Intervista al Presidente Alessio Ferraresso

Presidente Ferraresso, dopo un anno di Presidenza della Camera di Commercio italiana in Corea può darci una sua opinione rispetto al suo mandato?

Ho assunto questo incarico con molto piacere. Tuttavia sono stato chiamato ad assumere la Presidenza della ITCCK in un momento particolarmente delicato. Mi riferisco alla normativa sulla riorganizzazione del sistema camerale italiano che, non senza ombra di dubbio, ha avuto ripercussioni sul sistema delle Camere di Commercio Italiane all’Estero. Ho dovuto quindi ripercorrere tutte le tappe che hanno segnato le attività della Camera negli anni e prendere atto, successivamente, dei profondi mutamenti che la riforma comportava. Devo a questo proposito ringraziare i due Vice Presidenti e il Board, che mi hanno accompagnato lungo il percorso che ho intrapreso e il Segretario Generale, profondo conoscitore del sistema camerale e dei vari temi della internazionalizzazione. Tutti questi contributi e il gioco di squadra mi hanno permesso di gestire al meglio i vari passaggi a cui il sistema delle CCIE era chiamato. Senza dimenticare, peraltro, il lavoro egregiamente svolto da Assocamerestero, che ha ottimamente contribuito affinché i mutamenti richiesti dalla nuova normativa non rappresentassero un trauma per le Camere Italiane all’Estero ma fossero, invece, uno stimolo per affrontare nuove sfide. Devo dire che la nostra Camera, ma tutte le Camere nel mondo, hanno immediatamente attivato le loro competenze per far sì che non ci fossero contraccolpi e che il sistema continuasse a lavorare per gestire al meglio le nuove sfide, tese a rappresentare al meglio il nostro Paese nel mondo.

Qual è,  a suo avviso, il contributo che la vostra Camera può offrire al sistema Italia nel mercato coreano e quali sono i settori all’interno dei quali le nostre aziende possono trovare maggiore spazio?

Indubbiamente, come credo in tutti i Paesi asiatici, ritengo che il “Made in Italy”, uno dei marchi più noti al mondo a livello di visibilità e riconoscimento sia quello che maggiormente trova spazio nel Paese dove la nostra Camera opera. I dati statistici sull’import coreano di prodotti del fashion, dell’agroalimentare, dell’arredamento, del luxury in genere, confortano questa tesi. Questi sono i prodotti che maggiormente i nostri partner italiani ci chiedono di promuovere, attraverso progetti che in maniera congiunta con loro, abbiamo negli anni sviluppato e sviluppiamo ancora oggi. Devo dire che, purtroppo, per quanto ci riguarda, non arrivano molti segnali dal nostro Paese, tesi a utilizzare come cuneo, testa di ponte o quello che vogliamo, il Made in Italy, al fine di promuovere altri settori dove l’Italia vanta numerose eccellenze. Questo è dovuto a numerosi motivi. Da parte di alcuni, in Italia, c’è la sensazione che la Corea sia troppo avanzata per proporre tecnologie innovative. Da parte di altri, all’opposto, c’è l’errata convinzione che la Corea sia poco sviluppata e non ancora in grado di recepire prodotti e competenze tecnologicamente avanzati. Entrambe le tesi sono errate. Il Paese, che vanta primati tecnologici di tutto rispetto, ha delle necessità pure negli ambiti in cui primeggia e all’interno di questi ambiti il nostro Paese ha delle eccellenze che la Corea non ha. Ovviamente il discorso ci porterebbe troppo lontano e non intendo approfondirlo in questa sede. Invito però i numerosi soggetti italiani, istituzionali e non operanti in contesti tecnologici, a studiare questo mercato e certamente potranno individuare e proporre know-how, sinergie e quant’altro che porterebbero indubbi benefici al nostro Paese per quanto attiene a cooperazioni con la Corea.

Giochi Olimpici Invernali PyeongChang 2018, come reagisce il Paese e quali le opportunità per le aziende italiane?

Questa domanda ci porta molto indietro nel tempo. Chi viveva in Corea molti anni fa ben ricorda l’esplosione dell’interesse della popolazione coreana per gli sport invernali e le notizie dei telegiornali locali che elencavano centinaia di ricoveri negli ospedali di persone che per la prima volta si cimentavano con le discese sugli sci. Fu quello il momento in cui il sistema Italia in Corea lanciò numerosi messaggi verso il nostro Paese rispetto alle opportunità che si venivano a creare per tutto un indotto legato agli sport di montagna. Per la maggior parte dei casi, questi messaggi non furono recepiti. Per quanto riguarda le Olimpiadi invernali di PyeongChang, forse il nostro Paese non ha saputo cogliere per tempo le opportunità legate all’importanza dell’evento, nonostante l’impegno della nostra Camera. Ormai, con un congruo anticipo, il Paese ha provveduto a creare quasi tutte le strutture e infrastrutture necessarie per la realizzazione dei giochi olimpici e, purtroppo, sono minimi i segnali della presenza italiana, con le sue competenze ed esperienze che può vantare, rispetto alle opportunità che questa gigantesca opera poteva offrire.

Per concludere, quale evoluzione prevede per la ITCCK nel futuro prossimo?

Come dicevo prima, la nostra Camera ha preso atto delle nuove normative relative al riordino della Camere di Commercio italiane e ha anche predisposto una serie di strategie e iniziative volte a permettere che l’impatto fosse sostenibile. Continuiamo a dialogare con i nostri partner storici, riadattando la cooperazione su temi e progetti che lasciano ancora spazi, e abbiamo da tempo attivato colloqui con altri attori del sistema Italia. Ci siamo anche attrezzati per diversificare le nostre proposte e i nostri servizi e riteniamo di potere ancora giocare un ruolo fondamentale per quanto attiene alle tematiche dell’internazionalizzazione calate nella realtà del Paese all’interno del quale operiamo. Devo dire che queste nuove sfide non ci spaventano, anzi costituiscono per noi un motivo di crescita e di sviluppo.

(Contenuto a cura della Camera di Commercio Italiana in Corea)