Renzi: vi racconto la missione americana

èItalia 113 – Made in Italy

In Nevada Matteo Renzi inaugura impianto Green Power dell’Enel. A Chicago visita i laboratori Fermi e incontra le aziende italiane che investono negli USA, cantando poi col sindaco Emanuel al ritmo dei Blues Brothers. A Boston annuncia importante accordo con IBM. Discorso alla Harvard University. Vertice nucleare di Washington

Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, come ormai consuetudine, affida al web il resoconto ed il bilancio della sua missione negli Usa. “Sono appena rientrato da una bella missione di quattro giorni negli Stati Uniti. E vi confesso di essere molto felice dei risultati. Trentamiladuecentocinquantasette km, novantasei ore, quattro Stati toccati. Eccovi 10 flash per sintetizzare i risultati”.

NEVADA, ENEL. StillWater, Fallon, Nevada: in una parola Far West. Qui l’Enel di Francesco Starace ha realizzato una delle centrali di energie rinnovabili più innovative del mondo. Del mondo, sì. Perché altro che storie, l’Italia è anche questo: il massimo dell’innovazione. E mentre eravamo in visita alla centrale, la notizia della vittoria di una gara molto importante sull’energia in Messico: 1,5 miliardi di euro di investimenti. Il futuro dell’energia è la tecnologia: non sprecare ciò che la natura ci offre è la priorità.

CHICAGO, LA CORSA. Il sindaco di Chicago si chiama Rahm Emanuel. È un leader tosto, che è stato in passato capo dello staff del presidente alla Casa Bianca. Siamo andati a correre insieme, lungo il lago, alle 6.30 del mattino. E mentre discutevamo di Trump e di primarie, di Europa e terrorismo, di economia e scuole lo vedevo improvvisamente accendersi quando poteva mostrarmi una pista ciclabile nuova o un investimento in corso. I sindaci li riconosci da questo: sono innamorati delle proprie città, sono entusiasti di realizzare progetti che vedono crescere sulla carta e poi nella realtà. Anche per questo penso che una delle carte più importanti che il nostro Governo sta giocando sia quella di sbloccare gli investimenti, finalmente: non solo i grandi progetti come Pompei o la Variante di Valico, come il Brennero o la Salerno Reggio Calabria. Ma anche i (presunti) piccoli progetti, dall’edilizia scolastica, alle strade con le buche. Aver sbloccato il patto di stabilità è una delle riforme più importanti del nostro mandato.

LA SCUOLA ITALIANA. Abbiamo inaugurato una nuova scuola italiana, organizzata sul modello di Reggio Children. Perché ci lamentiamo sempre di tutto, ma anche quando si parla di educazione siamo un punto di riferimento nel mondo. E questa scuola non servirà soltanto i figli della comunità italiana, ma tante famiglie di Chicago. Nella (bella) palestra ho provato un tiro da tre, fallendo miseramente e dimostrandomi una volta di più incompatibile con il basket. Ma la gioia delle famiglie, dei volontari, dei donatori resterà a lungo impressa nel mio cuore. Che bello poter imparare l’italiano, che bello poter crescere con un metodo italiano, è bello e importante mantenere viva la nostra cultura fuori dall’Italia per la crescita delle future generazioni.

GLI SCIENZIATI DEL FERMILAB. Abbiamo poi visitato il FermiLab, poco fuori la città. È stato come concludere un percorso iniziato al Cern di Ginevra e proseguito all’Aquila, al Gran Sasso. Tanti, tantissimi italiani non solo tra i ricercatori, ma anche nelle aziende leader che costruiscono macchinari. E mentre camminavo per i laboratori, accompagnato da un italiano premio Nobel, Carlo Rubbia, e persone che forse il Nobel lo prenderanno presto, ho pensato che i 2,5 miliardi sulla ricerca che finalmente abbiamo sbloccato sono il miglior investimento sul futuro del nostro Paese: non c’è ricchezza più grande del capitale umano. Soprattutto in Italia. Nessuna intelligenza artificiale sostituirà mai il valore dei nostri cervelli.

