Proposto più volte al Nobel per la Letteratura, il 13 ottobre 2016 l’Accademia svedese assegnava a Bob Dylan il Premio. In quella stessa edizione, tra i candidati al Nobel figurava ufficialmente Mogol. Ora è lo stesso Mogol ad annunciare la sua candidatura al Nobel per la Letteratura. Lo ha fatto nel corso di «Più libri, più liberi», conclusosi il 10 dicembre a Roma.
Canzoni, bellissime canzoni, ma non solo canzoni. La vita artistica, privata e professionale di Mogol è profondamente ricca di attività, azioni e progetti di notevole portata umanitaria, sociale, culturale e perfino scientifica. Descriverne ‘l’antologica’ portata non è facile, ma partire da un punto di curiosa novità sì. Mogol, candidato al «Premio Nobel per la Letteratura», su proposta del Ministero della Cultura, come lui stesso ha dichiarato nel corso della presentazione del volume «Il potere dei morti», di Giulio Caporaso, durante la fiera di Più libri, più liberi, a Roma, è andato oltre le canzoni.
Risale al 2018 l’altra impresa musicale di Mogol che in stretta collaborazione con Gianni Bella si è cimentato nella scrittura de «La Capinera», melodramma in due atti, tratto dal romanzo «Storia di una capinera» di Giovanni Verga, padre del Verismo, ed ambientato nella Catania di metà ’800.
«La Capinera» viene descritta dallo stesso Mogol come “una storia vera, realmente accaduta. La storia della giovane suor Maria che si innamora di Nino, promesso sposo della sorellastra Giuditta”.
Il melodramma e il lessico quotidiano
Storia del 1850, «La Capinera», ambientata in una Catania invasa dal colera, nasce dall’incontro di Gianni Bella e Giuseppe Fulcheri, autore del libretto del melodramma, che chiedono al maestro Mogol di scrivere le liriche dell’opera (le romanze erano già state composte da Gianni Bella). Così Mogol, dopo il rifiuto iniziale, inizia a scrivere le liriche, facendo ricorso ad un «lessico quotidiano», distante dal linguaggio ‘classico’ dell’opera lirica. Insomma, la cultura popolare prende il suo benefico sopravvento.
«La Capinera» – infatti – inizia al mercato del pesce di Catania, tra rumori ed effetti sonori che richiamano la vita quotidiana della città del Liotro, fino a che (però) non arriva il Colera e il commento musicale diventa un requiem. Il Colera fa il suo ingresso in scena come un tetro e minaccioso omaccione con mantello e cappellaccio che minaccia e spaventa il pubblico, avendo ricevuto l’ordine di diffondere la malattia e di distruggere il creato.
Poi il pentimento struggente, dopo che il Colera ha messo il popolo in fuga. La gente fugge in cerca di pace quando nel convento arriva la bella Maria, la novizia che si innamora di Nino e il melodramma si addentra nella contrastata vicenda d’amore tra Nino e Maria, trasposta secondo una visione che si allontana dall’opera di Giovanni Verga.
Una proposta decente
La proposta della candidatura di Mogol al Nobel per la Letteratura è stata fatta dal Ministero della Cultura e il maestro Rapetti ne ha dato notizia di persona durante la presentazione del libro di Giulio Caporaso «Il potere dei morti», il 10 dicembre a Roma, nel corso di «Più libri, più liberi».
Mogol, autore dei testi per Lucio Battisti, si è detto “onorato“ della nomina, sebbene l’assegnazione del Nobel per la letteratura non avvenga sulla base di ‘nomination’ esterne o popolari, ma per autonoma scelta da parte dei membri dell’Accademia svedese, su segnalazione da parte di precedenti vincitori del Premio Nobel, o da parte del mondo accademico e universitario del settore.
Al di là dei limiti del mondo
Giulio Rapetti Mogol è nato a Milano il 17 agosto 1936. Inizia la sua attività di autore nel 1961 e vince subito il Festival di Sanremo con “Al di là”, scritta con il compositore Carlo Donida e interpretata da Luciano Tajoli e Betty Curtis.
Dopo aver vinto il premio per il miglior autore, risultato da una votazione di 800 addetti ai lavori del settore “pop”, Mogol incontra Lucio Battisti, compositore-chitarrista e nel 1965 inizia la loro fortunata collaborazione. Prende l’avvio un’attività che porta Lucio Battisti ai vertici delle classifiche italiane, divenendo uno degli artisti italiani di maggiore prestigio degli anni 70-80.
Da Battisti a David Bowie
Mogol, con «lessico quotidiano» scrive canzoni per Lucio Battisti, per Mina, Celentano, Gianni Morandi, Tony Renis, Bobby Solo, Mango, Riccardo Cocciante, Equipe 84, Dick Dick, Ornella Vanoni, Mario Lavezzi, Gianni Bella, Lucio Dalla, Luigi Tenco, David Bowie e molti altri.
Fonda la Numero Uno, etichetta discografica italiana, che nel giro di un anno arriva a competere con le multinazionali per numero di dischi italiani venduti.
