L’Europa sta ripartendo dopo l’ennesima ondata del Covid.
Ma l’Italia (e non solo) soffrono i limiti alla libera circolazione delle merci imposti da una strozzatura geografica e politica: quella del valico del Brennero. Da qui, lungo l’asse Scandivano-Mediterrano, passano le nostre merci esportate in tutta Europa (con Germania come principale destinataria), per un valore di interscambio complessivo di 170 miliardi di euro. Che diventano 214 se si include anche il valore degli scambi con Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca.
Un interscambio messo però in seria difficoltà dalle decisioni del Governo tirolese che dal 2017 ha imposto una serie di divieti settoriali al transito dei mezzi pesanti che sta mettendo seriamente in crisi gli operatori del settore.
Le merceologie inserite nei divieti tirolesi valgono il 63% dell’interscambio complessivo tra l’Italia e i Paesi ScanMed, pari ad un valore economico di 136,6 miliardi di euro.
Per questa ragione Unioncamere, con i sistemi camerali di Emilia Romagna, Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto, con il supporto di Uniontrasporti, hanno realizzato il report “Il Brennero e la politica dei trasporti attraverso le Alpi”, presentato questa mattina alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini.
Tutti i materiali sono disponibili sul sito di Uniontrasporti
