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Enogastronomia: la leva virtuosa del turismo italiano

5generated_thumbnailjpgSempre più diffusa e comune è la modo di fotografare pietanze ed alimenti e condividere le immagine sui social network. L’amore per il buon cibo sta diventando sempre di più un tema virale e la tecnologia mobile ha senza dubbio contribuito a generare un flusso virale di foto, video e contenuti vari legati a questo argomento.

Questa moda è dilagata ben oltre i nostri piccoli confini e sembra stia facilitando la promozione del turismo per tutte quelle aree geografiche note per la qualità delle materie prime e della ristorazione professionale.

Ovviamente tutto il Belpaese sta beneficiando di questo trend e le statistiche del 2016 lo dimostrano chiaramente.

Durante tutto lo scorso anno il 62% dei turisti stranieri ha comprato cibo, vino e prodotti tipici italiani, ancora prima che souvenir od oggetti artigianali.

I dati della Banca d’Italia mostrano che in un anno i viaggiatori hanno speso 16 miliardi di euro sul territorio italiano, di cui quasi un terzo (il 32%) è stato destinato a mangiare o acquistare negli agriturismi, nelle trattorie e nei ristoranti di tutto il territorio nazionale.

Inoltre è stato rilevato che i consumatori stranieri, rimanendo conquistati dal nostro cibo, tendono a ricercare i prodotti Made in Italy anche una volta finito il periodo di permanenza in Italia.

Questa tendenza fa sì che la domanda di made in Italy nel mondo continui a crescere, creando così un circuito virtuoso per l’enogastronomia nostrana.


Vino: +10% export 2020 e conferma leadership produttiva mondiale

Valentino-Di-Campli-Andrea-Olivero-Dino-Pepe-copyNell’ambito della 51ª edizione di Vinitaly, Ismea ha presentato il rapporto “Outlook Vino 2020” sullo sviluppo e i cambiamenti nel mercato di settore. Secondo i dati elaborati dall’Istituto si prospetta una crescita (+2,4%) della produzione mondiale e in questo contesto risulta evidente il posizionamento strategico dell’Italia, con la conferma della leadership come primo paese produttore al mondo e un aumento delle esportazioni del 10%.

Nello scenario globale il nostro Paese si contenderà ancora il primato di esportatore – in termini di volume – con la Spagna. La Francia, invece, si conferma leader per valore esportato e gli Stati Uniti saranno sempre di più il mercato di sbocco più remunerativo.

In particolare, la sfida tra Francia e Italia nel posizionamento sui grandi mercati mondiali vede il nostro Paese primo in mercati chiave come USA, Germania, Svizzera e Russia, mentre la Francia si colloca meglio nel Regno Unito, Canada e soprattutto Cina.

 “L’Italia crede nel vino – dichiara il Vice Ministro Andrea Olivero -, crede nella cultura del vino e con questa convinzione dobbiamo lavorare alla crescita del settore. I dati Ismea presentati sono incoraggianti. Vogliamo essere all’altezza di questa sfida e imprimere ulteriori accelerazioni. L’export del vino italiano ha raggiunto quest’anno 5,6 mld, un risultato non da poco, frutto di una crescita straordinaria merito soprattutto dei nostri imprenditori. Siamo primi esportatori mondiali per quantità, il nostro obiettivo principale adesso è crescere anche in qualità e valorizzazione dei nostri prodotti. Con il piano per l’internazionalizzazione abbiamo lavorato per essere uniti come sistema Italia e ampliare sbocchi anche in mercati emergenti e importanti come quello cinese. Continuiamo in questa direzione nel sostenere le aziende per rafforzare la loro presenza anche nell’ecommerce”.