XV Forum Annuale del Comitato Leonardo

Il Made in Italy attrae gli investitori esteri. Sono infatti in ripresa le M&A sulle aziende italiane, con implicazioni significative sul Sistema Paese. Ma qual è la dimensione del fenomeno? Quali sono i principali settori del made in Italy ad attrarre i capitali stranieri, quale l’impatto sulle aziende acquisite?

Queste le riflessioni al centro del XV Forum del Comitato Leonardo, l’appuntamento che ogni anno riunisce Istituzioni, imprenditori e rappresentanti del mondo finanziario per fare il punto sulla situazione del made in Italy e sulle prospettive di sviluppo per le nostre imprese.

Al Forum, dal titolo “Dire, Fare, Attirare. Made in Italy e capitali esteri”, hanno preso parte la Presidente del Comitato LeonardoLuisa Todini, il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, il Presidente dell’Agenzia ICE Michele Scannavini e il Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia.

La tavola rotonda imprenditoriale ha visto la partecipazione di Stefano Sassi (AD Valentino), Michael Thamm (AD Costa Crociere), Paolo Cuniberti (AD H-Farm) e Chiara Palmieri (AD Laprima Holding).

Durante l’incontro è stata presentata la ricerca realizzata per il Comitato Leonardo da KPMG Advisory, dedicata quest’anno al tema dell’apertura del capitale delle imprese italiane agli investitori esteri. Lo studio ha evidenziato, nell’ultimo biennio, una ripresa dei flussi di operazioni di M&A verso le imprese italiane grazie a fattori come il rafforzamento dei mercati finanziari, la disponibilità di capitali in alcune economie emergenti e il miglioramento del clima di fiducia verso il nostro Paese. Nel mappare il fenomeno, infatti, lo studio evidenzia una crescita delle operazioni Estero su Italia pari a +16,5% negli ultimi 5 anni, con una crescita dei controvalori dei deal nello stesso periodo pari a +15,5%, soprattutto nel settore middle market. Nel 2015, la contribuzione delle operazioni Estero su Italia relativa al mercato italiano è stata pari, in valore, al 57% (32,1 miliardi di euro vs un totale di 56,4 miliardi per il mercato italiano).

“Le operazioni di M&A sono un indicatore del grado di attrattività del Sistema Paese e la loro crescita negli ultimi anni è un segnale molto positivo” afferma Luisa Todini, Presidente del Comitato Leonardo. “In un momento di forti tensioni geopolitiche e di incertezze dell’economia   mondiale, il crescente interesse del capitale estero verso le imprese italiane rappresenta un forte segnale di attrattività del nostro sistema produttivo. E’ la conferma che l’eccellenza delle nostre imprese continua ad essere un punto di riferimento a livello mondiale. Gli strumenti governativi messi in atto, dal Jobs Act alla Riforma della PA al Piano Industria 4.0, senza dimenticare le misure per risolvere il problema delle sofferenze bancarie, sono apprezzati dagli investitori, che ora si aspettano anche una maggiore stabilità politica ed efficienza nel funzionamento delle Istituzioni. Dobbiamo tener conto delle testimonianze degli imprenditori che ce l’hanno fatta a consolidare e far crescere le proprie aziende con l’apporto di capitali esteri. In un mondo globale, la cassa è globale. Noi dobbiamo agire perché il valore aggiunto generato renda le attività che si svolgono nel nostro Paese uniche ed attrattive per storia, qualità, bellezza e capacità di crescita.”

“Ci troviamo in un momento di grande attenzione sul tema degli investimenti” sottolinea il Presidente dell’Agenzia ICE, Michele Scannavini “e le riforme in atto vanno nella giusta direzione. L’Italia sta migliorando la propria percezione all’estero e oggi è più capace di attrarre e valorizzare gli investimenti produttivi, che inevitabilmente si traducono in maggiore crescita, sviluppo, occupazione e benessere. Anche l’Agenzia ICE si sta impegnando su questo fronte e sta potenziando le proprie attività con l’obiettivo di fornire supporto e assistenza agli investitori stranieri per orientarli nelle complessità del sistema italiano. I recenti investimenti di Westfield a Segrate, quello di Apple a Napoli e di IBM Watson a Milano sono l’esempio del rinnovato interesse delle grandi imprese verso il nostro Paese”.

“Il focus scelto per il Forum annuale del Comitato Leonardo pone al centro dell’attenzione una questione che è innanzitutto culturale e che rappresenta una leva particolarmente importante per le aziende e per il Paese. La capacità delle nostre imprese di aprirsi, attrarre investimenti, intercettare i flussi di crescita a livello mondiale richiede infatti una importante crescita culturale, che si traduce – come evidenzia la ricerca – in una maggiore competitività” dichiara il Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. “Per diventare grandi, le nostre aziende hanno bisogno di pensare in grande, e il nostro ruolo è quello di affiancarle e supportarle nelle varie tappe di questo percorso, con un Sistema Paese che diventi sempre più affidabile e attrattivo. L’aumento del flusso di operazioni M&A verso le nostre imprese – così come emerge dallo studio KPMG presentato oggi – rappresenta un trend positivo che dovrà essere sostenuto fornendo tutte le condizioni necessarie agli investitori esteri che mostrano di voler scommettere sulle nostre manifatture, sulle nostre competenze, sul nostro Paese” conclude il Presidente.

Dalla ricerca KPMG emerge che le operazioni di M&A hanno quasi sempre effetti positivi sulle imprese acquisite, sia sotto l’aspetto economico, sia su quello dimensionale, sia infine su quello della produttività. Vengono attivati processi virtuosi che spesso trasformano “family business” in imprese globali, aumentandone la patrimonializzazione, la proiezione internazionale e la capacità operativa, senza perdere l’identità di marca (l’effetto “Made in Italy”). Il cambiamento della figura dello stakeholder, con l’ingresso di nuovi investitori, apporta inoltre non solo nuovi capitali, ma anche nuove capacità manageriali e governance più efficaci nella gestione d’impresa.

Infine, attraverso l’impatto sulla produttività del lavoro, le operazioni di M&A influenzano positivamente la crescita del PIL.

Fonte: Comitato Leonardo