Isnart – Oltre i numeri del turismo italiano: la vera sfida è creare valore per i territori

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Il turismo italiano continua la sua corsa. L’estate registra un incremento stimato dell’1,8%, confermando la forte attrattività del Paese per viaggiatori interni e internazionali. Tuttavia, dietro l’entusiasmo dei dati numerici emerge una domanda cruciale: come trasformare l’aumento delle presenze in un beneficio stabile e duraturo per le comunità locali?

È questo il tema centrale del panel scientifico promosso da Isnart (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche e Culturali) nell’ambito del TTG Travel Experience. La risposta emersa dal confronto è chiara: la competitività di una destinazione non si misura più soltanto sulla capacità di attrarre visitatori, ma sulla forza di trasformare il turismo in un motore di rigenerazione economica, sociale e culturale.

Sostenibilità: una scelta di campo per 1 turista su 3

La sostenibilità non è più un’opzione di nicchia o una semplice risposta alle emergenze ambientali, ma una leva strategica fondamentale.

  • Oltre un turista su tre (33,8%) seleziona la meta valutando criteri di sostenibilità.

  • La quota sale al 36,3% quando si considerano i soli viaggiatori stranieri.

Prodotti a chilometro zero, tutela del paesaggio, valorizzazione dell’identità locale ed esperienze autentiche guidano ormai la domanda. Come sottolineato da Erica Mingotto (ricercatrice Ciset – Università Ca’ Foscari), la sostenibilità è il vero fattore determinante per garantire la resilienza e l’attrattività delle destinazioni nel lungo periodo.

Grandi Eventi: la vera sfida è la legacy che resta

Il 10% dei turisti sceglie una destinazione spinto da un evento specifico, portando con sé una capacità di spesa superiore alla media. Ma la misura del successo non si esaurisce nei giorni della manifestazione.

I grandi eventi possono agire da acceleratori per investimenti, innovazione e reputazione territoriale a condizione che vengano progettati con una visione di lungo termine. Il concetto chiave è quello di legacy (eredità): come illustrato da Gloria Zavatta (Direttrice Sustainability & Impact della Fondazione Milano Cortina 2026), l’obiettivo prioritario deve essere generare benefici socio-economici destinati a durare ben oltre lo spegnimento dei riflettori.

Aree del Sisma: il turismo come strumento di rinascita

Nelle 124 aree interne colpite dagli eventi sismici — territori fragili che ospitano 4,5 milioni di persone — il turismo assume un valore d’impatto sociale che va ben oltre l’economia. Ogni visitatore sostiene le attività locali, i servizi e l’occupazione, aiutando a contrastare lo spopolamento.

I segnali di ripartenza sono concreti:

  • +35% di arrivi turistici tra il 2019 e il 2025 (rispetto al +24% del resto d’Italia).

  • +26% di prenotazioni per l’ospitalità diffusa via piattaforme digitali.

  • +25% di presenze straniere tra le estati 2023 e 2026 (rispetto al +9% nazionale).

L’esperienza della DMO Sibillini, presentata dal Destination Manager Paolo Borroi, dimostra come la valorizzazione del patrimonio naturale e identitario possa restituire prospettive concrete a comunità duramente provate.

Turismo termale: un comparto da 5 miliardi di euro

Con 24 milioni di presenze e un impatto economico di circa 5 miliardi di euro, il turismo termale si conferma un pilastro della rigenerazione territoriale.

Il settore sta evolvendo da prodotto specialistico a leva di sviluppo integrato. Come spiegato da Riccardo Mortandello (Sindaco di Montegrotto Terme e Presidente EHTTA), la ricerca del benessere individuale diventa un’opportunità per attivare filiere economiche locali, valorizzare l’ambiente e rafforzare l’identità della destinazione.

La visione di Isnart: crescere non basta più

Dal dibattito emerge una nuova consapevolezza: il volume dei flussi non può più essere l’unico parametro di successo.

«Scegliere di esserci significa assumersi una responsabilità, per chi viaggia come per chi governa e fa impresa», ha dichiarato Loretta Credaro, Presidente di Isnart. «Le politiche turistiche devono garantire la capacità dei territori di continuare a esistere: abitabili, coesi e riconoscibili. La sostenibilità non è un’aggiunta all’offerta, ma la condizione indispensabile perché il turismo sia davvero rigenerativo.»

Il futuro del settore si giocherà quindi sulla capacità di lasciare un’eredità positiva, trasformando i viaggiatori di passaggio in un’opportunità di sviluppo permanente per i territori.