mercoledì, Settembre 9, 2026
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Tajani e Metsola aprono ufficialmente la Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori

Ha preso ufficialmente il via con l’esecuzione degli inni nazionale ed europeo la Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia nel mondo, che proseguirà sino a domani, 22 dicembre, alla Farnesina.
La diplomazia italiana al servizio del Paese in un mondo che cambia” è il tema dell’evento di quest’anno, che vede riuniti oltre 100 titolari delle sedi diplomatiche italiane all’estero e che, nel corso dei diversi panel, offrirà l’occasione per discutere del ruolo e degli strumenti a disposizione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e della rete diplomatico-consolare a sostegno di un’Italia che sia protagonista nella promozione del nostro interesse nazionale nel mondo, in linea con i riferimenti e i valori euro-atlantici.
A dare il benvenuto questa mattina ai diplomatici raccolti in Sala Conferenze Internazionali è stato il segretario generale della Farnesina, Ettore Sequi, alla presenza del ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, e di un ospite d’eccezione, la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola. Non ha invece potuto essere presente oggi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che, ancora positivo al Covid, ha però voluto inviare un messaggio al consesso, la cui lettura è stata affidata ad una giovane diplomatica.
“Diplomazia”, “servizio” e “cambiamento” sono i tre concetti contenuti nel tema della conferenza: “tre parole che definiscono già di per sé cosa significhi fare politica estera oggi”, ha esordito Sequi dopo i ringraziamenti di rito. “Ci domandiamo se le crisi che ci troviamo oggi ad affrontare non siano il vero spartiacque tra XX e XXI secolo”, ha proseguito Sequi, ribadendo che nel “tempo presente” stiamo vivendo una “transizione segnata da mutamenti profondi”. Per il Ministero degli Affari Esteri ciò vuol dire un “cambiamento d’epoca”, prima ancora che “l’epoca del cambiamento”, ovvero “cresce l’influenza della politica estera sulla quotidianità e con essa l’attenzione dell’opinione pubblica” rispetto al lavoro svolto dalla nostra diplomazia. “Come farci trovare pronti?”. Secondo il segretario generale della Farnesina tutto dipenderà dalle “nostre priorità”: la “sicurezza, innanzitutto”, ma anche il “benessere economico” garantito da quel “saper fare italiano che ci rende un grande Paese stabile”; e infine i principi che sempre hanno caratterizzato inostro popolo e la nostra azione politica e diplomatica, dalla tutela dei diritti dell’uomo al multilateralismo. “La diplomazia rappresenta uno strumento efficace per raggiungere questi obbiettivi”, forte di quella “natura incline al dialogo” insita nel nostro essere italiani e grazie alla quale l’Italia ha contribuito a garantire “approcci multilaterali” su importanti questioni globali. Senza contare quel soft power grazie al quale la diplomazia italiana ha “fatto tesoro del nostro patrimonio culturale per espandere l’influenza” del Paese nel mondo. Osservando infine che il “rapporto costo/efficienza” della diplomazia italiana è “tra i più convenienti e autorevoli”, il segretario generale Sequi ha assicurato: “vogliamo essere al servizio del Paese e dei nostri connazionali” e continuare a svolgere questo ruolo, come fatto sinora, “con orgoglio” e “con silenziosa dedizione”. E questi, ha concluso Sequi, sono “sentimenti condivisi da tutte le componenti della Farnesina”.
Lo ha riconosciuto lo stesso ministro Tajani, che, prendendo la parola, ha subito ringraziato “tutti i capi missione per quello che hanno fatto, per quello che fanno e faranno, anche in condizioni difficili. L’Italia vi deve essere grata”, ha aggiunto, riconoscendo le “difficoltà” in cui la nostra diplomazia opera, spesso anche per “carenza di personale”. Con un “pizzico di soddisfazione” ha però reso noto che “stanotte siamo riusciti a ottenere l’approvazione di due emendamenti del governo per incrementare il numero dei dipendenti del Ministero degli Affari Esteri e il numero dei contrattasti”.
