L’Importanza della Nautica Italiana: Un Settore Trainante del Made in Italy di Marina Stella, DG Confindustria Nautica

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DI COPERTINA
La nautica da diporto italiana si distingue una volta di più come uno dei settori trainanti del Made in Italy. Con l’Italia che rappresenta la seconda industria a livello mondiale, le imprese del paese stanno vivendo un momento di forte dinamismo e si pongono come leader mondiali nella produzione dei superyacht. Il mondo della nautica italiana è un settore ideale di investimento finanziario grazie alle sue peculiarità uniche e alle potenzialità di penetrazione di mercato, risultando assai attrattivo per gli investitori. Come paese leader a livello globale, l’Italia presenta ampi margini di crescita, soprattutto nei mercati ancora quasi inesplorati, come la Cina, che offrono enormi potenzialità.

Il primato italiano nella produzione di Superyacht è uno dei principali indicatori della robustezza e della competitività della nautica italiana. Con 593 unità all’interno del Global Order Book, l’Italia si posiziona al vertice della classifica, raggiungendo il massimo storico di ordini. Questo conferma il ruolo di rilievo della cantieristica italiana nel panorama internazionale, garantendo una presenza riconosciuta e stimata a livello globale.

Un’altra area in cui l’Italia eccelle nella nautica è nella produzione di unità pneumatiche e nella componentistica. Questa capacità di produrre equipaggiamenti e parti di alta qualità consolida ulteriormente la leadership del paese nel settore. La filiera nautica italiana genera complessivamente 18.878 unità locali di produzione, con un valore aggiunto di oltre 11 miliardi di euro e più di 187.700 occupati. Un dato rilevante è che per ogni addetto alla produzione nel comparto, si attivano 9,2 posti di lavoro nella filiera, dimostrando l’impatto positivo di questa industria sull’occupazione e sull’economia nazionale.

La nautica non è solo una fonte di sviluppo economico, ma anche un importante motore del settore turistico italiano. Ogni 3,8 posti barca genera un impiegato nell’indotto turistico, e mediamente, per ogni approdo turistico, si contano 71 unità di imbarcazioni. Ancora più interessante è il dato riguardante la spesa “turistica” depurata del costo di soggiorno. In altre parole, escludendo il costo dell’ormeggio per la barca e il pernotto in hotel, si osserva che il diportista medio spende il doppio rispetto al turista tradizionale d’albergo. Questo sottolinea il potenziale di generare entrate significative attraverso l’industria della nautica da diporto, rendendola particolarmente interessante per lo sviluppo del turismo e dell’economia locale.

Un fattore che rende la nautica italiana ancora più attraente per gli investitori e la possibilità di espansione nei mercati emergenti, dove la domanda di beni di lusso è in continua crescita. Sfruttare questi mercati inesplorati può rappresentare una leva strategica per incrementare ulteriormente la presenza e le vendite di imbarcazioni italiane in tutto il mondo.

In conclusione, l’importanza della nautica italiana come settore trainante del Made in Italy non può essere sottovalutata. Il primato nel panorama internazionale, l’elevato numero di occupati e l’impatto positivo sull’economia nazionale ne fanno un’industria di rilievo. Inoltre, la sua sinergia con il turismo offre opportunità ulteriori di crescita economica. Investire nella nautica italiana quindi è un’opportunità che può portare benefici sia agli investitori che al paese nel suo complesso, contribuendo a consolidare la posizione dell’Italia come leader globale nel settore.

Marina Stella, Direttore generale Confindustria Nautica