentiloni – siamo un paese che lascia traccia col proprio intervento, che ogni tanto fa filiera con altre imprese italiane di settori collegati, e che comunque tende a valorizzare le economie locali e il ‘know-how’ delle imprese locali, credo che questo sia uno dei fattori che è più apprezzato nella nostra attività all’estero”.

Oltre 230 nuovi cantieri aperti all’estero dalle imprese italiane di costruzione nel 2015 per un totale di 17,2 miliardi di euro e un fatturato cumulato oltreconfine che raggiunge quota 12 miliardi, con un aumento del 14,5% rispetto all’anno precedente. Una crescita che si consolida per l’undicesimo anno consecutivo e che vede le aziende italiane del settore attive stabilmente in 89 Paesi con contratti di costruzione per oltre 87 miliardi di Euro. Da sottolineare, in particolare, il forte aumento della presenza delle imprese italiane di costruzione sui mercati più sviluppati: 7 miliardi di commesse acquisite in 21 Paesi Ocse che rappresentano circa la metà del totale dei contratti sottoscritti nel 2015.


The 2016 Ance Report

The presentation, which was also attended by the Foreign Ministry’s Secretary General, Elisabetta Belloni, was introduced by Vincenzo De Luca, the Ministry’s Director General for the Promotion of the National Economic System. “The Foreign Ministry and our diplomatic network abroad have been assisting Italian companies with significant technological skills operating in construction industry for ten years now”, De Luca explained, “in a major effort to boost our National Economic System and to further our economic growth abroad.”
In his speech, Minister Gentiloni emphasized that he was particularly impressed by the growth of the Italian construction companies’ foreign sector turnover over the past three or four years. “Positive results have been achieved despite the increasing instability in certain areas of the world and the trend in oil prices, which have had a negative impact on the budgets of various countries in which our companies operate. Despite with these difficulties”, the Foreign Minister continued, “it seems to me that our businesses have shown a marked ability to consistently increase their contracts and activities abroad. Furthermore, the 89 countries in which these companies are present are consistent with the map of our country’s geopolitical priorities. We’re mainly talking about Europe, the Middle East, and Africa, not because there is any lack of investments or major contracts in the Americas or Asia, but these areas certainly represent the greatest priorities for Italy.”
After having noted that Africa, with its demand for infrastructures, offers enormous opportunities for our companies, Gentiloni pointed out that the Italian companies’ success is owed to their ability to carry out large projects and to create major communication pathways, as well as to recognize the value of their employees’ work, in contexts that are quite different from those of Italy and Europe. “We are not a country that aims to create turn-key infrastructural solutions”, Gentiloni explained. “We are a country that makes a mark with its interventions, that occasionally creates chains with other Italian companies in related fields, and that tends to exalt the value of the local economies and the ‘know-how’ of local businesses. I think that this is one of the factors that is most greatly appreciated about our business activities abroad.”

Italian construction companies opened over 230 new work sites abroad in 2015, for a total turnover of € 17.2 billion, and a total foreign sales figure amounting to € 12 billion, which marks an increase of 14.5% with respect to the previous year. This growth, which has been consolidated for the eleventh consecutive year, shows that the Italian companies in the industry have been operating consistently in 89 countries, with construction contracts worth over € 87 billion. In particular, it should be noted that there has been a significant increase in the number of Italian construction companies present on the more developed markets: € 7 billion in contracts have been awarded in 21 OECD countries, which represent nearly half of the total contracts signed in 2015.