Cesareo, presidente Unioncamere Puglia: “La Puglia non solo fornitore ma partner dei processi di internazionalizzazione”
Nel 2025 l’export pugliese di prodotti alimentari, vino e altre bevande verso Albania, Kosovo, Macedonia del Nord e Montenegro ha raggiunto 111,3 milioni di euro, pari al 3,8% delle esportazioni agroalimentari complessive della Puglia. Stringendo il campo all’Albania, i numeri si fanno da primato: la Puglia è la prima regione esportatrice in Italia di food, vino e bevande.
È di due miliardi invece quello dell’Italia verso la cosiddetta “area C5” dell’Asia Centrale, che include Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan, in cui la Puglia può inserirsi con la sua offerta di prodotti e servizi.
È il quadro emerso oggi alla Fiera del Levante di Bari da “Puglia Business Routes”, la giornata dedicata ai Balcani occidentali e all’Asia Centrale, promossa da Unioncamere Puglia e Regione Puglia – Dipartimento Sviluppo Economico e Dipartimento Agricoltura e Sviluppo Rurale nell’ambito del programma Puglia Going Global.
Non soltanto, dunque, nuovi mercati per i prodotti agroalimentari pugliesi, ma Paesi con i quali costruire relazioni economiche più strutturate, capaci di mettere insieme food, tecnologie, meccanica, impiantistica, logistica e servizi per l’agrobusiness.
«È una geografia economica diversificata, ma accomunata da processi di rapida crescita e trasformazione, che aprono opportunità per le imprese pugliesi – ha affermato nei saluti introduttivi Vincenzo Cesareo, presidente di Unioncamere Puglia – soprattutto nell’agroalimentare, nell’agritech, nell’impiantistica, nella meccanica e nella logistica. Il sistema camerale vuole aiutare le PMI a leggere per tempo i cambiamenti, conoscere i mercati e trasformare questa conoscenza in relazioni e progetti concreti. È questa la logica di Puglia Going Global e della collaborazione con la Regione Puglia: costruire una strategia comune di internazionalizzazione e proporre la Puglia non solo come fornitore, ma con le proprie imprese, partner dei processi di modernizzazione».
«Con i Balcani occidentali la Puglia può rafforzare una cooperazione che va oltre la dimensione commerciale – ha detto Eugenio Di Sciascio, assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, intervenuto all’incontro. «Significa mettere in comune competenze, innovazione e capacità produttive, costruendo progetti condivisi tra imprese e territori sulle due sponde dell’Adriatico».
«Questi mercati – ha detto Francesco Paolicelli, assessore all’Agricoltura e Sviluppo Rurale della Regione Puglia – rappresentano per la Puglia rispettivamente un’area di particolare interesse per la prossimità geografica, per i rapporti commerciali già esistenti e per la possibilità di costruire nuove relazioni lungo le filiere agroalimentari e, nello specifico per l’area C5, un mercato più lontano ma con interessanti prospettive d’accesso a un’area dell’Asia centrale nella quale è importante essere presenti e costruire relazioni durature.
Per la Puglia significa soprattutto portare sui mercati internazionali la qualità e la riconoscibilità delle nostre produzioni, dal fresco alle trasformazioni agroalimentari, accompagnando le imprese nella ricerca di nuovi interlocutori, nuovi canali di distribuzione e nuove modalità di commercializzazione.
È in questa direzione che si inserisce anche il lavoro per mettere in moto l’aeroporto di Grottaglie e renderlo funzionale al trasporto delle merci, creando nuove opportunità per la logistica agroalimentare pugliese.
Dobbiamo quindi lavorare contemporaneamente su internazionalizzazione, nuovi canali distributivi, commercializzazione, packaging sostenibile e infrastrutture. L’obiettivo è uno solo: aprire nuovi mercati alle nostre imprese e fare in modo che la qualità dell’agroalimentare pugliese possa viaggiare sempre più lontano, arrivando in condizioni ottimali al consumatore».