EXPORT E MANIFATTURA 4.0. A proposito di intelligenza artificiale e digital: all’Università di Chicago abbiamo discusso di come la manifattura cambierà volto nei prossimi anni. E lo abbiamo fatto insieme ad alcuni dei protagonisti di oggi e di domani, tra i quali Diego Piacentini, manager mondiale di Amazon che ha deciso di regalarci due anni del suo tempo – gratis – per aiutare l’Italia a essere protagonista del digitale. L’Export Italia Usa è cresciuto alla grande, soprattutto nell’agrolimentare (visitando Eataly ne abbiamo avuto una conferma diretta): in un anno siamo passati da 29 a 36 miliardi. Ma io sono certo che investendo sull’innovazione, il meglio debba ancora venire.

LA CENA E L’AUTO. Alla cena ufficiale abbiamo dimostrato di essere incompatibili anche con la musica, non solo con il basket, accompagnando in modo indecente un artista blues in “Sweet home Chicago”. Ma il momento più forte della cena è stato il confronto sul passato e il futuro dell’industria dell’auto. Al tavolo infatti avevamo tra gli altri Sergio Marchionne. Che con Emanuel e il suo team è stato protagonista del salvataggio della Chrysler, la scommessa industriale di Obama più riuscita. Due anni fa eravamo soli a sostenere il progetto italiano di Marchionne. Oggi i numeri parlano per lui: se la Basilicata produce le Jeep per il mercato americano è merito suo, che ci ha creduto quando tutto il pensiero dominante in Italia sapeva solo criticare. Ricordate quando nei talk show chi lo difendeva prendeva fischi su fischi e gli applausi erano tutti per i sindacalisti anti Marchionne? Guardate i dati della produzione di auto in Italia anche a marzo. Fate il conto dei posti di lavoro. E domandiamoci se per quelle che La Pira chiamava “le attese della povera gente” sia più utile creare lavoro o lanciare solo slogan demagogici.

BOSTON, CERVELLI A COLAZIONE. Prima colazione intrigante con una quindicina di giovani cervelli italiani che stanno a Boston. Idee, proposte concrete, progetti di apertura di startup a Palermo e a Napoli. È importante uscire dalla retorica trita e ritrita della fuga dei cervelli: in un mondo globale stare all’estero può non essere una fuga ma un’occasione anche per il territorio d’origine. A condizione che si affermi la legalità, si riduca la burocrazia e si crei finalmente una finanza per le piccole imprese in grado di far girare le idee. E di realizzare i sogni che tanti di questi ragazzi hanno.

IL PROGETTO IBM WATSON E L’AREA EXPO. Forse il risultato più importante sotto il profilo economico: un investimento di IBM da oltre cento milioni di dollari nel progetto Post-Expo di Milano. Vivremo sempre di più, fortunatamente. E sarebbe bene cercare di vivere meglio, con un’alta qualità della vita, attenti alla salute fisica e mentale. Per questo alcune big dell’innovazione mondiale stanno scommettendo sul nostro progetto chiamato Human Technopole che abbiamo immaginato nell’area che ha ospitato l’Expo. E IBM ci mette soldi, visione e il proprio fiore all’occhiello: Watson Healthcare. Un abbraccio affettuoso a chi voleva fare del post-expo un progetto piccolo piccolo ad uso e consumo dei soliti noti. Noi per l’area dell’Expo vogliamo semplicemente il meglio, con un progetto internazionale e criteri di meritocrazia e trasparenza. Tutto qui.

HARVARD. Ormai sta diventando una consuetudine: in tutti i viaggi cerco sempre di incontrare gli studenti e i professori di una università. Credo infatti che proprio in queste aule si respiri il futuro più che altrove e ritengo sia un dovere civico confrontarsi con il corpo docente e gli studenti. Il tour universitario è partito a Bologna, nell’università più antica del mondo, ma ha toccato la Germania e il Kenya, il Cile e il Senegal, la Sorbona e Georgetown. In questa missione ho avuto l’onore di poter parlare ad Harvard, uno dei più prestigiosi templi del sapere. Se non vi scandalizzate dell’inglese qui trovate il mio intervento: ho parlato di economia, di riforme istituzionali, di Europa e terrorismo. Della proposta italiana di “un euro per la sicurezza un euro per la cultura”. Della necessità di cambiare direzione alla politica economica di Bruxelles. Della stabilità finalmente ritrovata in Italia. Continueremo a girare per università con le proposte italiane per un’Europa più umana.

