Veronafiere, nuovo contratto integrativo aziendale

Un contratto moderno, in linea con le innovative prassi di gestione delle risorse umane, che ha quali punti cardine la responsabilizzazione e il coinvolgimento dei dipendenti per favorire l’incremento della produttività, l’innovazione e la collaborazione al fine del raggiungimento degli obiettivi del piano industriale.

È quello siglato da Veronafiere Spa e dalle organizzazioni sindacali UILTUCS-UIL, FISASCAT-CISL e FILCAMS-CGIL e delle rappresentanze aziendali, fortemente coinvolte durante tutto l’iter di rinnovo del contratto integrativo aziendale (il precedente era scaduto da quasi quattro anni e ancora valido per il regime dell’ultra-vigenza), che sarà in vigore fino al 31 marzo 2021.

«Il presente accordo si inserisce nell’ambito di un ampio programma di riorganizzazione aziendale orientato a rafforzare ed espandere la leadership di Veronafiere nell’ambito del sistema fieristico internazionale», sottolinea il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani.

Questo in un quadro di profonda trasformazione che, a livello europeo, si configura come una vera e propria crisi, mentre Veronafiere beneficia ancora di una posizione di rilievo conquistata negli anni grazie ad eventi di grande successo che, tuttavia, vivono in un regime di serrata competizione.

«Per tale ragione – evidenzia Mantovani -, l’Azienda deve ripensare profondamente il proprio modo di stare sul mercato, recuperando margini di efficienza, innovazione e sviluppo. A tale riguardo, entro il mese di giugno di quest’anno, sarà presentato il nuovo piano industriale, al quale stiamo lavorando intensamente in stretta collaborazione con i soci».

Torna pertanto centrale il “fattore umano” come leva di sviluppo in tutti i processi, sia interni sia rivolti al pubblico. Ed è così che Veronafiere e i sindacati hanno condiviso di avviare un progetto sperimentale in cui l’Azienda e le Rappresentanze e le Organizzazioni Sindacali, ciascuna nel rispetto dei propri ruoli e responsabilità, si confronteranno periodicamente sui risultati di alcune azioni messe in campo quali formazione, nuovi sistemi informativi, flessibilità dell’orario di lavoro, nuovo sistema premiale, con l’obiettivo di verificare l’effettiva capacità delle stesse di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di produttività, innovazione e buona occupazione.