Vi sono poi altre “difficoltà” che costano al vita ai nostri diplomatici, come nel caso del “coraggioso” ambasciatore Luca Attanasio al quale, d’accordo con il sindaco di Roma Gualtieri, il ministro Tajani intitolerà la Scalea della Farnesina; ”insieme a lui dedicheremo una sala dell’Unità di Crisi al carabiniere Iacovacci”, caduto al fianco dell’ambasciatore Attanasio in Congo. Perché sono tanti gli uomini e le donne delle forze armate e non solo che affiancano i nostri ambasciatori e le nostre ambasciatrici nel mondo, a dimostrazione che “la politica estera non è un privilegio di questo Ministero”. Certo, ha precisato Tajani, la Farnesina ha “l’onore e ònere di guidare la politica estera”, di cui sono però “protagonisti” anche i tanti italiani nel mondo, i nostri imprenditori come i militari impegnati nelle missioni di pace. “La politica estera è proiezione dell’Italia nel mondo che può dare moltissimo proprio per i valori che albergano nei cuori dei nostri connazionali” e “i diplomatici sono lo strumento di questa azione”.
“La politica estera è un mosaico di strategie e iniziative per perseguire l’interesse nazionale”, ha continuato il ministro. “Occorre perciò investire di più in politica estera per promuovere l’Italia in Europa e nel mondo. Questo è un obiettivo prioritario per il governo e”, ha garantito Tajani, “è un obiettivo proprietario per me”. Naturalmente, ha osservato ancora il ministro, “l’Europa rappresenta il nostro futuro, la migliore opportunità per tutelare gli interessi dei cittadini italiani. È nostro punto di riferimento, stella polare per le nostre scelte politiche”, anche di politica estera. Ecco perché “abbiamo deciso di aumentare numero dei diplomatici alla Rappresentanza d’Italia a Bruxelles”, ha detto Tajani, rivendicando il “contributo di esperienza e di conoscenza” che il nostro Paese può dare all’Ue. Dimostrazione recentissima l’accordo sul tetto del gas, fortemente promosso dal governo italiano. Vi sono altre “priorità” su cui occorrerà lavorare nel prossimo anno: le frontiere, che “come ha detto Papa Francesco, non sono una questione italiana, sono una questione europea”; e la difesa, perché “saremo più forti se saremo parte di uno strumento militare portatore di pace nel mondo”.
Non solo Europa. “Un’altra stella polare della nostra politica estera è l’Alleanza Atlantica” e per Antonio Tajani “non possiamo rinunciare ad essere protagonisti in questa alleanza”, che oggi come nel passato “con la sua fermezza continua a garantire la libertà”, nella convinzione che “un multilateralismo efficace e inclusivo rappresenti per tutti noi un punto di riferimento importante”.
Gli altri fronti su cui il governo si impegnerà nel futuro prossimo sono senz’altro: l’Ucraina, “in difesa del diritto internazionale, ma sempre con l’obiettivo di raggiungere la pace”, e “faremo di tutto per essere anche protagonisti della ricostruzione di questo Paese destinato a entrare nell’Ue”; i Balcani, con cui l’Italia confina e che rappresentano una “opportunità dei crescita e stabilità” oltre ad essere “strategicamente fondamentali per la questione migratoria”; il Mediterraneo, nella cui area “l’Italia affonda geograficamente e storicamente” e dove “stiamo lavorando intensamente sulla questione Libia”, ma anche per una “sempre maggior presenza del nostro Paese nell’area nord africana e sub sahariana”; e il Medio Oriente, dove l’Italia resta favorevoli alla soluzione pacifica di “due popoli, due Stati”. Il ministro Tajani ha poi assicurato: “non dimenticheremo un’altra realtà in cui vivono milioni di cittadini italiani e di origine italiana, il Sud America”, così come gli Stati Uniti, che sono il “nostro principale alleato”, e il Canada, cui rivolgiamo “grande attenzione”, mentre un “occhio attento” è rivolto anche all’area indopacifica, una “regione delicata” in cui l’Italia intende mantenere lo “status quo”.
Infine il ministro Tajani ha richiamato l’attenzione e l’impegno dei diplomatici italiani in favore della candidatura di Roma ad ospitare l’Expo 2030, promuovendola anche tramite un altro evento, la Ryder Cup, la più prestigiosa competizione internazionale di golf che si terrà nel prossimo autunno sempre a Roma.