Da Sanremo alla Nazionale
Nel 1961 Luciano Tavoli e Betty Curtis vincono a Sanremo con “Al di là”, canzone scritta da Mogol e Donida. Nel 1963 Tony Renis ottiene il primo posto a Sanremo con “Uno per tutte” di Mogol, Testa e Tony Renis. Nel 1965 Bobby Solo si assicura il primo posto a Sanremo con “Se piangi se ridi”. Nel 1970 Nicola di Bari è secondo con “La prima cosa bella”. Nel 1986 Marcella Bella è terza a Sanremo con “Senza un briciolo di testa”. Nel 1991 Riccardo Cocciante vince con “Se stiamo insieme”. Tutte canzoni, queste, scritte e firmate da Mogol.
Da un calcolo recente della Siae è risultato che Mogol ha venduto 523 milioni di dischi nel mondo.
Nel 1970 il ‘principe degli autori’ porta a termine la mitica cavalcata con Lucio Battisti, Milano-Roma, poi ripetuta nel 2005 con la moglie Daniela Gimmelli.
Nel 1981 fonda la Nazionale Italiana Cantanti, della quale è prima presidente e poi capitano e giocatore. Ad oggi la Nazionale Italiana cantanti ha sostenuto molte iniziative umanitarie, destinando il ricavato a bambini bisognosi.
Una università della canzone
Nel 1992 fonda in Umbria, terra in cui ha scelto di vivere per la bellezza e l’autenticità dei luoghi, nel comune di Avigliano Umbro (TR) il CET (Centro Europeo Toscolano), associazione no-profit che ha tre obiettivi: cultura popolare, medicina e ambiente. Lo scopo principale dell’associazione è quello di contribuire a migliorare la qualità della vita della società moderna contemporanea. Un decreto dello Stato dichiara il CET “associazione no profit di interesse pubblico”, concedendo un contributo ai sensi dell’art. 5 comma 4 della legge n. 29 del 23 febbraio 2001.
Nel campo della cultura popolare il CET di Mogol organizza corsi di alto perfezionamento per autori, interpreti, compositori, arrangiatori e tecnici del suono.
Per la divisione medica il CET è impegnato nella valutazione e nella reintegrazione delle difese globali dell’organismo. Il CET ha stipulato convenzioni con l’Università di Perugia, con l’Università di Siena e con l’Università di Pittsburg.
Dalla canzone a Verga
Un grande riconoscimento ottenuto dal CET è l’abilitazione ricevuta dalla Facoltà di Lettere dell’Università La Tuscia di Viterbo per l’organizzazione di corsi di critica poetica e di corsi per autori che consentono l’acquisizione di 10 crediti per tutte le facoltà della Tuscia.
Dal 2008 viene istituito dalla Regione Valle D’Aosta il “Premio Mogol” che vuole premiare il miglior testo dell’anno.
Mogol ha scritto le liriche de La Capinera (2010-2011), melodramma moderno in due atti, composto da Gianni Bella su libretto di Giuseppe Fulchieri, arrangiamenti di Geoff Westley, tratto dal romanzo di Giovanni Verga “Storia di una capinera”.
Ciliegie e Amarene
Nell’ottobre 2012, con la casa Editrice Minerva, pubblica il libro “Le Ciliegie e le Amarene”, aforismi, pensieri e parole, vincendo il Premio della fiera del libro a Milano. Il 5 luglio 2013 l’Università degli Studi di Palermo conferisce a Mogol una laurea magistrale Honoris causa in Teorie della Comunicazione. Nel 2016 viene candidato al Nobel per la letteratura dall’Associazione NAM (Nobel a Mogol) e viene insignito del titolo onorifico di Commendatore dal Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella.
Il 14 novembre 2016 riceve il “Dante d’oro” dall’Università Bocconi di Milano. Nel 2017 il Ministero della Cultura ha promosso un Progetto speciale per il CET, destinato a 60 studenti dei conservatori Italiani. Mogol ha ricevuto dall’ Ente Nazionale di studi Leopardiani il premio “Giacomo Leopardi” e il Premio Giovanni Porta.
Presidente della SIAE
Il Consolato Italiano di Boston ha invitato Mogol al concerto “Berklee meets Mogol”, organizzato in suo onore il 4 ottobre 2018 e a tenere una lezione sul “pop”. Il 1° ottobre 2018 al Parlamento del Massachusetts si è svolta la cerimonia di conferimento a Mogol di un premio alla carriera. Nello stesso periodo è stato invitato dall’ Università di Harvard, tra le più importanti al mondo, a tenere una lezione sul pop.
Il 10 settembre 2018 è stato eletto all’unanimità Presidente della SIAE.
Niente telecamere e pochi invitati
Sebbene il Premio Nobel onori prioritariamente saggisti, romanzieri, drammaturghi e poeti, tra i vincitori figurano pure i filosofi Rudolf Christoph Eucken, Henri Bergson, Albert Camus e Bertrand Russell. Figurano altresì Jean-Paul Sartre, che lo rifiutò, e lo storico Theodor Mommsen, nonché la scrittrice Alice Munro e il cantautore Bob Dylan.
Bob Dylan, dopo una ‘saga’ polemica e riottosa, ritirò il Premio Nobel assegnatogli nel 2016.
Nell’aprile 2017 Bob Dylan, lontano da telecamere e riflettori, senza clamori, Dylan ha ritirato il diploma e la medaglia, mettendo fine ad una vicenda divenuta ‘storica’, nella… storia del Nobel.
La proposta di assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura al maestro Mogol, da qualunque parte provenga, è una auspicabilissima proposta.
Una proposta decente.
Mimmo Mòllica
Nella foto: Mogol e Mimmo Mòllica

