Sono quegli italiani che hanno deciso di vivere all’estero per studiare, lavorare, fare impresa.
É difficile quantificare il fenomeno, ma stiamo parlando di decine di milioni di persone, legate affettivamente, culturalmente ed economicamente al nostro Paese che rappresentano un bacino di esperienze, competenze e creatività che può e deve essere valorizzato molto, molto di più.
Le Camere di Commercio italiane all’esterno (Ccie), 84 in 63 Paesi del mondo, sono il riferimento più rilevante ed efficace sia per le realtà imprenditoriali fondate o guidate da italiani all’estero, sia per le imprese italiane che vogliono internazionalizzarsi e sia per gli operatori esteri che intendono investire in Italia. Se ne parlato in un Convegno questa mattina alla Camera dei Deputati.
Eppure una normativa recente, frutto di una concezione antiquata, frena queste possibilità con lacci e lacciuoli che costano al nostro sistema imprenditoriale: è ora di un cambio di rotta, di una modernizzazione.


