Riva del Garda, in corso la 25ª Convention mondiale delle CCIE

E’ in corso a Riva del Garda la 25esima Convention mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’estero che è organizzata quest’anno dalle Camere di Commercio di Trento e Bolzano e da Assocamerestero. Per iniziare i lavori, si è tenuto il convegno “Il ruolo delle reti nella promozione del made in Italy” nel corso del quale sono intervenuti Giovanni Bort (Presidente Camera Commercio Trento), Michl Ebner (Camera Commercio Bolzano), Arno Kompatscher (Presidente Provincia Bolzano), Alessandro Olivi (Vicepresidente Provincia Trento), Gian Domenico Auricchio (Presidente di Assocamerestero) e Giorgio Mencaroni (vicepresidente vicario di Unioncamere).

Il presidente di Assocamerestero, Gian Domenico Auricchio, ha sottolineato: “la Convention è il momento in cui ogni anno la rete delle Camere di commercio italiane all’estero incontra il territorio e, come dimostra l’Indagine da noi condotta con la Doxa, è proprio il saper interpretare le istanze delle aziende che ci fa preferire quando queste hanno bisogno di assistenza specializzata e business scouting all’estero”.

L’incontro vede riuniti tutti i presidenti ed i segretari generali delle 78 CCIE presenti nel mondo ed importanti ospiti istituzionali per un prezioso momento di confronto e dibattito sulle principali tematiche legate all’internazionalizzazione di impresa e sul ruolo strategico svolto dalla Rete delle CCIE a promozione dell’export e del business italiano nel mondo. Oggi, 25 ottobre, si svolgeranno gli oltre 600 incontri tra i delegati delle 78 CCIE e le circa 300 imprese locali preposte all’export interessate ad approfondire opportunità d’affari e partnership con controparti estere. Sono inoltre previsti Focus Paese sui mercati che offrono maggiori potenzialità di sviluppo per i settori traino dell’economia locale.

Nel corso della Convention è stata presentata l’Indagine Doxa-Assocamerestero sul tema “Internazionalizzazione e servizi delle CCIE: la voce delle imprese”. Lo Studio, frutto di una rielaborazione della ricerca condotta nel 2015 da Doxa per conto del ministero degli Affari Esteri sul tema dell’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, è dedicato alle imprese italiane internazionalizzate che conoscono e fanno ricorso alle Camere di Commercio Italiane all’Estero e alle imprese che non lo sono ancora, ma che intendono avviare il processo di internazionalizzazione nei prossimi tre anni. Lo Studio, condotto su un campione totale di 2.028 Pmi italiane, di cui 1.107 che operano all’estero, fornisce una panoramica a 360 gradi sulle principali caratteristiche, i settori merceologici e le strategie di mercato delle imprese internazionalizzate, che vengono profilate ed analizzate anche in rapporto alle attività svolte dalle Camere di Commercio Italiane all’Estero a sostegno dell’export e dell’internazionalizzazione di impresa. Secondo l’Indagine, la metà delle aziende internazionalizzate che ricorre alle CCIE opera nel manifatturiero. Delle aziende che invece intendono affrontare l’estero nei prossimi tre anni e lo farebbero utilizzando le CCIE, il 44,4% appartiene al settore del commercio.

Inoltre, più è complessa l’operazione che le aziende effettuano all’estero, più vengono individuate le CCIE come interlocutore di fiducia e qualificato sui mercati esteri. Le aziende scelgono infatti di farsi affiancare dalle CCIE soprattutto per attivare partnership transnazionali sul tema della R&S/trasferimento tecnologico (36,5%) e per insediare all’estero parte del processo produttivo (un terzo delle imprese, il 33,7%); e svolgono la loro attività d’impresa attraverso una controllata (37,3%) oppure grazie alla presenza diretta con filiali e joint venture commerciali (37,2%). Se si guarda all’utilizzo dei diversi enti della promotion, le imprese che scelgono le CCIE (quasi la metà delle aziende internazionalizzate che conosce la rete la sceglie), ricorrono in misura maggiore rispetto alla media anche ai servizi di altri soggetti, quali ad esempio l’ICE Agenzia (58,4% contro un valore medio del 41,5%) e il Sistema camerale italiano (addirittura al 68,5% contro il 50,2% delle imprese internazionalizzate), a testimonianza di come le Camere di commercio, in Italia e all’estero, rappresentino un sistema consolidato in grado di affiancare l’azienda decodificandone le esigenze e aiutandole a far sì che l’internazionalizzazione sia una scelta consapevole e produttiva.

“Questi dati devono far riflettere. È importante che un’impresa quando decide di puntare sull’export, definisca una strategia sul medio-lungo periodo che le consenta di operare in modo efficace sui mercati esteri – ha affermato Gian Domenico Auricchio. – Per far ciò ha bisogno di avvalersi di partner qualificati ed affidabili che la accompagnino nel delicato e complesso processo di internazionalizzazione, indirizzandola con azioni ed interventi mirati. In tale contesto, l’essere una comunità di imprese al servizio di altre imprese, la capacità di lavorare a livello multilaterale su 54 mercati e di creare relazioni stabili e durature con controparti locali, rappresentano il valore aggiunto della nostra Rete, che offriamo a tutto vantaggio dell’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese”.

Fonte: Comunicazione Inform con informazioni Gazzetta delle Valli e Ansa