SUMMIT NUCLEARE – WASHINGTON. Una delle grandi eredità di Obama è questa iniziativa sulla lotta alla proliferazione e sulla sicurezza nucleare. Il vertice di Washington (nel quale ho portato tra gli altri l’esempio della scuola internazionale di Trieste) è andato esattamente in questa direzione. Ci sarà tempo da qui a novembre per una riflessione più approfondita sul lascito politico della presidenza Obama in politica estera, a cominciare da Cuba e dall’Iran. Intanto possiamo dire che questo vertice è stato un passaggio utile nella giusta direzione. E speriamo che i segnali positivi che arrivano dalla Libia siano confermati nelle prossime settimane: l’Italia lavora silenziosamente in questa direzione, tutti i giorni.
E dopo questa bella missione, adesso sto fisso a Roma per qualche giorno. Anzi, riprendiamo il filo diretto non solo con chi mi scrive a matteo@governo.it ma anche sui Social.


 

Renzi: let me tell you about American mission

Matteo Renzi inaugurates Enel’s Green Power plant in Nevada. In Chicago, visiting the Fermi laboratories and meeting with Italian companies investing in the United States, then singing with Mayor Emanuel to the rhythms of the Blues Brothers. In Boston he announces an important agreement with IBM. Speech at Harvard University. Nuclear Summit in Washington

As has become customary, the Prime Minister of Italy, Matteo Renzi, entrusts the web with a summary and report of his visit to the U.S.A. “I have just returned from a beautiful four-day trip to the United States. I confess to being very happy with the results. 30,257 km, 96 hours, four states visited. Here are 10 points to sum up the results.

NEVADA, ENEL. StillWater, Fallon, Nevada: in two words, Far West. It is here, under Francesco Starace, that Enel has created one of the most innovative renewable energy power plants in the world. Yes, in the world. Because aside from history, Italy is also this: the ultimate in innovation. While we were visiting the power station came news of the victory for a very important tender on energy in Mexico with 1.5 billion euro in investments. The future of energy is technology and not wasting that which nature offers us is the priority.

CHICAGO, THE RUN. The Mayor of Chicago is named Rahm Emanuel. He is a tough leader, who was once Chief of Staff to the President in the White House. We went running together by the Lake at 6.30 in the morning. While we were talking about Trump and the primaries, of Europe and terrorism, economics and schools, I saw him suddenly light up when he could show me a new bike path or an investment under way. Mayors are recognisable by this: they are in love with their own city, they are excited to implement projects that show growth on paper and also in reality. It is also why I think one of the most important cards that our government is playing is that of finally unblocking investment. Not only major projects such as Pompeii or the Variante di Valico motorway, such as the Brennero rail tunnel or the Salerno-Reggio Calabria motorway. But also the (supposedly) small projects, from school buildings to potholed roads. Having unlocked the Stability and Growth Pact is one of the most important reforms of our mandate.

THE ITALIAN SCHOOL. We launched a new Italian school, organised on the model of Reggio Children. We always complain about everything, yet when it comes to discussing education, we are a point of reference for the world. This school will not only serve the children of the Italian community, but many other families in Chicago. In the (very striking) gym I tried a three-point shot, failed miserably and demonstrated yet again my incompatibility with basketball. But the joy of the families, volunteers and donors will long remain imprinted in my heart. How wonderful to be able to learn Italian, how fantastic to be able to grow with an Italian method. It is beautiful and important to keep our culture alive outside of Italy for the growth of future generations.

THE SCIENTISTS OF FERMILAB. We then visited FermiLab, just outside the city. It was the conclusion of a journey commenced at Cern in Geneva that continued on to Aquila, to Gran Sasso. There were many, many Italians not only amongst researchers, but also in leading machinery construction companies. As I walked to the laboratories, accompanied by Italian Nobel Prize winner, Carlo Rubbia, and people that will perhaps win a Nobel prize soon, I thought that the 2.5 billion on research that we have finally unlocked will be the best investment in the future of our country: there is no greater wealth than human capital. Especially in Italy. No artificial intelligence will ever substitute the value of our brains.

