Regno Unito, l’industria dell’accoglienza: un paradiso perduto?

“L’industria dell’accoglienza: un paradiso perduto?” è lo studio realizzato dall’Associazione Taleted Italians, allo scopo di  analizzare l’emigrazione italiana verso il Regno Unito in svariati settori.

di Stefano POTORTÌ (Manager nel settore dell’Hospitality e della consulenza)*.

L’Inghilterra con Londra in particolare, ha vissuto un periodo di forte crescita specialmente fino al 2016, l’anno del Referendum sulla Bexit. Fino ad allora, ogni anno, abbiamo visto aumentare il numero dei nostri connazionali trasferirsi dal Bel Paese a Londra, gli investimeti e, in generale, gli incrementi dei rapporti commerciali tra i due paesi. Negli ultimi due anni, invece, stiamo registrando un rallentamento dovuto principalmente all’incertezza del futuro in caso di No Deal o Deal non vantaggioso per il libero mercato. 

Lo studio rivela che l’industria dell’ospitalita’ ha avuto un enorme crescita tra il 2009 e il 2016 (da 61.192 a 83.635 ristoranti e compagnie di servizi alimentari) creando migliaia di opportunita lavorative per giovani (e non) italiani che hanno voluto lasciare il loro paese, trasferendosi a Londra per un opportunita’ ed un nuovo inizio. Trovare un lavoro in un ristorante a Londra era molto facile, infatti, di norma, si impiegava circa una settimana dall’arrivo in citta’ e non era richiesta alcuna esperienza pregressa. Un mercato in crescita, un sistema meritocratico, e, soprattutto, un salario migliore di quello percepito in Italia (considerando la combinazione tra salario lordo e mancie), unito all’opportunita’ di avanzamento di carriera sono solo alcune delle ragioni che hanno spinto un ingente numero di persone a scegliere Londra come destinazione per il loro cambiamento di vita, o per una opportunita’ piu profittevole di continuare la professione gia’ iniziata in Italia.

Per molti, l’industria della ristorazione era solo un punto di inizio per ambientarsi nella citta’, migliorare le proprie abilita con la lingua, e, successivamente iniziare a cercare un lavoro in un settore differente dopo qualche mese. Questo spiega, parzialmente, l’elevato numero di italiani, arrivati a Londra e, in possesso di una laurea, per lavorare nel settore dell’accoglienza.

La maggioranza delle persone che si trasferivano a Londra erano tra i 18 e 32 anni.

Sommario dei salari annuali per industria nel 2017:

Salari annuali di personale in ristorazione, per tipo di lavoro
(in migliaia, Valuta: Stelina)
Minimo Media Massimo
Area o Manager Operativo 40 55 100
Assistante General Manager 26 28 36
Assistente Manager 21 25 28
Bar Manager 19 25 31
Chef de partie 22 25 29
Commis Chef 16 18 19
Chef Esecutivo 40 50 80
General Manager 30 35 75
Capo Chef 30 40 65
Risorse umane o Training Manager 25 34 45
Pasticcere 19.5 22 28
Sous chef 28 35 40
Supervisore o Capo Camerieri 18 22 24

 

In un report del KMPG di Marzo 2017 viene riportato: “Il settore dell’Ospitalita’ nel Regno Unito e’ altamente alimentato da cittadini Europei, con una percentule che varia dal 12,3% al 23,7% della forza lavorativa del settore formato da migranti europei”. Londra stessa dipende da lavoratori europei che contano tra il 26% e 38%  della sua forza lavorativa. I settori dei servizi come: Hotel (22,1% – 34,1% e’ composto da cittadini Europei) e ristorante (13,8% – 26,1% cittadini Europei), staff addetto alle pulizie (37.1% cittadini Europei) sono i maggior settori dove possiamo trovare i cittadini Europei. Il report stima, inoltre, che il settore dell’Ospitalita’ richiede circa 62.000 migranti europei per anno per mantenere il suo attuale livello di attivita’.

