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World Pasta Day 2022: il 25 ottobre si celebra la Giornata Mondiale della Pasta, il piatto più amato dagli italiani

Oggi la Giornata Mondiale della Pasta – curata dai pastai di Unione Italiana Food e Ipo – International Pasta Organization – giunge alla sua 24esima edizione.

Il farinaceo, già popolarissimo all’estero, ha visto crescere i consumi in modo pazzesco negli ultimi 20 anni.
Questo senza contare i vari formati: oggi esistono più di 600 tipi diversi di pasta.L’Italia resta il paese – rileva la Coldiretti – con il più elevato consumo di pasta per un quantitativo di 23,5 chilogrammi a testa contro i 17 chili della Tunisia, seconda in questa speciale classifica seguita da Venezuela (15 kg), Grecia (12 kg), Cile (9,4 kg), Stati Uniti (8,8 kg), Argentina e Turchia a pari merito (8,7 kg) che testimoniano come questo tipo di prodotto abbia estimatori ad ogni latitudine.
E l’Italia con un aumento record del +33% ha fatto segnare quest’anno il record storico per le vendite di pasta all’estero secondo l’analisi della Coldiretti su dati istat nei primi sette mesi dell’anno.

In Italia si producono 3,6 milioni di tonnellate di pasta, pari a circa 1/4 di tutta quella mondiale – sottolinea Coldiretti –, con 200mila aziende agricole italiane impegnate a fornire grano duro di altissima qualità a una filiera che conta 360 imprese e circa 7500 addetti, per un valore complessivo di circa 5 miliardi di euro.

“Ci sono quindi le condizioni per rispondere alle domanda di italianità dei consumatori ed investire sull’agricoltura nazionale che è in grado di offrire produzioni di qualità realizzando rapporti di filiera virtuosi con accordi che garantiscano compensi equi al di sopra dei costi di produzione” ha concluso il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “l’esperienza ha dimostrato l’importanza di garantire la trasparenza dell’informazione per far crescere un settore simbolo dell’ Italia nel mondo”.

Pasta, pasta e ancora pasta!  
La pasta ha una storia molto antica e ricca di aneddoti. Sono infatti gli antichi Romani a parlare per primi delle “lagane”, strisce sottili di pasta fatte con farina e senza lievito, poi cotte in acqua: in sostanza, le “antenate” delle lasagne. Se alcuni hanno ipotizzato che ad introdurre la pasta sia stato Marco Polo di ritorno dalla Cina, la testimonianza di un geografo arabo, Al-Idrin (1154), ci porta invece a Trabìa, presso Palermo, dove pare esistesse addirittura un’industria in cui si produceva un cibo di farina in forma di fili, chiamato “itriyah”. In ogni caso, fino al Settecento vige una gran confusione: i diversi tipi di pasta vengono infatti etichettati come maccheroni, finché i Napoletani decidono di adottare il termine quasi esclusivamente per le paste lunghe trafilate. Da allora, la pasta si è diffusa in tutto il mondo.

Nel 2006 nasce l’ONU della Pasta, ovvero l’IPO, International Pasta Organisation, la cui mission è raccontare al mondo i benefici, anche nutrizionali, di un’alimentazione a base di pasta. Uno dei principali attori anche nello sviluppo della Dichiarazione di Consenso Scientifico – “Healthy Pasta Meals” – firmata da nutrizionisti di tutto il mondo, che incorpora le ultime evidenze sull’importanza della dieta mediterranea e sul ruolo della pasta al suo interno.

È il cibo preferito del mondo –
Nel 2011, a pochi mesi dalla proclamazione del Patrimonio Immateriale dell’UNESCO, uno studio di OXFAM, che ha coinvolto 16mila persone in 17 paesi, ha eletto la pasta come cibo preferito del mondo globalizzato. E nel 2019 l’Economist ha pubblicato i risultati di uno studio dell’Università del Minnesota, che ha incoronato la cucina italiana come “la più influente al mondo”, davanti a giapponese e francese.

Ha contribuito a respingere l’ingiustificata demonizzazione dei carboidrati –
Dal 2002, quando il New York Times ha coniato il neologismo “carbofobia” e circa 26 milioni di americani hanno completamente abbandonato pasta, pane e patate, molte cose sono cambiate. Le linee guida dietetiche 2020-2025 degli Stati Uniti per gli americani sconsigliano di seguire una dieta a basso contenuto di carboidrati o di ridurre il consumo di carboidrati. E una ricerca della National Pasta Association rivela che l’86% degli americani mangia la pasta almeno una volta alla settimana

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