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	<title>ItalPlanet</title>
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	<description>L&#039;Italia nel Mondo</description>
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	<title>ItalPlanet</title>
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		<title>Conclusa con successo la 27.a Convention Mondiale delle CCIE a Verona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eunice]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2018 05:47:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Assocamerestero]]></category>
		<category><![CDATA[N. 12 Italplanet Magazine Nov - Dic/18]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è conclusa ieri a Verona la XXVII Convention mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE) organizzata dalla Camera di Commercio di Verona e da Assocamerestero in collaborazione con Unioncamere cui hanno partecipato 170 delegati esteri, tra presidenti, segretari generali e membri dei consigli delle CCIE, oltre 300 imprese ed esponenti delle Istituzioni e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è conclusa ieri a Verona la XXVII Convention mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE) organizzata dalla Camera di Commercio di Verona e da Assocamerestero in collaborazione con Unioncamere cui hanno partecipato 170 delegati esteri, tra presidenti, segretari generali e membri dei consigli delle CCIE, oltre 300 imprese ed esponenti delle Istituzioni e del mondo economico, locali e nazionali.<br />
Il presidente di Assocamerestero, Gian Domenico Auricchio ha espresso la sua soddisfazione: “Le Camere Italiane all’Estero nascono da comunità d’affari fatte da imprenditori italiani e italo esteri che hanno consentito il radicamento di professionalità e prodotti italiani anche in mercati non sempre facilmente accessibili. Con i nostri progetti speciali intendiamo ancora una volta porci al servizio di tutte quelle imprese che operano dai mercati più tradizionali a quelli più innovativi per crescere al meglio anche sulle piazze internazionali. A tal proposito abbiamo attivato diversi progetti speciali e puntiamo a promuovere le eccellenze del Made in Italy con gli strumenti più adeguati ad un mondo sempre più interconnesso”.<br />
Progetti come  “True Italian Taste” che è finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con l’Agenzia ICE e coordinato proprio da Assocamerestero, per il quale partecipano ben 21 Camere di commercio italiane all’estero, di cui 12 in Europa (Bruxelles, Lione, Marsiglia, Nizza, Francoforte, Monaco, Lussemburgo, Amsterdam, Londra, Barcellona, Madrid, Zurigo) e 9 Camere di USA, Canada e Messico. Oltre a promuovere il prodotto agroalimentare italiano autentico e l’aumento della consapevolezza e consumo del vero “Made in Italy”, contrastando il fenomeno dell’“Italian Sounding” che alimenta un giro d’affari di circa 90 miliardi di euro annui, togliendo alle aziende italiane il fatturato e la possibilità di aumentare il loro giro d’affari.<br />
Ad oggi, nell’ambito del Progetto, sono stati realizzati in Italia 9 incoming buyers tra imprese del comparto agroalimentare e buyer esteri per un totale di 2.970 appuntamenti, 119 buyer e 848 imprese coinvolti. Ancora, sono stati organizzati 4 Educational Tour che hanno visto la partecipazione di 36 influencer esteri selezionati in percorsi gastronomici e di formazione ad hoc alla scoperta dell’autentico Made in Italy alimentare dei territori italiani per un totale di 16 Consorzi DOP, 5 Consorzi IGP, 4 Consorzi DOC, 5 Consorzi DOCG, 1 specialità STG coinvolti.<br />
All’estero invece si sono realizzate 39 masterclass di formazione con 1.100 aderenti e 155 eventi (di cui 9 Pizza Night e 9 Authentic Italian Table) per un totale di 430.000 partecipanti. Infine, sono stati coinvolti complessivamente 1.900 influencer. Entro l’anno il Progetto sarà esteso anche alle CCIE asiatiche e vedrà per il biennio 2019-2020 altrettante azioni di promozione in Italia e nel mondo.<br />
Altro progetto importante, “Start-up innovative”, per sostenere i  processi di internazionalizzazione di start up selezionate, accompagnate nella loro prima proiezione internazionale dal sistema camerale italiano all’estero.<br />
In generale, sono emerse le buone pratiche di spesa delle CCIE, con il 72% impiegata in attività volte a facilitare i contatti d’affari, seguito dalle attività di formazione diretta alle PMI (11%) e dalle attività di assistenza e consulenza alle PMI (10%).<br />
