mercoledì, Settembre 9, 2026
HomeMagazineN. 23 Italplanet Magazine Sett-Ott/2020Soft skills: perché le chiamiamo così?

Soft skills: perché le chiamiamo così?

Chissà cosa ci guida nello scegliere le parole o, come in questo caso, acquisirle dandole per scontate.
Quelle che vengono classificate, leggo dal web, come soft skills sono: “quegli attributi personali, i tratti del carattere, i segnali sociali intrinseci e le abilità comunicative necessarie per il successo sul lavoro, ma anche nella vita di tutti i giorni.”
Si legge anche: “le abilità soft sono quelle che ti consentono di capire gli altri, di capire emozioni e sentimenti. Sono abilità molto più difficili da acquisire, almeno in modo convenzionale, e anche più difficili da misurare.”
Perché soft e perché skills?
Leggendo queste definizioni mi faccio delle domande. La prima: perché le chiamiamo skills, che significa competenze? Dunque vediamo: le skills si acquisiscono attraverso la conoscenza e l’esperienza (“è nota la capacità di caio nel campo finanziario acquisita attraverso studi ed esperienza…”).
La seconda: perché le chiamiamo soft?
Le chiamiamo così per distinguerle dalle competenze vere e proprie che vengono denominate hard.
Le “soft skills” sono già dentro di noi, ma non lo sappiamo
È interessante osservare come siamo poco abituati a ragionare sulle parole. Cosa sono queste famose “cose” che, in effetti se ci pensiamo bene, abbiamo già dentro noi stessi ma non conoscendo noi stessi non sappiamo di avere?
Sì: tutte quelle soft appartengono al mondo invisibile dell’essere. Non possiamo toccarle, non ci sono diplomi che le attestino, certificati che ci portino da un livello ad uno superiore, non possiamo competere tra noi, non ci sono master, università o scuole che abbiano permeato i programmi con quella che è l’unica “intelligenza” che rimarrà sempre dominio dell’essere umano e che sarà l’unica cosa che ci distinguerà e salverà dal dominio della tecnologia.
Perché ci siamo interessati alle soft skills?
Ci sarebbe da chiedersi come mai nel mondo del business solo negli ultimissimi anni ci siamo ricordati di considerare queste qualità, di nutrirle? Una possibile risposta potrebbe essere che di fronte ad ogni crisi sociale ed economica c’è sempre una crisi di valori, ci stiamo forse svegliando rendendoci conto che ci deve pur essere una via d’uscita per non continuare a creare il futuro come mera triste fotocopia del passato?
Tutti sappiamo che stiamo di nuovo correndo il rischio di riprodurre una pièce già andata in onda.  
Le qualità dell’essere
Faccio una proposta. Chiamiamole qualità dell’essere. Sì, sono proprio qualità che tutti indistintamente abbiamo in potenza alla nascita. Il sistema educativo in generale dovrebbe occuparsene ponendo l’attenzione sull’essere sin da bambini, se così fosse già, molto probabilmente vivremmo in un mondo migliore.
Un’analisi della definizione
Lasciatemi fare un passo indietro nell’analizzare meglio la definizione. Si dice che queste skill servono per capire gli altri e per avere più successo nel business(?!).
Se tutto nasce da dentro di noi, prima di capire gli altri forse dovremmo capire noi stessi. Per capirci, dovremmo conoscerci. Continuando a seguire questo processo logico, se ci conoscessimo potremmo amarci. Se ci amassimo, potremmo amare anche gli altri. (ama il prossimo tuo come te stesso)
Non aver paura di usare i termini giusti
Arrivo al punto. Siamo fatti di corpo, anima e spirito, non dobbiamo avere timore di usare questi termini anche nel mondo del business. In fondo, il mondo del business è generato da persone: individui che indistintamente possiedono per natura ed in potenza tutte quelle qualità dell’essere che attraverso un viaggio interiore possono ricordare, consolidare, nutrire e sviluppare. Siamo uno con tutte le parti di noi stessi e con tutto il creato e quando lo ricorderemo la smetteremo di farci la guerra, la smetteremo di accusarci, di giudicarci e cercheremo la via dell’armonia e del bene comune.

È come quando Benigni dice … “ ce l’abbiamo quella felicità, l’abbiamo solo nascosta… rovistate ovunque, aprite tutti i cassetti, buttate all’aria tutto e la troverete la felicità… perché ce l’hanno tutti, ce l’hanno data in dono!”.

Due messaggi
 Due sono i messaggi che vorrei lanciare:
1.  Non temiamo di usare parole diverse perché le parole hanno una vibrazione diversa: provate a pronunciare ad occhi chiusi: soft skills e poi qualità dell’essere. Ognuno sperimenti se stesso.
2.  E’ arrivato per tutti il momento di unire e smetterla di sezionare tutto, perché tutto ciò che è separato è già senza vita. Smettiamola di separare ciò che è nato indiviso: l’uomo è fatto di un corpo fisico, di un corpo emozionale, di un corpo mentale … ed è permeato dallo spirito che esprime l’anima di quell’unico individuo.
E’ arrivato il momento di prendersi la responsabilità di buttare giù tabù che non hanno più senso, proiettati come siamo, coscienti o incoscienti, verso il nuovo paradigma dell’esistenza dove ognuno diventa consapevole e responsabile della propria vita (non solo per avere più successo nel business) dove ognuno comprende che è la parte invisibile dell’essere a creare la realtà esterna e che quindi non c’è niente di cui lamentarsi, non c’è nessuno da accusare, non c’è niente per cui compiangersi….
E’ arrivato il momento … da un bel po’, ce ne siamo tutti accorti?

Francesca Del Nero

International speaker, coach, trainer e autrice, Francesca ha lavorato per molti anni come manager di banche d’affari e conosce a fondo le dinamiche e le sfide del mondo aziendale. Ha lasciato GE Capital nel 2010 per fondare una scuola internazionale di trasformazione dell’Essere, School For Dreamers, con lo scopo di di ispirare una nuova generazione di leader guidati dall’etica e dall’integrità, il cui successo è al servizio dell’umanità per uno sviluppo armonico globale.

Translate