La situazione post-referndum ha prodotto diversi scenari differenti per l’industria. Oltre il crescente numero di ristoranti che hanno cessato la loro attivita negli ultimi 12 mesi, i gestori stanno incontrando grandi difficolta’ nella selezione del personale. Un sondaggio di 100 proprietari di ristoranti mostra come l’80% pensa che ci siano sempre minor persone disposte a trasferirsi a Londra e trovare lavorato nel mercato dell’Ospitalita’ rispetto ad un anno fa. E’ anche diventato sempre piu difficle trovare personale che gia’ vive Londra, un chiaro segno che molte persone hanno lasciato la capitale per cercare opportunita’ di lavoro da qualche altra parte.

Rimane ancora troppo presto per avere una chiara visione del fenomeno, ma alcune delle cause possono essere:

  • La debolezza della Sterlina rispetto all’Euro, rende alcuni paesi europei o, citta inglesi fuori Londra, molto piu’ attraenti
  • L’incertezza della regolamentazione post Brexit sta creando un sentimento generalmente negativo
  • Con diversi ristorante in chiusura, molte persone sono preoccupate di una possible recessione
  • Articoli negativi da parte della stampa causano ulteriori preoccupazioni.

L’industria sta gia’ sperimentando una riduzione del personale, e, in aggiunta, le restrizioni imposte sui lavoratori inglesi rifletteranno un piu’ grande divario nell’occupazione: ovvero non ci saranno abbastanza risorse europee per riempire i posti di lavoro vacanti in Gran Bretagna, e la bassa disoccupazione nel Regno Unito mostra che i disoccupati Britannici non sono sufficienti per coprire tutte queste posizioni.

Distribuzione di impiegati UK e EU nel settore dell’ospitalita’, per occupazione:

Occupazione per gruppi Nati in Uk Cittadini EU Resto del mondo
Posizioni manageriali e professionali piu’ elevate 3,4% 0,7% 2,1%
Posizioni manageriali e professionali meno elevate 18,6% 9,9% 14,1%
Occupazioni Itermedie 4,3% 3,5% 5,3%
Piccoli impiegati e lavoratori in proprio 10,6% 2,5% 11,4%
Piccoli supervisori e tecninci 21,2% 35,7% 27,2%
Semi-routine occupations 20,9% 20,2% 20,6%
Routine occupations 21,1% 27,6% 19,3%

 

Percentuale di lavoratori in ogni ruolo occupati da cittadini EU:

Ruolo lavorativo Percentuale di lavoratori in ogni ruolo composto da cittadini EU
Personale Bar 11,3%
Catering e Bar Managers 20,8%
Chefs 24,6%
Supervisori e manager di servizi di pulizia 23,7%
Cuochi 15,4%
Servizio di assistenza clienti 4,7%
Manager servizio clienti e supervisori 7,2%
Hotel e Accomodation Manager e Proprietari 13,5%
Adetti alle Pulizie 37,1%
Assistenti di cucina e catering 21,6%
Altri 15,7%
Adetti Reception 18,7%
Camerieri 75,3%

 

Conclusioni

La discussione dello scenario attuale dimostra che l’industria dell’ospitalita’ e’ gia’ stata affetta dai risultati post-Brexit. Ogni accordo UK-EU che restringe la liberta’ di movimento degli individui (o un risultato non accordato) risultera’ in una diminuzione del personale che non potra’ essere riempita dai soli lavoratori Britannici, soprattutto considerando il basso tasso di disoccupazione del paese. Un periodo di transizione dove non si ha alcun cambiamento dell’attuale legislazione permettera’ agli operatori di implementare un piano di contingenza che non potra’ essere portato a termine nel presente data l’incertezza riguardo la legislazione futura.

*Stefano Potortì, calabrese di nascita, vive e lavora a Londra dal 2003. Laureato in Economia con specializzazione in Marketing& Comunicazione Internazionale nel settore Hospitality e Turismo, ha ricoperto diversi ruoli manageriali in Business ristorativi di successo. Dal 2009 e’ Managing Director della Sagitter One, societá di consulenza leader a Londra e specializzata nel fornire servizi A-Z ad attivita’ ristorative e di catering e recentemente selezionata da Goldman Sachs 10,000 Small Businesses UK programme. Stefano é anche Vice Presidente e Executive Director e board member del Consiglio della Camera di Commercio Italiana a Londra e co-fondatore della delegazione FIC UK (Federazione Italiana Cuochi).