Italia-Russia: Sanzioni e contro sanzioni

Per l’Italia un danno da 11,5mld di euro e 200mila posti di lavoro persi

di Rosario Alessandrello, Presidente Camera di Commercio Italo-Russa e Fondazione “Centro per lo Sviluppo dei Rapporti Italia-Russia”

Il pianeta è diventato globale in seguito all’esplosione dei mezzi di comunicazione e vede raddoppiare le proprie conoscenze ogni 2/3 anni; agli inizi del secolo scorso ciò avveniva ogni 100 anni circa. Sullo sfondo, infine, permangono le incertezze sulla globalizzazione e sulla crescita economica, che alimentano incertezze e fragilità sociali destinate a saldarsi a propria volta con la crisi politica e istituzionale dei singoli stati e delle loro istituzioni comuni. Da tutto ciò emerge con forza la consapevolezza che tutti i cittadini, e in particolare le nuove generazioni, si troveranno ad affrontare problemi e sviluppi della società e della propria vita enormemente più complessi di quanto mai avvenuto in passato.

Il pianeta è diventato globale in seguito all’esplosione dei mezzi di comunicazione e vede raddoppiare le proprie conoscenze ogni 2/3 anni; agli inizi del secolo scorso ciò avveniva ogni 100 anni circa. Sullo sfondo, infine, permangono le incertezze sulla globalizzazione e sulla crescita economica, che alimentano incertezze e fragilità sociali destinate a saldarsi a propria volta con la crisi politica e istituzionale dei singoli stati e delle loro istituzioni comuni. Da tutto ciò emerge con forza la consapevolezza che tutti i cittadini, e in particolare le nuove generazioni, si troveranno ad affrontare problemi e sviluppi della società e della propria vita enormemente più complessi di quanto mai avvenuto in passato.

Le sanzioni dell’UE e USA contro la federazione Russa e l’embargo in risposta della Russia hanno avuto un impatto negativo sull’interscambio commerciale tra i due Paesi e hanno inciso direttamente sulle esportazioni italiane in Russia. I danni dovuti alle sanzioni per l’Italia a tutt’oggi hanno superato gli 11,5 miliardi di Euro e provocato la perdita di oltre 200.000 posti di lavoro.

Inoltre se si protrae ancora la revoca delle sanzioni, per ricostruire le nicchie di mercato occupate in precedenza la cifra arriva addirittura a decine di miliardi di Euro, nonostante lo sforzo che le imprese italiane stanno affrontando per operare in partenariato con imprese russe e produrre in Russia.

La Camera di Commercio Italo-Russa (CCIR) conduce un’intensa e costante attività volta ad attrarre tra le sue fila aziende italiane e russe interessate a lavorare sia in Russia che in Italia, nonché ad offrire loro supporto nella difesa dei loro interessi e nella realizzazione di investimenti sui mercati dei due Paesi.

La Russia è entrata nel 2017 con condizioni piuttosto favorevoli, create innanzitutto dal trend positivo del settore petrolifero e dai progressi dell’agricoltura, leader dell’economia per la maggiore crescita nel 2016.Anche la produzione industriale nel 2016 è aumentata dell’1.1% su base annua dopo il suo calo del 3.43% nel 2015. Si prevede che nel 2017 l’industria tessile e le produzioni chimiche aumenteranno non meno del 4% su base annua.

Molti sono gli investitori italiani che stanno cogliendo l’attrattività che proviene da alcuni progetti formulati da diverse “Regioni russe” rese attrattive per i parametri fondamentali che esse presentano. Infatti la premessa di qualsiasi progetto d’investimento è la effettiva conoscenza del mercato e delle possibilità di sbocco delle merci o tecnologie prodotte.

Oggi almeno 18-20 delle 83 “Unità amministrative” russe offrono buoni coefficienti di attrattività derivanti da infrastrutture efficienti, basso costo dell’energia, basso costo della manodopera tecnica, bassa fiscalità e processi burocratici semplificati attraverso le Zone Economiche Speciali e i Parchi Industriali.In seguito alle “sanzioni”, “contro sanzioni” e la “sostituzione dei prodotti d’importazione”, il Governo russo ha elaborato molti strumenti operativi e di sostegno agli investimenti per rendere il Paese più attrattivo.

In un’analisi del mondo produttivo russo e del mercato nei vari settori merceologici è meglio soffermare le nostre attenzioni sui progetti e programmi di sviluppo riguardanti: macchinari e tecnologie del settore elettrico ed elettromeccanico quali motori elettrici e generatori, trasformatori, cavi elettrici, elettrodomestici, ecc.; macchine utensili e componenti industriali (automotive e difesa); costruzioni, materiali da costruzione e interni (cementifici, prefabbricati, ceramiche, serramenti, pavimenti, mobili personalizzati, impiantistica, ecc.); farmaceutica(biotecnologie, packaging, componenti di supporto medicale, ecc); chimica e petrolchimica (gli impianti per la produzione di prodotti chimici, fertilizzanti e petrolchimici sono rimasti alle tecnologie di almeno 20/30 anni fa e quindi in Russia hanno bisogno di una nuova generazione di impianti con macchinari moderni e tecnologie avanzate); agroalimentare (si sono fatti molti passi in avanti nell’agricoltura ma non ancora per quanto riguarda invece la creazione di impianti industriali per la lavorazione e trasformazione dei prodotti agricoli).

A oggi gli investimenti italiani in Russia come fabbriche di produzione non superano il numero di 80 circa; se aggiungiamo le società italiane ma di diritto russo che forniscono servizi di promozione, vendita, assistenza commerciale, legale, tecnica, finanziaria, ristorazione, consulenza, ecc. arriviamo a meno di 300 circa; invece gli investimenti russi in Italia, escluso l’acquisto di immobili residenziali, non arrivano al numero di 30 come fabbriche produttive e a 50 se aggiungiamo le società di servizi. Ovviamente le suddette relazioni economico-commerciali sono molto supportate dalle due Ambasciate presenti sia a Roma che a Mosca anche per il buon clima politico che è stato creato. L’Ambasciata italiana a Mosca ha redatto una guida per aiutare le imprese italiane che vogliono investire in Russia; anche la “Direzione Commerciale” dell’Ambasciata Russa in Italia ha redatto una guida per gli imprenditori russi che vogliono investire in Italia.