La scelta di contestualizzare la Convention a Verona si è focalizzata sulla centralità che la città riveste a livello economico e internazionale. Quinta provincia per interscambio commerciale in Italia, Verona rappresenta la cornice ideale per l’appuntamento. Si tratta della decima provincia italiana per export; nel 2017 ha esportato prodotti e servizi per 11,1 miliardi di euro e vanta numerosi primati in diversi comparti: prima provincia italiana per export di vino e marmo, terza per l’agroalimentare, per l’ortofrutta e per le cisterne e i radiatori, sesta per le calzature. La vocazione ai mercati stranieri è originata dalla fortunata collocazione geografica all’incrocio tra i corridoi europei 1 e 5 e si è sviluppata con l’intuizione e capacità di numerosi piccoli e medi imprenditori. Un contributo importante alla crescita della città è arrivato anche dal turismo grazie al quale Verona e il suo territorio vivono un momento di forte fermento. Uno sviluppo da primato, la città è infatti la quinta provincia italiana per presenze turistiche e la quarta per presenze straniere.<br />
Il segretario generale della Camera di Commercio di Verona, Cesare Veneri, ha accentuato il ruolo delle CCIE : “Le Camere italiane all’estero nascono da comunità d’affari fatte da imprenditori italiani che hanno consentito il radicamento di professionalità e prodotti italiani anche in mercati non sempre facilmente accessibili. Per questo, il 46% delle aziende italiane che opera con l’estero si appoggia alle CCIE, un dato eclatante sull’importanza che rivestono per l’economia italiana. Il vantaggio di Convention di questo tipo è che pur essendo internazionali abbattono la barriera linguistica: un ostacolo non da poco per le piccole e micro imprese che affrontano i mercati esteri. Il sistema camerale all’estero è quindi fondamentale perché rappresenta un facile accesso ai mercati stranieri, anche i più lontani per normativa e cultura».<br />
La XXVII Convention Mondiale delle Camere di Commercio italiane all’estero si è conclusa con oltre 1.000 incontri B2B. Il prossimo appuntamento si svolgerà nella città di Treviso.<br />
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		<title>Inaugurati gli uffici del Nuovo Centro Estero Veneto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimmo1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Nov 2018 09:22:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[N. 12 Italplanet Magazine Nov - Dic/18]]></category>
		<category><![CDATA[News Speciale Convention VR]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Unioncamere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Forte sodalizio per infrastrutture economiche a beneficio delle imprese &#160; Luca Zaia, Presidente della Regione del Veneto, e Mario Pozza, Presidente di Unioncamere del Veneto e del Nuovo Centro Estero Veneto, questa mattina hanno inaugurato le sedi dell’associazione Nuovo Centro Estero delle Camere di Commercio del Veneto e dell’Unioncamere regionale presso l’Edificio Lybra del PST [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Forte sodalizio per infrastrutture economiche a beneficio delle imprese<br />
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<p>Luca Zaia, Presidente della Regione del Veneto, e Mario Pozza, Presidente di Unioncamere del Veneto e del Nuovo Centro Estero Veneto, questa mattina hanno inaugurato le sedi dell’associazione Nuovo Centro Estero delle Camere di Commercio del Veneto e dell’Unioncamere regionale presso l’Edificio Lybra del PST Vega, in via delle Industrie 19/C-D a Marghera (Venezia).<br />
Alla presenza di presidenti e segretari delle Camere di Commercio del Veneto, presidenti delle Aziende Speciali e compartecipate, presidenti delle Federazioni ed Associazioni regionali e provinciali di categoria, Zaia e Pozza hanno illustrato gli ambiti operativi, le finalità e le attività dell’Associazione, costituita il 27 marzo 2018 tra la Camera di Commercio di Venezia Rovigo e la Camera di Commercio di Treviso &#8211; Belluno, a sostegno del sistema economico veneto sulla base della legge regionale 48 del 29 dicembre 2017 e dell’Accordo di Programma triennale 2018 -2020 tra la Regione e le Camere di Commercio venete. Fra gli obiettivi del Nuovo Centro Estero Veneto figurano la promozione economica verso i mercati esteri e l’internazionalizzazione delle imprese attraverso la partecipazione, in rappresentanza del Veneto, alle principali fiere di settore, l’organizzazione di missioni imprenditoriali ed eventi formativi rivolti agli imprenditori, diventare punto di riferimento per l’attrazione degli investimenti esteri e la promozione turistica e dei territori.<br />
