Successo in Brasile per la prima edizione di Wine South America by Veronafiere-Vinitaly

È stato il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio, a tenere a battesimo alla prima edizione di Wine South America che si è realizzata dal 26 al 29 settembre e organizzata da Vinitaly-Veronafiere attraverso la sua controllata Veronafiere do Brasil.

A ospitare la manifestazione la città di Bento Gonçalves, localizzata al sud del Brasile e dove è avvenuta una grande emigrazione dal Veneto e Friuli,  le cui colline – ricche di vigneti-, ricordano proprio le regioni italiane. La Regione Veneto, presente alla fiera, è stata rappresentata da Federico Caner, assessore alla programmazione, fondi dell’Unione europea, turismo, commercio estero.

“Il taglio del nastro della fiera da parte del ministro italiano delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio, testimonia il grande interesse alla creazione di joint venture tra imprese italiane e sudamericane – ha dichiarato Caner –, ma segnali positivi in tal senso vengono anche dal Vinitaly, che ha registrato negli ultimi anni un crescendo di presenze di operatori provenienti da quest’area”.

  “Questo appuntamento – ha concluso Caner – è nato anche con lo scopo di promuovere non solo un’economia ma anche una cultura del vino in queste terre. Qui, e non solo qui, l’enologia sta conoscendo un felice momento di crescita qualitativa ancor prima che produttiva e, nel reciproco interesse, Veneto e Brasile possono dar vita a nuove iniziative sia nel campo della commercializzazione dei prodotti, sia in quello dell’innovazione tecnologica delle aziende produttrici”.

“Il vino è la chiave che ci apre le porte del mondo – ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Sen. Gian Marco Centinaio – una vera e propria cultura, il racconto del nostro saper fare, che iniziative come queste evidenziano al meglio. Ho detto da subito che era necessario un cambio di passo per compiere un salto di qualità. Le nostre imprese non possono farlo da sole. Ecco perché sono al loro fianco. Per stringere nuove intese, per rafforzare i rapporti commerciali già esistenti, esplorare insieme nuovi mercati e sfruttare le sfide dell’innovazione. Abbiamo tutte le carte in regola per farlo ed esportare così non solo le nostre produzioni ma l’intero sistema Italia.

La Fiera Wine South America è importantissima perché ha un doppio compito: quello di far conoscere il più possibile non solo il vino brasiliano, i produttori e i territori che lo producono ma anche quello che arriva dell’Italia, un vino di qualità che può essere apprezzato anche dai consumatori in Brasile. Ben vengano perciò iniziative come queste che portano in giro per il mondo la nostra tradizione e speriamo di tornare il prossimo anno con ancora più produttori e viticoltori”.

 “È un evento, questo, a cui crediamo molto –  sottolinea il vice presidente di Veronafiere Romano Artoni, presente in Brasile – perché il nostro Paese non è solo in grado di aumentare il proprio mercato del vino verso il Sudamerica ma anche di creare le condizioni per un’enologia importante in queste aree. I 25 milioni di italo-brasiliani sono un punto di partenza culturale fondamentale, ora dobbiamo lavorare per far sì che il know how italiano possa fare matching con questo valore aggiunto”. Per il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani: “Siamo alla prima edizione ma la propensione a lavorare insieme è comprovata dalle presenze sempre maggiori degli operatori presenti a Vinitaly: solo nella scorsa edizione abbiamo contato circa 2.200 operatori del Sud-Centro America, di cui un migliaio brasiliani. Ora puntiamo ad un upgrade, dal made in al made with, ben condiviso dal ministro Centinaio”.

Sul fronte delle vendite, secondo il focus di Nomisma Wine Monitor realizzato per Vinitaly, in Brasile il vino made in Italy ha registrato nel 2017 un balzo notevole, con un incremento del 48,6% a valore pari a un corrispettivo di 34,6 milioni di euro e una quota di mercato del 10,6%. Bene anche nei primi 8 mesi di quest’anno: con il sorpasso, secondo le dogane, del Belpaese sulla Francia e un’ulteriore crescita del 15,9% a quasi 20 milioni di euro, valore che pone l’Italia al 4° posto tra i fornitori del Paese dietro a Cile (market leader con 79 milioni di euro), Argentina e Portogallo. Complessivamente, lo scorso anno i Paesi dell’area Mercosur (più Cile) hanno importato vino per un totale di oltre 444 milioni di euro, con il Brasile protagonista della domanda a 325 milioni di euro, seguito dal boom di ordini di Argentina (57 milioni di euro) e Paraguay (44 milioni di euro), cresciute nel biennio 2015-2017 rispettivamente del 779% e 76%.

La fiera ha annoverato centottanta espositori provenienti da 9 Paesi: Brasile, Cile, Argentina, Australia, Italia, Uruguay, Slovenia, Austria e Svizzera.