Da maggio in edicola il nuovo Economy: Direttore Sergio Luciano

070-assocamerestero-lucianoEconomy, presentato il progetto a Milano

di Marco Scotti

Coniugare le esigenze di un’imprenditoria ancora sofferente ma finalmente proiettata verso il nuovo e verso la ripresa, con la sfida di un’editoria che cerca di risorgere dalle macerie di una crisi senza fine. Obiettivo gigantesco, a dirlo così, quello che ci siamo posti noi di Economy, eppure raggiungibile, se si vuol stare attenti ai “segnali deboli” che arrivano dal sistema. Se n’è parlato nella grande Sala Biagi della Regione Lombardia in occasione del dibattito “Esportare informati. Più informazione di servizio per far vincere il made in Italy”, organizzato da Economy a Palazzo Lombardia.

“C’è in giro un’aria nuova, un’aria avida d’informazione, di aggiornamento, di prospettive”, ha detto il direttore di Economy Sergio Luciano, per cui quest’obiettivo ambizioso di lanciare un nuovo prodotto editoriale “di servizio” che possa essere apprezzato dagli imprenditori, be’…qualcuno doveva pur porselo. “Vogliamo essere per il nostro lettore una fonte d’informazione di servizio davvero utile”, ha detto Domenico Marasco, editore incaricato del mensile in edicola dal 18 maggio, “e provare a spiegare, con grande umiltà, quali sono le trasformazioni del mondo imprenditoriale e delle sue prospettive”.

Sul primo numero, una ricerca esclusiva curata da Assocamerestero per Economy e riassunta al convegno da Gaetano Fausto Esposito, segretario generale dell’Associazione che rappresenta 79 Camere di commercio italiane all’estero, rivela ad esempio che non “tira” solo il made in Italy dell’agroalimentare e della moda, ma anche quello dell’informatica – terzo comparto dell’export nazionale per attrattiva – ma nel nostro Paese sarebbero pronti a proporre all’estero i loro prodotti almeno il doppio degli imprenditori che lo fanno.

Ma quanti sono gli imprenditori che conoscono questo nuovo modo di relazionarsi con i mercati internazionali, con il digitale, con la nuova finanza d’impresa? “E’ da capire, ma ben vengano le iniziative editoriali che tornino a raccontare l’abc per le imprese perché”, dice Gabriele Dossena, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, “c’è un gusto particolare nella specializzazione, nella curiosità, nel raccontare quelle zone meno ‘mainstream’ ma che hanno tanto da dire”.

Un dialogo doppio, quindi, da noi di Economy verso le aziende ma anche dalle aziende verso di noi: abbiamo tanto da proporre – modelli, opportunità, soluzioni – ma anche da imparare e sicuramente quell’esercito di Pmi che rappresenta la spina dorsale del nostro Paese ha tantissimo da insegnare ai colleghi. Ma deve trovare il modo giusto per farlo, farlo con i fatti e con l’esempio, e contemporaneamente per riuscire a riguadagnare quello spazio che la maledetta crisi ha eroso.

Se Euler Hermes, un colosso del Gruppo Allianz che assicura crediti per 870 miliardi di euro nel mondo, ci dice – per l’intervento di Massimo Reale, responsabile gestione rischi, che l’Italia sta perdendo quote di export e non riesce ad attrarre a sufficienza investitori stranieri, dà una fotografia diversa da quella dell’Istat, che noi non possiamo limitarci a raccontare. Compito del giornalismo é anche fornire strumenti, opportunità, occasioni di incontro e di crescita. Ed è questo quello che Economy vuol fare. Infine, non si può dimenticare che alcuni comparti storicamente forti, come il food, stanno cambiando rapidamente. Le nuove tecnologie, le nuove modalità di comunicazione e perfino le nuove modalità di vendita sono un cambiamento epocale che le aziende italiane non possono mancare di vivere. A loro il compito di gestire questa modificazione, alla buona editoria di servizio quello di raccontarlo e di fornire le chiavi di volta.

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