Al termine della presentazione si è svolto il tradizionale taglio del nastro mentre don Fabrizio Favaro, Vicario episcopale per gli Affari Economici del Patriarcato di Venezia, ha benedetto gli uffici che ospiteranno il Nuovo Centro Estero delle Camere di Commercio e Unioncamere del Veneto. Unioncamere Veneto è la prima realtà associativa regionale ad essere ricostituita dopo la riforma del 2016 con l’adesione delle cinque Camere di Commercio della regione</p>
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		<title>Zaia: “Turismo, la più grande industria del Veneto”. La Regione punta su Cina.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimmo1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Oct 2018 22:20:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[N. 11 Italplanet Magazine Sett - Ott/18]]></category>
		<category><![CDATA[News Speciale Convention VR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il turismo è la più grande industria del Veneto, con 17 miliardi di fatturato su un pil regionale di 150 miliardi e gli oltre 70 milioni di presenze per me significano più di 70 milioni di opportunità di promuovere il Veneto. Questo primato deriva dalla storica vocazione all’ospitalità dei veneti e dalla grande varietà di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il turismo è la più grande industria del Veneto, con 17 miliardi di fatturato su un pil regionale di 150 miliardi e gli oltre 70 milioni di presenze per me significano più di 70 milioni di opportunità di promuovere il Veneto. Questo primato deriva dalla storica vocazione all’ospitalità dei veneti e dalla grande varietà di vacanza, di ambienti, di luoghi di visita, di cultura e di divertimento che la nostra terra è in grado di offrire&#8221;. Ha detto il governatore Luca Zaia,  in occasione del recente  &#8216;Buy Veneto 2018&#8217; &#8211; il workshop internazionale del turismo nel Veneto promosso dalla Regione &#8211; l&#8217;iniziativa più importante di marketing territoriale a favore degli operatori veneti del settore.<br />
&#8220;Il rischio, di fronte a un&#8217;offerta turistica variegata come la nostra, è quello di non riuscire a mettere in fila tutti i fattori della produzione, nel qual caso un punto di forza potrebbe diventare una debolezza. Adesso &#8211; ha concluso Zaia &#8211; le sfide per continuare a far crescere il nostro turismo sono quelle di essere sempre più presenti sul web, pur senza rinunciare all&#8217;offerta turistica tradizionale, il puntare sul turismo emozionale, sul quale siamo stati tra i primi a credere, e mettere in rete le informazioni che abbiamo, facendo capire che &#8216;la terra di Venezia&#8217; non è solo Venezia, ma c&#8217;è attorno un contesto unico di vita e offerta turistica, che, non a caso, attira già 70 milioni di presenze. Vogliamo dunque crescere in qualità, facendo aumentare le presenze rispetto agli arrivi, sondando in maniera giusta i nuovi mercati&#8221;.<br />
E la regione punta sul mercato cinese, lo ha confermato l&#8217;Assessore Federico Caner: “lo scorso anno ospitammo per la prima volta al ‘Buy Veneto’ operatori cinesi, una presenza che si è tradotta subito con un aumento a doppia cifra di turisti provenienti da quel grande Paese: da ottobre a dicembre 2017, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, gli arrivi di turisti cinesi in Veneto sono cresciuti del 25%, e le presenze del 26%. Siamo tutt’oggi impegnati su questo importante mercato con diverse iniziative promozionali e saremo presenti con un nostro spazio alle fiere e ai workshop in programma a ottobre a Macao e a novembre a Shangai. Ma a fare la differenza sarebbero i collegamenti aerei diretti tra la Cina e Venezia, ai quali, insieme alla SAVE, stiamo lavorando”.</p>
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		<title>Pan: Veneto, “Alfiere del Vino Tricolore”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimmo1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Oct 2018 22:10:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Assocamerestero]]></category>
		<category><![CDATA[N. 11 Italplanet Magazine Sett - Ott/18]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il quadro della vendemmia 2018 in Veneto è positivo. L’andamento prevede infatti una produzione stimata in oltre i 9,5 milioni di ettolitri, con un incremento del 15% circa rispetto ai 8,5 milioni dello scorso anno. Una crescita produttiva rilevante che fa del Veneto la seconda regione del vigneto-Italia dopo la Puglia. A conferma l’assessore all’agricoltura [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il quadro della vendemmia 2018 in Veneto è positivo. L’andamento prevede infatti una produzione stimata in oltre i 9,5 milioni di ettolitri, con un incremento del 15% circa rispetto ai 8,5 milioni dello scorso anno. Una crescita produttiva rilevante che fa del Veneto la seconda regione del vigneto-Italia dopo la Puglia.<br />