EXPORT AND MANUFACTURING 4.0. With regards to artificial and digital intelligence, at the University of Chicago we discussed how manufacturing will change face in the coming years. We spoke together with some of the leaders of today and tomorrow, amongst whom Diego Piacentini, Amazon’s worldwide manager who has decided to give us the gift of two years of his time – free of charge – to help Italy be a leader in digital. Italian-American exports grew significantly, especially for agrifood products (visiting Eataly gave us direct confirmation): in one year we went from 29 to 36 billion. Yet I am certain that investing in innovation, the best is yet to come.

DINNER AND THE CAR. At the official dinner, we proved ourselves to be incompatible not only with basketball, but also with music, shockingly accompanying a blues artist in ‘Sweet Home Chicago’. However, the most marked moment of the dinner was comparing the past and future of the automotive industry. Amongst others at the table, in fact, we had Sergio Marchionne. With Emanuel and his team, he was the leader in the rescue of Chrysler, Obama’s most successful industrial bet. Two years ago, we were the only supporters of Marchionne’s Italian project. Today, the numbers speak for him: if the Basilicata region produces Jeeps for the American market, it is because of him, who had faith when the dominant thinking in Italy was only to criticise. Remember on talk shows when anyone who defended him would be booed, whilst the cheers were saved for the anti-Marchionne trade unionists? Take a look at the data on automotive production in Italy even in March. Take into account the number of jobs. Now let’s ask ourselves whether for what La Pira called ‘the hopes of poor people’, it is more useful to create jobs or to just launch demagogic slogans.

BOSTON, BRAINS AT BREAKFAST. An intriguing breakfast with about fifteen young Italian minds who are in Boston. Ideas, concrete proposals, start-up launch projects in Palermo and Naples. It is important to escape from the rehashed rhetoric of brain drain: in a global world, to be abroad does not have to be a drain but can also be an opportunity for one’s territory of origin. The proviso is that you affirm the legality, reduce the bureaucracy and finally create finance for small businesses able to put their ideas into action. And to realise the dreams that so many of these young people have.

THE IBM WATSON PROJECT AND THE EXPO AREA. Perhaps the most important achievement in economic terms: an investment of IBM of more than a hundred million dollars into the Post-Expo project in Milan. Fortunately, we will live longer and longer. Thus, it would be good to try to live better, with a high quality of life, paying attention to our physical and mental health. As such, certain heavyweights in global innovation are betting on our project called Human Technopole, which we imagined in the area that hosted Expo. IBM shall invest money, vision and its own pride and joy: Watson Healthcare. A big hug to those who wanted to undertake a small Post-Expo project for the use and consumption of the usual suspects. We simply want the best for the Expo area, with an international project and criteria of meritocracy and transparency. That’s all.

HARVARD. By now, it has become a habit: on all trips, I always try to meet with the students and professors of a university. I believe that precisely in these classrooms, it is possible to breathe in the future more than anywhere else and I maintain that it is a civic duty to meet the teaching staff and students. The university tour started in Bologna, in the oldest university in the world, but has since included Germany and Kenya, Chile and Senegal, the Sorbonne and Georgetown. On this trip, I had the honour of being able to speak at Harvard, one of the most prestigious temples of knowledge. If you are not scandalised by the English, here you will find my talk: I spoke of the economy, institutional reform, of Europe and terrorism. Of the Italian proposal of ‘a euro for security, a euro for culture’. Of the necessity to change direction on economic policy in Brussels. Of the stability finally recovered in Italy. We will continue to travel to universities with Italian proposals for a more humane Europe.

NUCLEAR SUMMIT – WASHINGTON. One of the great legacies of Obama is this initiative combating nuclear proliferation and safety. The Washington Summit (in which I presented, among others, the example of the international school of Trieste) went precisely in this direction. There will come a time between now and November for deeper reflection on the political legacy of the Obama Presidency in foreign policy, beginning with Cuba and Iran. In the meanwhile, we can say that this summit was a useful step in the right direction. We hope that the positive signals coming from Libya will be confirmed in the upcoming few weeks. Italy works silently in this direction, every day.
And after this beautiful trip, I will be in Rome for a few days. Still, we can return to the direct lines of communication not only by writing to me at matteo@governo.it but also through social media.”