In conclusione il ministro Tajani ha ringraziato “di tutto cuore” i capi missione e tutti coloro che operano al loro fianco nella rete diplomatica italiana. “Senza questa grande squadra non potremmo raggiungere gli obiettivi ambiziosi che ci siamo posti”, ha detto. “Per me è un grande onore poter guidare questa squadra, che”, ha concluso Tajani, “ha l’onore di rappresentare il tricolore nel mondo. Non rinunceremo mai all’entusiasmo e all’amore per la nostra nazione che hanno dimostrato Attanasio e Iacovacci”.
Dalla diplomazia arriva anche la presidente del Parlamento europeo Metsola, che oggi, in un fluente italiano, ha esordito in Sala Conferenze Internazionali citando Cavour: “ho scoperto il modo di ingannare i diplomatici. Io dico la verità e loro non mi credono mai”. In realtà politica e diplomazia rappresentano le “due facce di una stessa medaglia” e hanno bisogno di confrontarsi e ascoltarsi. “C’è una ragione per cui parliamo di arte della diplomazia”, ma “la verità resta centrale” ed è necessario che “i diplomatici forniscano ai politici le informazioni di cui hanno bisogno per prendere le giuste decisione”.
“Il mondo complesso in cui viviamo ha più che mai bisogno della diplomazia”, ha ribadito Metsola, “un mondo diverso da quello che conoscevamo prima della brutale invasione dell’Ucraina da parte di Putin, che ha sconvolto l’asse su cui poggiava il nostro equilibrio”. E la presidente del Parlamento europeo si è detta “orgogliosa” del fronte unitario con cui si è presentata l’Ue, parlando di “vittoria della diplomazia. Vittoria dell’Ue”.
“L’Europa è una unione nata da una grande storia di abbattimento dei muri e di avvicinamento dei popoli. Dobbiamo continuare su questa strada”, ha incitato Metsola, “ma possiamo farlo solo con decisioni politiche e diplomatiche coraggiose”, specie ora che la democrazia è “sotto attacco”, anche a causa di quegli “attori maligni che credono che l’Ue sia in vendita. A tutto questo abbiamo risposto e risponderemo con fermezza”, ha tuonato Metsola facendo riferimento al recente scandalo legato ai Mondiali in Qatar che ha scosso Bruxelles.
“Occorre difendere con decisione il nostro modo di essere europei”, i nostri valori e principi, ma “l’Europa deve anche adattarsi a questo nuovo mondo e cambiare con esso”, tornando a crescere e puntando sul “ruolo di attore globale”, anche nelle relazioni transatlantiche, ha continuato Metsola, per affrontare le grandi questioni come il cambiamento climatico – “il Green Deal deve essere una strategia di crescita” – e i flussi migratori, in cui preziosa sarà l’esperienza italiana con e nei Paesi terzi.
“Voi diplomatici avrete un ruolo fondamentale”, ha detto Metsola rivolgendosi alla platea. “Oggi più che mai le azioni di politica estera dei Paesi europei devono essere coordinate” e “il servizio diplomatico italiano ed europeo devono lavorare fianco a fianco per promuovere un ordine mondiale basato sui valori condivisi da Italia e Europa”, rafforzando il dialogo e costruendo alleanze nel mondo, perché “il multilateralismo è la chiave della pace nel mondo”.
L’Italia ha già dimostrato la propria “leadership” in tal senso e per questo la presidente Metsola ha ringraziato il nostro Paese e la sua “diplomazia silenziosa che risolve problemi che il mondo non conoscerà mai”.
“L’impressionante lavoro che svolgete sul campo merita un riconoscimento davvero importante”, ha concluso infine Metsola, rendendo anche lei omaggio all’ambasciatore Attanasio. “Oggi dobbiamo lavorare insieme per garantire pace, stabilità e prosperità in Europa e nel mondo”. Il lungo applauso che è seguito ha sancito il patto. (r.aronica\aise)

Conferenza Ambasciatori: il messaggio di Mattarella

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