A conferma l’assessore all’agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan, ha dichiarato: “Si profila un’ottima vendemmia in Veneto. La raccolta 2018 delle uve in Veneto, già conclusa per le uve bianche e la glera del Prosecco, e ancora in corso per quelle a bacca nera, ha sopravanzato le previsioni quantitative e si profila di ottima qualità. I produttori del settore vitivinicolo potranno riprendersi dopo un anno difficile, il 2017, segnato dalle gelate primaverili e dalla siccità estiva.  Tuttavia l’attuale quadro della vendemmia 2018 – prosegue  l’assessore – presenta una tendenza produttiva che fa ben sperare per l’intero comparto del vino. Per altro la concentrazione del periodo di maturazione dei diversi vitigni e l’alta meccanizzazione raggiunta dalle aziende viticole regionali, ha messo alla prova la capacità organizzativa delle strutture di conferimento che hanno dovuto, in alcuni casi, contingentare le consegne giornaliere da parte dai produttori. Le prospettive sono quindi rosee, ma non bisogna autocompiacersi. Per sfruttare tutte le potenzialità del mercato occorre incentivare gli investimenti su ricerca, innovazione e puntare sulla semplificazione, per rendere le nostre aziende sempre più competitive sui mercati internazionali”, avverte l’assessore veneto.<br />
“Il vino è un prodotto con un forte appeal a livello internazionale, ambasciatore del Made in Italy nel mondo, veicolo e simbolo del Made in Italy. E il Veneto, prima regione d’Italia per export e forte di 53 etichette a denominazione, è sicuramente l’alfiere del vino ‘tricolore’, in particolare con il Prosecco, il vino più conosciuto e venduto al mondo, a cui si affianca la prima vendemmia delle uve della doc del Pinot grigio delle Venezie, un altro vino che porta i simboli e i sapori delle terre di San Marco in tutta Europa e nel mondo. Pertanto, l’incremento di produzione del 2018 avrà un effetto positivo sulla ripresa delle esportazioni italiane nei mercati internazionali, con la prospettiva di superare la soglia dei 2,2 miliardi di euro a fine anno”, auspica Pan.</p>
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		<title>Da Verona l&#8217;appello per il vino made in Italy: “L’Italia del vino ha bisogno di una nuova scossa per l’export”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eunice]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Oct 2018 22:04:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogatronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Food & Beverage]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il vino italiano, da anni, è tra i leader del commercio in molti mercati strategici del mondo, dagli Usa al Regno Unito, dalla Germania al Canada, per citarne alcuni. Ma in uno scenario globale sempre più competitivo con tanti player storici ed emergenti che si muovono con grande dinamismo, dalla Francia alla Spagna, dagli Stati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il vino italiano, da anni, è tra i leader del commercio in molti mercati strategici del mondo, dagli Usa al Regno Unito, dalla Germania al Canada, per citarne alcuni. Ma in uno scenario globale sempre più competitivo con tanti player storici ed emergenti che si muovono con grande dinamismo, dalla Francia alla Spagna, dagli Stati Uniti all’Australia, e in uno scenario nazionale dove la ripresa non sembra poi così consistente come si sperava, è vietatissimo sedersi sugli allori.<br />
In questo scenario internazionale, il Messaggio lanciato da Vinitaly, il player n. 1 della promozione del vino italiano in Italia e nel mondo, sulla necessità di dare una nuova svolta alle esportazioni del vino made in Italy.</p>
<p> “Siamo sempre più convinti che il vino italiano abbia bisogno di una scossa per incrementare le proprie performance all’estero, specie ora che sul mercato interno si riscontra un nuovo calo dei volumi venduti nella Gdo. Vinitaly farà la sua parte intensificando il proprio ruolo di driver per il settore: pensiamo alla costruzione di eventi solidi negli Stati Uniti e in Cina e a un incremento della promozione e della formazione anche attraverso gli strumenti digitali; ma serve un’azione incisiva e un taglio netto su certe dinamiche sin qui riscontrate. Un upgrade nel modo di fare internazionalizzazione che parta dal governo del settore, e fa piacere constatare la comunanza di pensiero con il Ministro delle Politiche Agricole Centinaio, che in materia di promozione ha le idee chiare”, ha detto oggi Giovanni Mantovani, dg Veronafiere, nella presentazione a Milano, delle prossime iniziative di Vinitaly, a partire da Wine2Wine, il forum che sarà di scena a Verona il 26-27 novembre.<br />