«La Puglia e la regione uzbeka Kashkadarya– ha affermato l’ambasciatore dell’Uzbekistan in Italia, Abat Fayzullaev – hanno molte caratteristiche in comune, dalla dimensione demografica al clima secco e alla sfida della scarsità idrica. Per questo vediamo grandi possibilità di cooperazione, in particolare nella gestione dell’acqua, nella trasformazione agroalimentare e nelle tecnologie per lo stoccaggio e la lavorazione di frutta e verdura. L’obiettivo è mettere direttamente in contatto imprese pugliesi e uzbeke e costruire partenariati concreti tra i due territori».
La giornata ha alternato analisi dei mercati, contributi istituzionali, anche di Ice, Sace e Simest, testimonianze provenienti dai Paesi target e incontri diretti tra imprese e delegazioni estere, con l’obiettivo di trasformare la conoscenza dei mercati in relazioni e possibili progetti di collaborazione. Sono intervenuti, a portare i propri saluti, il presidente della Fiera del Levante, Gaetano Frulli, e della Camera di Commercio di Bari, Luciana Di Bisceglie.
Balcani, il food pugliese supera i 111 milioni
I numeri presentati durante la giornata, confermano che si parte già da una base importante. Nel 2025 l’export pugliese di prodotti alimentari, vino e altre bevande verso Albania, Kosovo, Macedonia del Nord e Montenegro ha raggiunto 111,3 milioni di euro, pari al 3,8% delle esportazioni agroalimentari complessive della Puglia. L’Albania assorbe da sola 83,5 milioni di euro, circa il 75% del valore riferito ai quattro mercati analizzati, seguita da Kosovo, Macedonia del Nord e Montenegro.
Particolarmente significativo il posizionamento competitivo della regione: in Albania e Kosovo la Puglia è oggi la prima regione italiana per quota di export agroalimentare, rispettivamente con il 24,1% e il 24% del totale italiano. In Macedonia del Nord e Montenegro occupa invece la quarta posizione, segnalando quindi ulteriori margini di crescita.
«I dati – ha sottolineato Luigi Triggiani, segretario generale di Unioncamere Puglia – ci dicono chiaramente che la Puglia ha saputo costruirsi una posizione già solida sull’altra sponda dell’Adriatico. Giusto per fare uno dei tanti esempi possibili, la serie storica dei nostri prodotti agroalimentari e del nostro vino in Albania cresce ininterrottamente da oltre cinque anni. Con il nostro ufficio di Tirana, operativo dal 1999, abbiamo aiutato molte imprese pugliesi a posizionarsi sui mercati dell’area balcanica. È stato un percorso entusiasmante che ora presenta una nuova sfida, per l’agroalimentare come per gli altri comparti: costruire una presenza sempre più organizzata, aggregando l’offerta delle nostre aziende e creando alleanze con distributori e operatori locali. È il momento di passare dall’export all’internazionalizzazione stabile».
Asia Centrale, oltre il food: cresce la domanda di tecnologie per l’agrobusiness§Uno scenario diverso, ma altrettanto interessante, è quello della cosiddetta “area C5” dell’Asia Centrale, che include Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan.
«In questa regione l’Italia già esporta complessivamente merci per un valore di 2 miliardi di euro», ha spiegato Cosmo Albertini, responsabile dell’ufficio studi di Unioncamere Puglia, «dei quali oltre 800 milioni riguardano impiantistica e meccanica industriale o agricola. La Puglia in questi mercati ha l’opportunità di ragionare in un’ottica di filiera, presentandosi con un’offerta integrata, capace di affiancare le produzioni agroalimentari alla fornitura di tecnologie industriali e agricole, ma anche alle attività di servizio legate all’agro business».
La giornata, che ha visto la partecipazione di Ice, si è conclusa con incontri diretti tra imprese pugliesi, rappresentanti istituzionali, agenzie di investimento, con l’obiettivo di accompagnare le imprese regionali verso mercati a maggiore potenziale e rafforzare il ruolo della Puglia come piattaforma economica e produttiva tra Europa, Mediterraneo, Balcani e nuove direttrici internazionali. Prossimo step la partecipazione delle imprese pugliesi dal 25 al 27 novembre 2026, presso il centro fieristico “Uzexpocentre” a Tashkent, Uzbekistan, alla 10° edizione della manifestazione internazionale “AgroExpo”.

