Grandi imprese e PMI sono alla ricerca di talenti, ma il mercato del lavoro mostra un’incapacità di far fronte alla domanda di personale.Secondo i più recenti dati dell’Osservatorio Excelsior di Unioncamere – Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e ANPAL Servizi, infatti, il 48% delle richieste restano vacanti. Le cause? Mancano candidati preparati, certo, perché le aziende richiedono competenze diverse da quelle insegnate a scuola. E poi ci sono da considerare il numero sempre più ridotto di giovani (il gelo demografico) e i cicli tecnologici estremamente ravvicinati che richiedono competenze iper-specialistiche.
Ma cambiano anche le aspettative di coloro che cercano lavoro, più attenti di un tempo all’equilibrio vita-lavoro, al benessere aziendale, ai valori dell’impresa. Il risultato di tale “mismatch strutturale” è che su 531mila assunzioni previste nel 2023, oltre 252mila sono considerate “difficili” dalle imprese. E per i lavori a minore valore aggiunto si rafforza il ricorso alla mano dopera straniera, cresciuta quest’anno fino al 20,4%.
Tutto questo caratterizza uno scenario in rapido cambiamento del mondo del lavoro nella sua interezza nella nostra società: se ne discuterà il 13 settembre prossimo a Roma, nella Sala Longhi di Unioncamere nel convegno “Il senso del lavoro oggi”, Tra i tanti importanti ospiti interverrà ai lavori il Presidente della Corte Costituzionale, Silvana Sciarra.