“Il commercio mondiale del vino vive da tempo stagioni felici &#8211; ha proseguito Mantovani &#8211; e l’Italia è uno dei player che è cresciuto di più nell’ultimo decennio, ma non basta. Il nostro osservatorio ci segnala nei primi 7 mesi di quest’anno una crescita in valore rallentata se confrontata con gli altri top player mondiali. Allo stesso tempo, secondo le dogane, nei primi 8 mesi di quest’anno c’è stata una brusca frenata nelle importazioni dagli Stati Uniti, dove il nostro mercato è di fatto in recessione mentre la Francia nello stesso periodo cresce bene”.</p>
<p>I DATI: Secondo l’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, nel secondo quadrimestre si sono accentuate le difficoltà di crescita negli Usa, con il dato a valore (in euro) delle importazioni di vino italiano fermo a +0,7% per un corrispettivo di 1,11 miliardi di euro. Un indicatore che assume maggior rilevanza se accostato al forte rialzo francese (+8,2%, a 1,18 miliardi di euro), in controtendenza rispetto a un valore globale delle importazioni di vino che vira in negativo (-0,6%). Sul fronte delle tipologie, gli sparkling tengono a galla il vigneto Italia con un ulteriore balzo del 16,3%, con gli champagne transalpini in calo del 5,2%. Discorso inverso invece sul prodotto fermo, che rappresenta oltre i 3/4 delle importazioni statunitensi. Qui il Belpaese perde a valore il 2,9% mentre la Francia vola a +15,1%.<br />
Sul fronte dell’export globale, nei 7 mesi su base Eurostat, l’Italia si conferma secondo player mondiale dopo la Francia e guadagna il 4,1% a valore. Ma sono tutti i top 4 esportatori a crescere, con la Francia a +6,4%, la Spagna a +6,7% e l’Australia a +6,1%. Con il Cile che nonostante una politica dei dazi favorevole perde il 6,6%.<br />
E anche per questo, è fitta l’agenda di Vinitaly all’estero, attraverso Vinitaly International, con gli appuntamenti di Hong Kong prima con i nuovi corsi di certificazione della Vinitaly International Wine Academy (a oggi sono 162 gli ambasciatori di Vinitaly da 29 Paesi), dal 4 all’8 novembre, poi con Vinitaly Hong Kong &#8211; International Wine &amp; Spirits Fair (8-10 novembre) cui parteciperà il ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio (9 novembre), mentre in contemporanea, dal 5 all’8, Ottawa, Halifax e St. John saranno le sedi canadesi degli Executive Wine Seminars, mentre la Russia sarà l’ultima tappa del calendario internazionale 2018, con Vinitaly impegnato a Mosca (19 novembre) e San Pietroburgo (20 novembre).<br />
Mentre “Wine2Wine”, il forum professionale firmato da Vinitaly e Veronafiere, il 26-27 novembre, avrà un nuovo format e la novità del “Vinitaly Trade Award”, per celebrare i campioni internazionali della distribuzione nel mercato horeca.<br />
In particolare, il Vinitaly Trade Award, è il nuovo premio che Vinitaly riconosce a quanti in Italia o all’estero si sono distinti nel settore della distribuzione e del posizionamento commerciale del vino, dei liquori e dei distillati, con particolare riguardo ai buyer e ai responsabili degli acquisti per il settore horeca.<br />
“Vinitaly e i suoi asset di sistema vogliono essere sempre più riferimento per la filiera &#8211; ha detto il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese &#8211; e il nuovo premio che sarà assegnato a Wine2Wine riflette il senso dell’ulteriore accelerazione che vogliamo dare al nostro progetto internazionale a favore dell’intero comparto. Il loro ruolo di congiunzione commerciale nella filiera, fino al consumatore, e di driver sempre più decisivo sui mercati internazionali &#8211; ha proseguito Danese &#8211; è alla base di questo nuovo riconoscimento di Veronafiere e di Vinitaly, oggi brand internazionale per la promozione del business e della divulgazione della cultura e della conoscenza del vino come prodotto di qualità”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://italplanet.it/da-verona-lappello-per-il-vino-made-in-italy-litalia-del-vino-ha-bisogno-di-una-nuova-scossa-per-lexport/">Da Verona l&#8217;appello per il vino made in Italy: “L’Italia del vino ha bisogno di una nuova scossa per l’export”</a> proviene da <a href="https://italplanet.it">ItalPlanet</a>.</p>
