Investimenti esteri: Urso, “Italia modello attrattivo, grazie solidità governo e resilienza imprese”

0
13

Il bilancio dei tre anni di attività, il portafoglio degli investimenti accompagnati, il ruolo del Mezzogiorno e i grandi progetti strategici: questi i temi al centro della riunione del Comitato Attrazione Investimenti Esteri (CAIE), presieduta dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a Palazzo Piacentini, con il coordinamento del viceministro con delega all’attrazione degli investimenti esteri, Valentino Valentini.

All’incontro hanno partecipato i rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero dell’Economia e delle Finanze e della Pubblica Amministrazione, degli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, nonché l’Autorità delegata per il Sud e la ZES unica e i delegati della presidenza della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Presenti, inoltre, le agenzie del Sistema Italia impegnate nell’attrazione degli investimenti e altre associazioni di impresa.

“L’Italia è oggi un modello attrattivo grazie alla sua affidabilità economica, alla stabilità del governo, il più longevo della storia del Paese, e alla resilienza del suo sistema produttivo: dal 2022 abbiamo guadagnato cinque posizioni nel ranking mondiale”, ha dichiarato Urso aprendo la riunione plenaria.

Dai dati presentati nel corso dell’incontro odierno, dal 2022, primo anno di attività dello Sportello Unico Invest in Italy, gestito dal CAIE, l’Italia ha incrementato la propria capacità di attrarre gli investimenti recuperando il gap competitivo rispetto ad altre principali economie europee. Nel dettaglio, il Comitato oggi segue complessivamente 88 progetti di investimento estero, di cui 72 in corso, per oltre 104,7 miliardi di euro, provenienti da 22 Paesi e distribuiti in 18 settori. Al netto dei data center e dei grandi programmi, il portafoglio degli investimenti core ammonta a 63 miliardi di euro, distribuiti su 57 progetti, con particolare attenzione alla life sciences e al settore farmaceutico, alla filiera strategica dei semiconduttori, alle tecnologie quantistiche, nonché ai settori dell’energia e delle materie prime critiche.

Durante la riunione, è stato ricordato come il Decreto-Legge 14 marzo 2025 n. 25 ha ampliato i poteri del CAIE, rafforzato il ruolo dell’Unità di missione attrazione e sblocco degli investimenti (Umasi) e, soprattutto, esteso l’applicazione dell’articolo 13 del DL 104/2023 – “asset strategici” – introducendo uno strumento innovativo volto a facilitare e accelerare la realizzazione di grandi programmi di investimento di interesse strategico nazionale, sia di matrice estera che nazionale. La norma consente oggi infatti al Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, di dichiarare il carattere di interesse strategico nazionale gli investimenti di valore superiore a un miliardo di euro e di nominare, ove necessario, un Commissario straordinario incaricato di coordinare tutte le amministrazioni competenti. Lo strumento dell’articolo 13 conta ormai dieci grandi programmi dichiarati di interesse strategico nazionale, per un valore complessivo superiore a 30 miliardi di euro.

Dai dati odierni presentati inoltre, particolarmente significativa, risulta la performance del Mezzogiorno, dove si concentra oltre il 50% del portafoglio CAIE: 17 progetti per 33 miliardi di euro. La Puglia, con 15 miliardi, si conferma protagonista della filiera dell’energia offshore e delle rinnovabili; la Campania, con 6,5 miliardi, rafforza il proprio ruolo nei settori delle scienze della vita e delle tecnologie quantistiche. La Sicilia, con 6,4 miliardi, insieme a Sardegna e Calabria, contribuisce a delineare un nuovo scenario di sviluppo e attrazione degli investimenti.

“Il Sud non è più la periferia degli investimenti esteri ma un territorio strategico per attrarre nuovi capitali”, ha sottolineato Urso, evidenziando il ruolo degli strumenti messi in campo dallo Stato, dalla ZES unica, con l’autorizzazione unica e il credito d’imposta prorogato fino al 2028, all’accompagnamento diretto delle imprese straniere con i tutor del Ministero. Un modello che, grazie alla semplificazione delle procedure, alla certezza dei tempi e al sostegno istituzionale, rafforza ulteriormente la capacità dell’Italia di attrarre capitali, tecnologie e competenze, favorendo la crescita e la competitività del sistema produttivo nazionale.

Vedi anche