Via libera alla produzione del Prosecco Rosé

Il Consorzio del Prosecco Doc ha deciso: si farà il Prosecco Rosé. Finora questo non era possibile perché per produrre un rosé è necessario che nell’uvaggio sia presente almeno una varietà a bacca rossa. E, fino alla modifica del disciplinare appena decisa, il Prosecco si poteva produrre solo con il vitigno Glera, oltre ad altre bacche bianche (in piccole percentuali).

Con la decisione del Consorzio è stata invece introdotta la possibilità di utilizzare il Pinot Nero, che consentirà quindi di produrre il rosato. 

Una decisione che va incontro ai desideri del mercato. Da una recente ricerca Nomisma Wine Monitor era infatti emerso che il 74% dei consumatori americani pensa di aver già visto in commercio il Prosecco Rosé (quasi la metà degli intervistati ritiene addirittura di averlo assaggiato). Ma persino un italiano su due sarebbe convinto della sua esistenza…

Il nome deciso dal Consorzio per il nuovo vino è “Prosecco spumante rosé millesimato”: potrà contenere dal 10 al 15% di Pinot Nero vinificato in rosso.

In realtà già molti produttori di Prosecco Doc hanno in portafoglio uno spumante rosato che però, fino ad oggi, non poteva avere la denominazione.

Il Consorzio stima che nel 2019 saranno prodotte 480 milioni di bottiglie di Prosecco Doc. Il rosè darà ulteriore impulso alle vendite perché la corsa dei rosati sui mercati internazionali è incessante: Wine Monitor Nomisma rileva che solo in America negli ultimi quattro anni le vendite sono salite del 320%.