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		<title>In Veneto il XII incontro con il Territorio del Comitato Leonardo: “Made in Italy = Made in Beauty. La bellezza nell&#8217;INDUSTRIA ITALIA&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimmo1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Oct 2018 22:03:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comitato Leonardo]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[N. 11 Italplanet Magazine Sett - Ott/18]]></category>
		<category><![CDATA[News Speciale Convention VR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Innovazione, internazionalizzazione, cultura: la bellezza nell’INDUSTRIA ITALIA al centro del XII incontro con il Territorio del Comitato Leonardo, ospitato per questa edizione in Veneto. Si è svolto a Fossalta di Portogruaro (VE), presso la sede di Santa Margherita Gruppo Vinicolo, l’incontro “Made in Italy = Made in Beauty. La Bellezza nell’Industria Italia”, promosso dal Comitato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Innovazione, internazionalizzazione, cultura: la bellezza nell’INDUSTRIA ITALIA al centro del XII incontro con il Territorio del Comitato Leonardo, ospitato per questa edizione in Veneto.<br />
Si è svolto a Fossalta di Portogruaro (VE), presso la sede di Santa Margherita Gruppo Vinicolo, l’incontro “Made in Italy = Made in Beauty. La Bellezza nell’Industria Italia”, promosso dal Comitato Leonardo in collaborazione con Santa Margherita Gruppo Vinicolo.<br />
L’appuntamento si inserisce nell’ambito degli incontri territoriali che il Comitato Leonardo organizza periodicamente con aziende associate allo scopo di favorire il confronto tra imprese, istituzioni e associazioni di categoria su tematiche di interesse nazionale e internazionale, per anticipare gli scenari futuri e cogliere quali saranno le leve su cui puntare per dare slancio alla competitività dell’industria italiana.<br />
Tra i soci del Comitato Leonardo, nato nel 1993 per rafforzare l’immagine di eccellenza dell’Italia nel mondo, sono presenti oltre 160 aziende il cui fatturato complessivo, nell’ultimo anno, è di circa 321 miliardi di euro, con una quota export media che supera il 53%.<br />
Le 14 aziende venete associate al Comitato Leonardo, espressione di diversi settori industriali, vantano un fatturato complessivo di 25,5 miliardi di euro, con una quota export che sfiora il 60%.<br />
«Questo è un incontro alla scoperta del valore intangibile della bellezza del “Made in Italy”, quella “beauty equity” che permea il nostro modo di fare impresa e le nostre capacità di disegnare servizi e prodotti unici, ricercata dai consumatori di tutto il mondo – ha dichiarato la presidente del Comitato Leonardo, Luisa Todini -.<br />
Il Veneto esprime alcune delle migliori eccellenze del “Made in Italy”, non solo nei settori tradizionali come l’agroalimentare, la moda ed il tessile, ma anche nella meccanica e nell’occhialeria, con livelli di qualità dei prodotti e capacità artigianale unici al mondo, coniugati con una forte propensione all’innovazione. Con le esportazioni in aumento del 3.3% nei primi sei mesi del 2018, le imprese del territorio veneto confermano inoltre la propria storica vocazione all’internazionalizzazione. L’export “Made in Italy” si sta rivelando un traino fondamentale per la nostra economia: ha raggiunto quota 546 miliardi nel 2017, con un trend positivo che secondo le stime proseguirà nei prossimi anni, cogliendo le opportunità offerte dai mercati esteri pur nell’attuale contesto di incertezza. Come imprenditori rivolgiamo un appello all’attuale Governo affinché si impegni per sostenere le eccellenze italiane, potenziando gli strumenti a supporto dell’internazionalizzazione delle nostre imprese».</p>
<p> Gaetano Marzotto e Luisa Todini<br />
«In un momento di grande incertezza e di trasformazione dell’economia italiana e globale, è fondamentale fermarsi per valutare come stiamo approcciando le grandi sfide del futuro – ha dichiarato Gaetano Marzotto, presidente di Santa Margherita Gruppo Vinicolo -. Per l’Industria Italia è l’ora di guardare avanti con decisione, di puntare a cosa vogliamo essere non domani, ma fra 20, 30 anni. Da queste risposte dipendono scelte strategiche – sui prodotti, sui mercati, sul nostro stesso assetto imprenditoriale – che non possiamo rimandare. Santa Margherita Gruppo Vinicolo è lieto di ospitare questa riflessione che parte dalla forza della nostra storia e cultura e dalla bellezza e qualità che sono parte del nostro DNA di imprenditori e di italiani».</p>
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